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Corsano, arriva un centro di sostegno a tutte le vittime dell”™inquinamento

by Redazione
24 Agosto 2017 11:38
in Salute & Benessere
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Sarà presto attivo a Corsano, luogo simbolo anche per le patologie correlate all’amianto, un Centro di sostegno a tutte le vittime dell’inquinamento – che negli ultimi anni stanno aumentando in maniera esponenziale nel Salento soprattutto a causa di problematiche ambientali – in cui trovare assistenza gratuita sia da un punto di vista legale sia psicologico.

Annunciato in occasione del terzo appuntamento con i “Cantieri per la sussidiarietà” organizzati dal CSV Salento sul tema “Veleni, tumori e s.s. 275” giovedì 19 giugno a Tricase, il Centro sarà un luogo nel quale organizzare – qualora sarà dimostrato il nesso di causalità tra inquinamento e incremento dei tumori – le azioni di risarcimento da parte delle famiglie e da parte dei Comuni che hanno subito qualsiasi tipo di danno dalla situazione ambientale nel territorio.

«L'iniziativa – spiega Luigi Russo, presidente del CSV Salento – ricalca quello che sta accadendo a Taranto, dove 52 persone dovranno rispondere davanti a un giudice dei danni alla salute provocati dall'inquinamento dell'Ilva, ma anche le storiche iniziative di giustizia civile portate avanti dal procuratore Guariniello a Torino. Ed è singolare, e la dice lunga su come vadano le cose nel nostro Paese, il fatto che siano i cittadini volontari i fautori di questa iniziativa per l'autotutela di un diritto essenziale, quello alla salute. E ci mettono come sempre impegno, competenza, disponibilità e anche soldi». Il Centro è frutto di un’intesa tra CSV Salento, KHE (società di formazione vicina alle ACLI) e Comune di Corsano, a cui ha aderito anche l'associazione Emigranti Esposti e Famigliari salentini vittime amianto Svizzera.

«È necessario capire se ci sono nessi di causalità tra i fattori inquinanti – spiega Luigi Russo – e l'incremento dell'incidenza tumorale e di altre patologie degenerative in quest'area, per questo affiancheremo il lavoro della ASL con uno studio scientifico, in collaborazione con Eurispes Puglia, per comprendere quali sono gli elementi colpevoli dell'aumento in 20 anni del 38% dell’incidenza del cancro nella provincia di Lecce».

Il partecipato incontro di Tricase è stato organizzato dal CSV Salento in collaborazione con il Forum Terzo Settore e l'amministrazione comunale che ha fortemente voluto accogliere l'iniziativa ispirata al principio di sussidiarietà per contribuire alla corretta informazione sui nessi tra rifiuti tossici e salute pubblica.

«Dopo un lungo periodo in cui si è considerato il territorio come bene di nessuno – ha spiegato Antonio Coppola, sindaco di Tricase – in cui tutto poteva essere fatto, sta crescendo la consapevolezza che il territorio è di tutti e va tutelato e protetto. Ci auguriamo che quanto abbiamo fatto negli anni con assoluta incoscienza non abbia creato guasti irreversibili e che non stia causando danni alla salute. È necessario un impegno costante per vigilare e per fare in modo che se i problemi persistono, vengano subito rimossi perché il diritto alla salute è un diritto fondamentale».

Tricase, infatti, è uno dei territori di interesse cruciale anche per quanto riguarda il progetto di ammodernamento della strada statale 275, che tocca paradossalmente in più punti discariche con rifiuti tossici. Se il progetto dovesse essere così come definito sulla carta, infatti, saranno sacrificati circa 10 km di territorio, e sarebbero tombate queste discariche. Lo stesso Coppola ha rilanciato in questa occasione la necessità di ripensare il progetto nel tratto finale, da Montesano a Leuca, e di valorizzare un percorso alternativo a partire dalla cosiddetta “Cosimina” per evitare un'inutile consumo di territorio.

Ultima beffa nel rapporto tra volontari e istituzioni sulla nuova Maglie-Leuca, l'arrivo di una nuova “intimidazione” contro chi in questi anni ha chiesto a più riprese di fare chiarezza su un progetto dalle dinamiche oscure che nel tratto finale copre una serie di discariche (forse 6) con rifiuti tossici: dopo che la Cassazione ha condannato 23 volontari a pagare una multa di 12mila euro per aver fatto ricorso contro la realizzazione del progetto, ora il cappio è arrivato anche sulla testa delle persone che stanno subendo gli espropri dei terreni e delle loro abitazioni perché sul tracciato della nuova 275, costrette “addirittura” dal Consiglio di Stato a pagare circa 2 mila euro a testa a favore dei soggetti chiamati in causa in giudizio (Anas, Ministeri, Regione Puglia, Cipe, Provincia di Lecce, Prosal, Asi, ecc.).

«Un chiaro tentativo di usare la legge per metterci a tacere – ha commentato Vito Lisi di Sos 275 – e non disturbare i manovratori del grande appalto, non intralciare le ragioni delle imprese. Noi invece non solo non taceremo, ma continueremo a smascherare tutto il male che volevano coprire con l’asfalto e con il cemento (e ce n’è tantissimo) senza rispetto per la salute dei cittadini salentini. Siamo sicuri che la giustizia, che a volte sembra matrigna verso noi volontari, giungerà a definire tutto il quadro che farà saltare per aria il più assurdo appalto del Salento, tanto inutile quanto costoso».

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