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Destinati a perdere. I diktat di Vitali peggiorano solo la situazione

by Redazione
23 Agosto 2017 17:51
in Politica
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Non è facile cercare di riassumere in poche righe quello che sta accadendo all’interno di Forza Italia in Puglia. Il partito azzurro è nel caos più totale, un caos che rischia di confondere gli elettori del centrodestra che, salvo cambiamenti, l’ultimo giorno di maggio saranno chiamati a recarsi alle urne per scegliere il nome del loro candidato a prendere il posto dell’uscente Nichi Vendola. Già ma chi votare se fino a qualche giorno fa, Francesco Schittulli l’unico che poteva fare da tres d'union tra le diverse “correnti” ora è addirittura diventato il motivo della discordia? Già, perche l’oncologo barese dopo aver ricevuto il placet di Silvio Berlusconi, ora ha dichiarato di volere nella sua lista  “i cavalli di razza". E i cavalli di razza si sa, sono gli uomini vicini a Raffaele Fitto. Gli unici in grado di poter almeno provare a dar fastidio a Michele Emiliano, candidato per il centrosinistra la cui corsa sembra – sondaggi alla mano- tutta in discesa.
 
Insomma, nonostante più e più volte il coordinatore pugliese Luigi Vitali abbia dichiarato che, in un modo o nell’altro, Forza Italia sarà ai nastri di partenza delle elezioni regionali e che le condizioni per un accordo con Francesco Schittulli ci sono ancora, sembra davvero difficile, se non impossibile, riuscire a sbrogliare il nodo candidature soprattutto alla luce dell’ultima decisione del Nuovo Centro Destra di proseguire la campagna elettorale puntando tutto – ancora una volta – sul nome dell’ex presidente della Provincia di Bari. Fedeltà confermata, dunque, anche perché gli alfaniani ragionano in questo modo “Perché abbandonare Schittulli se siamo stati noi a ritenere che la sua candidatura sarebbe stata la sintesi migliore per la coalizione. Se Forza Italia cambia continuamente opinione a seconda delle spaccature interne, è il partito di Berlusconi che deve chiarirsi le idee e non gli altri”.
 
È chiaro che questo discorso funziona fino a quando sarà in piedi il patto stretto tra il professore e l’europarlamentare magliese. Se poi il primo dovesse decidere di uscire dalla scena e il secondo di entrarvi sarebbe tutta un’altra questione. E a giurare che Fitto ci stia pensando seriamente a candidarsi non sono pochi vista una serie di richieste che gli stanno provenendo dall’associazionismo politico che fa da arcipelago alla sua corrente partitica.
 
È fuor di dubbio, però, che a questo punto Luigi Vitali sia sempre più isolato e che la sua disponibilità a candidarsi non l’abbia aiutato a raccogliere consensi. Probabilmente Adriana Poli Bortone, nei giorni scorsi non ha incontrato Silvio Berlusconi in persona, ma è certo che a Milano si sia con qualcuno o qualcuna a lui molto vicino.
 
Di oggi, infine, in quella che ormai appare essere una telenovela l’ennesimo battibecco tra il commissario di Fi e i suoi consiglieri regionali impegnati nell’opposizione a Nichi Vendola, ma evidentemente più oggetto di fuoco amico che nemico. Lo stesso Luigi Mazzei che nei giorni scorsi aveva mantenuto un basso profilo dinanzi agli attacchi di Vitali oggi è sbottato: «Lo prego di smetterla di ledere la mia immagine: non ho mai sparlato del Presidente Berlusconi, che ha dato vita alla storia di un partito liberale e democratico a cui, evidentemente, l'on. Vitali non riesce proprio ad ispirarsi – ha dichiarato il consigliere regionale di Forza Italia –sarebbe opportuno che la smettesse anche di dire che il silenzio sia condizione per la ricandidatura. È un'offesa anche per i colleghi che, con i fatti, hanno sposato la linea ricostruttrice di Raffaele Fitto. Vitali è un avvocato e dovrebbe sapere che la libertà di opinione, per un politico come per un normale cittadino, è un valore fondante della costituzione e della nostra democrazia. In politica, lo è ancor più quando l'opinione è costruttiva e finalizzata al rilancio del nostro partito. Ho la tessera di Consigliere Regionale di Forza Italia e un commissario di partito deve sapere bene cosa significa, ossia condividere le idee pluraliste su cui si fonda Fi. È chiaro che si utilizzi il nome del sottoscritto e del collega Zullo solo come paravento, per camuffare la realtà: essere amici di Raffaele Fitto, per alcuni, è un peccato da pagare. Ma a tutto c'è un limite»

Tags: elezioni-regionali-2015
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