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Capelli perfetti anche con il Coronavirus, ci sono i ‘parrucchieri a domicilio’. La denuncia degli onesti contro i furbetti

by Redazione
20 Marzo 2020 15:24
in Cronaca
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Non solo runners che sentono il bisogno di correre all’aria aperta nonostante i consigli a restare in casa per frenare la diffusione del Coronavirus. Ora nel mirino delle polemiche finiscono quei parrucchieri o parrucchiere che offrono i propri servizi a domicilio perché c’è qualche cliente che sente il bisogno di avere i capelli in ordine. Alla faccia della pandemia, come è stata dichiarata dall’Organizzazione mondiale della sanità. Certo, non ci sono solo ‘mele marce’, anzi. Sono gli onesti, chi da due settimane ha abbassato le saracinesche dei negozi per rispettare le regole imposte dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, a lanciare un appello contro i colleghi ‘scorretti’.  Sono più o meno quaranta, infatti, i professionisti di Nardò che hanno voluto accendere i riflettori su quei comportamenti potenzialmente pericolosi. Non è solo una questione di scorrettezza da parte di chi continua a lavorare nell’ombra (si tratta, infatti, di concorrenza sleale), ma di sicurezza.

«Denunciamo pubblicamente – dichiarano – l’azione rischiosa di chi in questo periodo effettua tagli di capelli e altri servizi simili a domicilio. Un fenomeno pericoloso che purtroppo registriamo a Nardò e nel resto d’Italia! Il decreto parla chiaro: in questi giorni drammatici la nostra attività non può essere svolta! Ciascuno di noi sa bene il danno economico che sta subendo, ma la salute viene prima di tutto».

Dovrebbero essere tutti sulla stessa barca, ma c’è chi pensa a remare per conto suo. «Qualcuno è “sordo” – denunciano i parrucchieri – e noncurante delle leggi compie una doppia illegalità, sia perché lavora in nero sia perché svolge un servizio che in questo momento è vietato! Tutto ciò non solo causa danni economici ai professionisti onesti che pagano le tasse e sono costretti a rimanere a casa (credeteci, in questo momento è il problema meno importante), ma soprattutto provoca danni sanitari che ricadono sull’intera comunità. Tali “soggetti” – rimarca con forza il nutrito gruppo neretino – rischiano di essere vettori di coronavirus, contagiando o venendo contagiati a loro volta! Con questi comportamenti irresponsabili l’Italia non ne verrà a capo!». Per questo i parrucchieri di Nardò hanno deciso di chiedere, con forza, alle autorità di inasprire controlli e sanzioni.

L’assessore: “non ci sono giustificazioni, nemmeno per i clienti”

Non si tratta solo di voci. Il ‘fenomeno’ è stato confermato anche dall’assessore comunale allo Sviluppo Economico Giulia Puglia: «Sappiamo che più di qualcuno in questi giorni sta facendo il furbo in barba alle regole e alle più elementari norme di prudenza e buon senso. Premesso che da oggi sono in servizio dieci agenti in più di Polizia Locale e siamo in coordinamento permanente con le forze di polizia preposte alle verifiche dei DPCM, è evidente che scovare chi si reca al domicilio del cliente non è affatto facile».

«Consideriamo sacrosanta la protesta dei parrucchieri e la sosterremo – prosegue – considerato che è una delle categorie professionali maggiormente colpite dall’emergenza. L’appello è doppio. Sia agli irresponsabili che mettono a repentaglio la salute propria e degli altri, sia nella stessa misura ai clienti irresponsabili. Non chiamate i parrucchieri e non accettate nemmeno la prestazione dei cosiddetti “regolari”– conclude l’assessore Puglia – poiché il divieto vale anche per loro. Non c’è giustificazione che tenga, per nessuno».

Tags: coronavirus
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