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Incassa l’assegno sociale vivendo dal ‘57 in Uruguay, denunciato cittadino di Racale

by Redazione
16 Novembre 2017 15:59
in Cronaca
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In un periodo molto caldo per quel che riguarda le pensioni in Italia, con fiumi di inchiostro che si sprecano su tutti gli organi di informazione circa l’età in cui si dovrà andare in pensione che sembre essere sempre più lontana per chi attualmente ha la fortuna di lavorare, purtroppo, sono all’ordine del giorno le truffe ai danni dell’Inps, truffe che, ahinoi, si verificano anche in Salento.

Accade così, in attuazione a una serie di disposizioni impartite a livello centrale, le Fiamme Gialle della Compagnia di Gallipoli, sotto il coordinamento del Comando Provinciale di Lecce, hanno accertato che un uomo, originario di Racale, ma di fatto residente con la sua famiglia fin dagli anni ‘50 a Montevideo in Uruguay, dal 2007 ha percepito, indebitamente, l’assegno sociale erogato dall’Inps, per un ammontare complessivo pari ad oltre 80mila euro.

Assegno sociale, di cosa si tratta

Tale contributo pubblico, che viene corrisposto dall’ente presieduto da Tito Boeri per tredici mensilità̀, spetta a cittadini italiani, comunitari (con iscrizione all’anagrafe comunale), extracomunitari (titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo), rifugiati politici ed apolidi (titolari dei rispettivi titoli di soggiorno) che abbiano compiuto 65 anni, siano residenti effettivamente ed abitualmente su territorio nazionale e si trovino in condizioni economiche disagiate.

I fatti

Il beneficiario della contribuzione scoperto dalla Guardia di Finanza di Gallipoli, incluso nel registro degli italiani residenti all’estero fin dal 1957, nel mese di maggio del 2007, durante un periodo di vacanza in Italia, si era iscritto nelle liste anagrafiche del Comune di Racale e aveva presentato all’Inps la domanda per l’ottenimento dell’assegno sociale, dichiarando falsamente di risiedere stabilmente in Italia, con un reddito del nucleo familiare pari a “zero”.

Lo stesso era poi rientrato nel Paese sudamericano dove ha continuato a vivere con la propria famiglia, beneficiando della prestazione pensionistica mensilmente erogatagli, mediante accreditamento su un conto corrente bancario.

Le indagini

Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare che le uniche operazioni “in uscita” effettuate su tale conto corrente, erano riconducibili a prelevamenti internazionali, eseguiti a Montevideo città uruguagia di residenza dell’uomo.

È stato altresì appurato che negli anni successivi alla presentazione dell’istanza, fino a oggi, l’anziano beneficiario, al fine di mantenere il diritto all’assegno sociale, in più occasioni ha fatto pervenire all’Istituto Nazionale Previdenza Sociale autocertificazioni con le quali ha continuato ad attestare, falsamente, di risiedere in modo stabile ed effettivo in Italia e di avere un reddito pari a “zero”.

Le conseguenze

L’intervento dei militari ha fatto sì che venisse attuata l’immediata sospensione dell’erogazione dell’assegno sociale oltre all’avvio delle procedure di recupero delle somme indebitamente percepite, scongiurando così il protrarsi dello spreco di risorse pubbliche.

L’attività si è conclusa con il deferimento all’Autorità Giudiziaria dell’uomo, per le ipotesi di reato di truffa aggravata ai danni dello Stato e falso ideologico, oltre alla segnalazione alla Procura Regionale della Corte dei Conti, per l’accertamento dei profili di responsabilità per danno erariale.

Tags: truffe-inps
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