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Tentato omicidio personal trainer al quartiere Stadio: Condanna a 11 anni per 20enne leccese

by Angelo Centonze
10 Luglio 2020 14:08
in Cronaca
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Si conclude con la condanna a 11 anni, il processo a carico Michael Signore, 20enne leccese, accusato di avere sparato al personal trainer Riccardo Savoia, nella zona 167 del quartiere stadio di Lecce .
La sentenza è stata emessa dal gup Giovanni Gallo, al termine del processo con rito abbreviato. Il giudice ha condannato l’imputato (presente in aula al momento della lettura del dispositivo) per tentato omicidio, ma ha escluso l’aggravante della premeditazione. Inoltre, sono state riconosciute le attenuanti generiche e l’attenuante speciale del recesso attivo, poiché, come sostenuto dalla difesa, Signore ha prestato subito soccorso al personal trainer, dopo averlo visto in gravi condizioni.

La Procura in una scorsa udienza ha invocato la condanna 12 anni di reclusione per Signore. Rispondeva anche di lesioni personali gravissime, rapina aggravata, spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione e porto d’armi abusivo.

Michael Signore è difeso dall’avvocato Mariangela Calò, che ha sostenuto l’assenza di volontà omicida e la premeditazione nel gesto del 20enne leccese, il quale era stato precedentemente aggredito da Savoia. Inoltre, ha invocato il riconoscimento dell’attenuante del recesso attivo.
Il legale, una volta depositate le motivazioni della sentenza ( entro 90 giorni) presenterà comunque ricorso in Appello.

Ricordiamo che, in una scorsa udienza, Michael Signore ha fornito la propria versione dei fatti dinanzi al giudice. L’imputato, detenuto nel carcere di Trani, è stato ascoltato in videoconferenza. Il 20enne ha voluto controbattere alle dichiarazioni fornite da Savoia. Tali affermazioni erano emerse dalle intercettazioni ambientali, dopo che gli investigatori avevano piazzato delle “cimici” in ospedale.

Signore ha sostenuto che non aveva intenzione di uccidere Savoia. Durante l’incontro con il 38enne leccese, la situazione è improvvisamente degenerata; hanno avuto un’aspra discussione ed il personal trainer lo ha violentemente aggredito e minacciato di buttarlo dal balcone. A quel punto, ha cercato di difendersi e ha usato pistola nascosta sul terrazzo. E una volta recuperatala, ha fatto fuoco contro Savoia. Ma ha ribadito che nel suo gesto non c’era premeditazione e che l’arma si trovava lì, per evitare controlli in casa. Ha poi aggiunto di avere usato anche un coltellino per difendersi dall’aggressione di Savoia.

E poi, ha escluso un collegamento tra il fatto di sangue e presunti debiti o contrasti legati al mondo droga, dopo che varie dosi di cocaina sono state ritrovate in casa sua. Il giovane ha negato di avere rapinato Savoia, affermando che gli oggetti personali erano caduti a terra, durante la colluttazione.
Il 38enne leccese Riccardo Savoia, vittima dell’agguato, non si è costituito parte civile. È difeso dall’avvocato Antonio Savoia.

Il fatto di sangue

L’8 maggio del 2019, Riccardo Savoia è stato ritrovato sulla terrazza di una palazzina in via Machiavelli, nel quartiere Stadio di Lecce, in gravi condizioni. In seguito, si è giunti al presunto autore della violenta aggressione, grazie ai filmati di una telecamera di videosorveglianza. Maicol Signore venne sottoposto al fermo, poi convalidato dal gip e condotto in carcere. A seguito del violento fatto di sangue, Savoia ha perso la funzionalità della milza ed ha subito lo sfregio e la deformazione permanente del viso.

L’inchiesta

Secondo la ricostruzione del pubblico ministero Maria Rosaria Micucci, il 20enne leccese avrebbe sparato un colpo di pistola in bocca e in altre parti vitali del corpo, all’indirizzo del personal trainer, ferendolo anche con un coltello. Il giovane leccese avrebbe anche rapinato Savoia sottraendogli, dopo l’aggressione, gli occhiali da sole, il portafoglio con 200 euro, un orologio e il cellulare.
Nell’abitazione di Signore sono state rinvenute 17 dosi di cocaina e altri 170 grammi nel seminterrato nascoste in una cassafo

Tags: condannaquartiere-stadiotentato-omicidio
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