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Chiuse le indagini sull’ex comandante dei carabinieri, Giuseppe Serio: escluso un episodio di concussione

by Angelo Centonze
29 Gennaio 2019 21:20
in Cronaca
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La Procura chiude le indagini sull’ex comandante dei carabinieri di Nardò Giuseppe Serio e “cade” l’accusa di concussione per un capo di accusa. Il sostituto procuratore Paola Guglielmi ha notificato, nelle scorse ore, l’avviso di conclusione.

Al termine degli accertamenti investigativi, non viene più contestato un episodio risalente a dicembre del 2015. Inizialmente, Serio era accusato di aver costretto il titolare di un’impresa di onoranze funebri a versare 1.089 euro ad un cugino, a titolo di corrispettivo di servizi pubblicitari che, a dire dell’imprenditore, non erano stati richiesti e tantomeno realizzati.

Non solo, anche la somma di 400 euro, per un prestito “fittizio”. Di fronte alla mancata restituzione del denaro, la presunta vittima sarebbe stato “sconsigliato” da Serio di sporgere denuncia, per non incappare in controlli dei Carabinieri. Nei mesi scorsi, anche il Tribunale del Riesame aveva accolto l’istanza della difesa, rappresentata dagli avvocati Giuseppe e Giulia Bonsegna.

Invece, la Procura nell’avviso di conclusione, contesta l’episodio di tentato abuso d’ufficio che era stato annullato dal Riesame. Nel mese di giugno del 2018, Serio si sarebbe prodigato per evitare il decurtamento dei punti della patente al dipendente di una ditta che lavorava su terreni di sua proprietà a Galatone. In questo caso, non sarebbe riuscito nell’intento.

La Procura “conferma” l’accusa per un episodio di abuso d’ufficio, risalente al mese di agosto del 2017. Il comandante avrebbe sottoposto il titolare di un lido ad un serrato controllo, per verificare il rispetto delle norme igieniche. Tale ispezione sarebbe stata effettuata senza autorizzazione e dettata da una ritorsione nei confronti dell’uomo. Quest’ultimo, qualche giorno prima, avrebbe impedito alla moglie di Serio l’accesso al lido per mancanza di lettini disponibili.

Ribadita anche l’accusa di concussione per altri due episodi. Il primo risale al mese di ottobre del 2015. Serio avrebbe costretto un portalettere delle poste a pagare una contravvenzione a carico di sua moglie ed un’ulteriore sanzione (per il valore complessivo di 951,30 euro), attribuendogli falsamente l’errore nella notificazione dell’atto. Inoltre, lo avrebbe minacciato di denunce e segnalazioni, coinvolgendo alcuni superiori dell’ufficio postale.

Non solo, secondo la Procura il comandante avrebbe minacciato di controlli da parte dei carabinieri il gestore di un autolavaggio, se avesse preteso il pagamento dei servizi di pulizia della vettura di Serio e di quelle di servizio dell’Arma.

Questi episodi, si sarebbero verificati dal momento del suo insediamento a Nardò e fino ad agosto del 2018.

Infine, nell’avviso di conclusione compare l’accusa di falso ideologico. Nel primo caso, Serio avrebbe falsamente attestato nel “memoriale”, di aver prestato servizio dalle 7:30 alle 19:00, mentre per almeno un’ora, nella mattinata del 30 luglio scorso, si trovava presso una sartoria per una prova d’abito. Invece, l’11 agosto attestava di aver prestato servizio dalle 7:30 alle 16:30, mentre nella tarda mattinata si faceva accompagnare sempre presso la sartoria. Serio per questo secondo episodio risponde anche di peculato, poiché avrebbe utilizzato la macchina dei carabinieri (guidata da un suo subordinato) per occuparsi di faccende personali.

L’ordinanza del gip

Il Riesame ha confermato la sospensione per 1 anno dai pubblici uffici, ma ha annullato il divieto di dimora a Nardò disposti in precedenza dal gip. Nel frattempo, la difesa di Serio ha presentato il ricorso in Cassazione, che verrà discusso nelle prossime settimane assieme a quello del pubblico ministero. La dr.ssa Guglielmi ha impugnato il provvedimento del Riesame in base ad una serie di motivazioni ” in punta di diritto”.

Giuseppe Serio 57 anni originario di Bagnolo del Salento, ma residente a Soleto, era stato raggiunto, a fine ottobre, da un’ordinanza di misura cautelare ed interdittiva.

L’indagato, durante l’interrogatorio di garanzia dinanzi al gip Antonia Martalò, ha fornito la propria versione dei fatti, respingendo ogni addebito.

L’indagine eseguita dal Comando Carabinieri di Gallipoli, guidato da Francesco Battaglia, ha preso il via da una serie di esposti che hanno fatto scattare i primi accertamenti investigativi. Dopo la misura emessa dal gip, sono state effettuate anche delle indagini suppletive, ma nell’avviso di conclusione non vengono contestate ulteriori accuse verso Serio.

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