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Coronavirus, 16 persone positive a Copertino e 180 in quarantena. Schito: “Non siamo Bergamo, ma restate a casa”

by Redazione
19 Marzo 2020 18:06
in Attualità
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Copertino, più di altri comuni salentini, ha dovuto fare i conti con il Coronavirus. Il bilancio ufficiale del 19 marzo, scritto nero su bianco dalla Sindaca Sandrina Schito sulla sua pagina Facebook, parla di 16 persone risultate positive al Covid-19. Non tutti hanno gli stessi sintomi o stanno affrontando la malattia allo stesso modo. C’è chi è stato ricoverato in Ospedale, chi ha dovuto occupare un posto in terapia intensiva, dove è stato intubato. Chi, per fortuna, sta già meglio. A questi numeri, bisogna aggiungere i cittadini in quarantena, circa 180 tra quelli che hanno terminato l’isolamento e quelli che lo stanno per terminare. Anche questo, un dato in aumento. E poi i lutti, il dolore delle famiglie che hanno perso una persona cara. L’ultimo decesso ieri. Una persona risultata positiva non ce l’ha fatta, non ha vinto questa battaglia contro il “nemico invisibile”.

È brutto, quando si parla della vita umana, parlare di numeri, di curve disegnate dai contagi, di previsioni e statistiche, ma servono a far capire che è importante restare a casa. Copertino, come tutto il Salento sta rispondendo con responsabilità, ma non basta. Anche una sola persona che non rispetta le regole può ‘aiutare’ il virus a diffondersi.

Bastano “15 giorni di deserto per fermare il virus”

Da qui l’appello della prima cittadina: «I prossimi giorni – si legge –  saranno i più difficili, il virus non dovrà trovare corpi che lo ospitano (voglio semplificare) per questo è più che mai necessario restare a casa. il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dice cosa si può fare e cosa no. Noi dobbiamo rispettare la legge (anche per uscirne quanto prima), ma poi c’è una legge morale che viene prima di quella scritta. E in base a questa, possiamo e dobbiamo fare di più». Ecco quindi l’invito a uscire solo per fare la spesa e andare in farmacia (uno per famiglia e facendo scorte per tutta la settimana) a non usare questa ‘scusa’ solo per fare passeggiate, quando in caso di necessità che il Coc o le attività si sono ‘offerte’ di fare consegne a domicilio proprio per limitare il più possibile le occasioni di incontro. «Esca solo chi deve lavorare. Per tutto il resto evitiamo di uscire anche se il decreto lo consente» continua il sindaco.

Poi una riflessione. «Non siamo Bergamo, ma fino a un mese fa si ironizzava sulle nostre preoccupazioni e poi: “la Cina è distante”, come anche Codogno, come Bergamo. Vi prego, vi prego. Neanche passeggiate, neanche niente. Ditelo ai figli, ai genitori, ditelo a tutti. Vi prego 15 giorni di deserto per tutti, per una primavera di tutti».

Tags: coronavirus
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