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Intascò i soldi delle raccomandate? Condannato a due anni, ex dipendente postale di Trepuzzi

by Angelo Centonze
18 Novembre 2017 9:17
in Cronaca
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Tratteneva le somme che i clienti versavano per spedire le raccomandate, facendo risultare il pagamento con i francobolli. S.A., 67 anni, ex dipendente dell’ufficio postale di Trepuzzi è stato condannato a 2 anni, in considerazione delle attenuanti generiche (pena sospesa e non menzione).

La sentenza è stata emessa dai giudici della seconda sezione collegiale ( Presidente Pasquale Sansonetti).  In precedenza, il pm Antonio Negro ha invocato anch’egli il minimo della pena.

L’imputato rispondeva dell’accusa di peculato ed era già  stato allontanato dal luogo di lavoro, a seguito di un procedimento di Poste Italiane.

S.A. è assistito dall’avvocato Anna Grazia Maraschio, che una volta depositate le motivazioni della sentenza, presenterà ricorso in Appello.

Le indagini

Le indagini presero il via dalla segnalazione di un cliente. Un professionista di Trepuzzi che si recò qualche tempo fa, presso le poste del proprio paese per lamentarsi di non avere ricevuto una raccomandata. I controlli eseguiti dai funzionari dell’ufficio svelarono “l’arcano”;  la pratica era stata pagata con i francobolli e non  attraverso denaro contante. Il cliente rimase a quel punto perplesso, poiché era sicuro di avere “sborsato” la somma per le spese di spedizione.

Da lì presero il via le indagini della Procura. Il dr. Giovanni Gagliotta, coadiuvato dagli uomini della polizia giudiziaria (specializzati nei reati contro la pubblica amministrazione), dispose gli accertamenti, per il periodo compreso tra il 2010 ed il 2015. Le pratiche esaminate, relative alla raccomandate “incriminate”, avrebbero svelato il raggiro. Il dipendente, addetto allo sportello, “intascava” le somme (o una parte di esse) della spedizione, consegnategli dagli ignari clienti. Agrimi  faceva poi risultare il pagamento, attraverso l’utilizzo di “valori bollati”.

L’ammanco dell’ufficio postale, verificato dagli inquirenti, corrisponderebbe a circa tremila euro.

Naturalmente è stata anche raccolta la testimonianza dei clienti, presunte vittime di questo meccanismo “truffaldino”. Tutti avrebbero confermato di aver pagato le raccomandate in contanti e non per mezzo di francobolli.

Tags: peculato
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