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Vaccino anti Covid-19: tra fatti e fake news, ecco perché dovremmo vaccinarci (con o senza obbligo)

by Cosimo Iaia
3 Gennaio 2021 9:06
in Attualità
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Non è un segreto che l’arrivo del vaccino contro il Covid-19 abbia portato con sé polemiche, una buona dose di scetticismo e tante, troppe, notizie false. La migliore speranza che abbiamo di uscire dalla pandemia che ha flagellato il 2020 è anche al centro di discussioni piuttosto accese, spesso basate su premesse poco solide.

Al netto di scontri e di umori dell’opinione pubblica, la scienza non si rende sempre accessibile a tutti. E non c’è da stupirsi, in fondo: sono tantissime le competenze necessarie a decifrare gli studi condotti, a comprendere rischi e benefici di una scoperta o di una invenzione scientifica. È, forse, questo il punto cardine di gran parte delle polemiche attorno ai vaccini: l’impossibilità da parte di un cittadino comune di comprendere l’importanza o il pericolo reale dietro una decisione che riguarda tutta la collettività.

Lasciando da parte il complottismo più spicciolo, sono legittimi dubbi e perplessità quando e se argomentati a dovere. È con questo spirito che bisogna leggere e approcciarsi alle fonti di informazione. Articoli scientifici su riviste peer-reviewed, fonti governative, enti pubblici: è da qui che bisogna trarre la maggior parte delle informazioni che servono a stabilire i fatti, a sfatare i falsi miti e a decidere se è giusto o meno vaccinarsi.

Partiamo dai fatti

Non da opinioni, né da scetticismi più o meno sensati: partiamo dai fatti, da quello che sappiamo per certo, da quello che è dimostrato e dimostrabile. Il primo vaccino distribuito negli scorsi giorni in tutta Europa è stato sviluppato da BioNTech e Pfizer, una delle più grandi case farmaceutiche al mondo. Comitarny (questo il nome commerciale del vaccino) è destinato a prevenire la malattia da coronavirus 2019 negli adulti di età superiore ai 16 anni. A spiegarlo chiaramente, è l’Agenzia Italiana del Farmaco, l’ente pubblico che tra le altre cose garantisce a tutti i cittadini italiani l’accesso ai farmaci.

Veniamo alle domande cruciali: quali sono gli ‘ingredienti’ del vaccino e come funziona? “Il vaccino contiene una molecola denominata RNA messaggero (mRNA) con le istruzione per produrre una proteina presente su Sars-CoV-2, il virus responsabile di Covid-19”.

“Le proteine prodotte – continua il sito di AIFA – stimolano il sistema immunitario a produrre anticorpi specifici. In chi si è vaccinato e viene esposto al contagio virale, gli anticorpi così prodotti bloccano le proteine Spike (quelle che si trovano sul virus) e ne impediscono l’ingresso nelle cellule”.

Sfatiamo qualche mito

Tutti, forse, sarebbe impossibile: il web è pieno di fake news riguardo il vaccino in questione e ‘smontare’ uno per uno i falsi miti sarebbe un’operazione ardua. Ma affrontiamo le questioni più calde: la sperimentazione è stata abbreviata? Siamo di fronte ad un vaccino ancora in fase di sperimentazione?

La risposta breve è no. Sebbene i tempi siano stati molto ristretti, infatti, le fasi di studio sono state esattamente le stesse a cui ogni farmaco o vaccino sperimentale viene sottoposto. Per far fronte alla necessità di sviluppare il vaccino in tempi rapidissimi, infatti, sono state due le soluzioni adottate: l’impiego di un numero molto maggiore di persone nello studio, circa dieci volte gli standard, ha permesso di osservare il comportamento e le reazioni di questo vaccino; inoltre, data l’emergenza, lo sforzo economico e i fondi investiti nello sviluppo sono stati di molto superiori a quanto si fa di solito. Da non sottovalutare nemmeno le conoscenze e gli studi pregressi: la verità è che questo non è il primo vaccino che l’uomo mette a punto e, inutile dire, di esperienza i ricercatori ne hanno accumulata. Ciò non toglie una certa dose di sano scetticismo che, però, deve essere sempre motivato da fatti, da studi scientifici e da competenze e conoscenze.

Tirando le somme: il vaccino è sicuro o ci farà ammalare di Covid-19? La risposta breve, qui, è questa: “Il vaccino non contiene il virus e non può provocare la malattia”. Ovviamente, non è esente da effetti collaterali: in alcuni circostanze sono stati osservati casi di emicrania, reazioni allergiche, in casi più gravi (ma molto rari) addirittura paralisi facciale. Ma il punto è il seguente: niente di inatteso, tutto sommato. Prendete il foglio illustrativo del paracetamolo, che tutti prendiamo con tanta leggerezza, per farvi un’idea della quantità di effetti collaterali che un farmaco può avere.

In ultimo, ma non ultimo: il vaccino non provoca alterazioni del DNA, né ci rende contagiosi. Ciò che rimane, al momento, ignoto è se un vaccinato può infettarsi ancora (non a causa del vaccino, meglio ripeterlo) e trasmettere il virus. Quindi no: le persone appena vaccinate non devono essere messe in quarantena.

Allora, perché vaccinarsi?

Le ragioni sono tante, ma in fondo si riducono a poche e fondamentali: per mettere fine alla pandemia, per proteggere le persone più fragili e per tornare a fare una vita normale. Allo stato attuale delle cose, il vaccino è la migliore possibilità che abbiamo per uscire da una emergenza sanitaria ormai grave e da una crisi economica altrettanto profonda.

Non dovrebbe esserci un obbligo, questo forse no: ognuno ha diritto alla salute e ha diritto di scegliere se essere curato o meno. Attenzione, però: la propria libertà ‘sanitaria’ deve finire dove inizia il diritto alla salute degli altri. Non tutti, infatti, sono in condizioni di potersi vaccinare e, forse, per senso civico, dovremmo farlo tutti.

Il virus circola e spaventa ora come il primo giorno: siamo diventati più bravi, certo, a gestirlo e a curarlo ma non possiamo fare a meno di restrizioni e preoccupazione. Se guardiamo al passato, la storia ci insegna. Non sarebbe questa la prima malattia sconfitta da un vaccino: basti pensare alle cicatrici sul braccio che in tanti hanno, il segno del vaccino contro il vaiolo che i giovani si sono risparmiati. Ma gli esempi sarebbero tantissimi: i vaccini, dunque, funzionano.

Tags: coronavirus
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