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Operazione “Armonica”, droga per guadagnare e attentati per intimidire. Come agiva il gruppo criminale

by Redazione
18 Settembre 2019 12:52
in Cronaca
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Questa mattina, i Carabinieri del R.O.S. e del Comando Provinciale di Lecce, con il supporto del 6° Elinucleo di Bari e del Nucleo Carabinieri Cinofili di Modugno (BA), hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Lecce, Cinzia Vergine su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia nella persona del Sostituto Procuratore Valeria Farina Valaori (indagine coordinata dal procuratore Capo di Lecce, Leonardo Leone de Castris) nei confronti di 22 persone indagate, a vario titolo, per associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi, estorsione e danneggiamento, con l’aggravante del metodo mafioso.

In carcere

  • Fernando Nocera, detto Zio o Vecchio, 53 anni, di Carmiano;
  • Andrea Arnesano, 39 anni, di Carmiano;
  • Francesco Bruno, detto Banana, 48 anni, di Carmiano;
  • Stefano Ciurlia, 49 anni, di Carmiano;
  • Livia Comelli, 61 anni, di Udine;
  • Davide Conversano, 28 anni, di Carmiano;
  • Matteo Conversano, 30 anni, di Carmiano;
  • Massimo Coppola, detto Napoletano, 46 anni, di Novoli;
  • Giuliana Cuna, 45 anni, di Monteroni;
  • Alessio De Mitri, 30 anni, di Carmiano;
  • Daniele Esposito, 37 anni, di Carmiano;
  • Marcello Fella, detto Tedesco, 59 anni, di Carmiano;
  • Stefano Garofalo, detto Falloppa, 32 anni, di Carmiano;
  • Andrea Luggeri, detto Jimmy, 29 anni, di Carmiano;
  • Diego Pellè, 36 anni, di Porto Cesareo;
  • Gabriele Pellè, 42 anni, di Lecce;
  • Graziano Tondi, 21 anni, di Carmiano;
  • Andrea Visconti, detto Gingellino, 27 anni, di Carmiano.

Ai domiciliari

  • Leandro Nico Martena, 33 anni, di Novoli
  • Fabio Spagnolo, 44 anni, di Porto Cesareo
  • Pietro Spalluto, 40 anni, di Torchiarolo;
  • Gabriele Tarantino, 40 anni, di Monteroni.

Le indagini

I provvedimenti scaturiscono da un’attività investigativa del R.O.S. e sviluppata sulle articolazioni del Clan della Sacra Corona Unita “Tornese” di Monteroni di Lecce, che ha documentato l’operatività criminale del sodalizio mafioso facente capo a Fernando Nocera (già condannato per 416 bis), attivo prevalentemente nei comuni di Carmiano, Veglie, Novoli, Leverano e Porto Cesareo.

L’indagine ha permesso di documentare, per il periodo compreso tra novembre 2017 e luglio 2018, il ruolo di vertice rivestito dall’uomo in seno all’organizzazione mafiosa, nell’ambito del quale è riconosciuto referente per i territori di Carmiano e dei comuni limitrofi.

Ha inoltre fatto luce sull’inserimento nel sodalizio di nuove leve emergenti, quali i fratelli Davide e Matteo Conversano, giovani incensurati con ruoli di rilievo a stretto contatto con Nocera.

Le intercettazioni

Al riguardo, particolarmente significative sono state le conversazioni telefoniche e ambientali intercettate nei giorni successivi all’arresto di Nocera avvenuto il 18 gennaio 2018, in esecuzione ad un provvedimento di custodia cautelare in carcere con il quale, a seguito di una precedente attività investigativa della Guardia di Finanza di Napoli, gli era stato contestato l’approvvigionamento di oltre 40 Kg di hashish da un gruppo operante a San Giuseppe Vesuviano.

In quel periodo, infatti, si è assistito a un riassetto del gruppo in cui, pur mantenendo Nocera il ruolo di leader indiscusso, la direzione delle attività delittuose sul territorio è passata materialmente ai fratelli Conversano, con il sostegno criminale del leccese Gabriele Pellè. Quest’ultimo, pregiudicato già condannato per associazione mafiosa quale affiliato al clan Cerfeda di Lecce è stato espressamente indicato da Nocera nelle missive spedite dal carcere presso il quale lo stesso era detenuto e veicolate ai suoi adepti per il tramite di Giuliana Cuna, quale figura di riferimento nei rapporti con altri gruppi criminali.

Le indagini hanno accertato peraltro che lo stesso capo clan avrebbe impartito le proprie direttive nel corso dei colloqui in carcere, affidando alla moglie Livia Comelli il compito di riportarle ai propri affiliati e di mantenere i contatti con “i monteronesi”.

Un gruppo molto pericoloso

Il gruppo criminale destinatario del provvedimento cautelare ha manifestato connotati di estrema pericolosità, come dimostrano la disponibilità ed i riferimenti agli approvvigionamenti di armi (anche automatiche), munizioni e materiale esplodente, oltre a una spiccata propensione alla realizzazione di attentati incendiari e dinamitardi per finalità estorsive e intimidatorie, o per meri dissidi personali.

A tal proposito durante le indagini, il 21 marzo 2018, i Carabinieri della Stazione di Carmiano hanno rinvenuto nell’abitazione di Matteo Conversano due pistole con matricola abrasa, un revolver cal. 38 marca Smith & Wesson, una pistola semiautomatica marca Beretta cal. 7.65 e un centinaio di munizioni e, parallelamente, le intercettazioni hanno messo in luce il tentativo da parte degli indagati di circoscrivere le conseguenze del fatto al fine di salvaguardare la leadership del sodalizio.

L’attività ha consentito di far luce su diversi episodi incendiari e dinamitardi, alcuni dei quali realizzati materialmente da Marcello Fella su mandato di Davide Conversano al fine di agevolare l’associazione mafiosa di appartenenza e di rafforzarne i poteri di intimidazione e controllo del territorio. Si tratta in particolare dell’esplosione di un ordigno artigianale di medio potenziale avvenuta l’11 febbraio 2018 nei pressi dell’abitazione di un pregiudicato di Carmiano, e dell’incendio il 19 marzo 2018 di due autovetture, una Fiat Punto e una Lancia Y, di proprietà di un assicuratore del posto.

Tra gli episodi contestati a Marcello Fella, l’attentato incendiario realizzato ad Arnesano il 5 maggio 2018 ai danni dell’autovettura Renault Megane di proprietà del comandante dei vigili urbani del Comune, seppur non realizzato per conto della compagine mafiosa di appartenenza.

Traffico e spaccio di droga

Fonte primaria di realizzazione di guadagni illeciti da parte del gruppo è risultata l’attività di traffico e spaccio di stupefacenti, nell’ambito della quale il sodalizio retto da Fernando Nocera ha mantenuto rapporti con quello capeggiato da Saulle Politi operante su Monteroni di Lecce, già colpito da provvedimenti cautelari in occasione dell’operazione denominata “Labirinto” del ROS, eseguita nel mese di luglio dell’anno scorso.

In particolare, punto di contatto tra la consorteria oggetto d’indagine e quella capeggiata da Saulle Politi, entrambe federate al clan “Tornese”, è risultato essere Gabriele Tarantino, arrestato nell’operazione “Labirinto” quale uomo di fiducia di Politi e recentemente condannato in primo grado – con rito abbreviato – alla pena di 10 anni di reclusione per associazione mafiosa e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, destinatario anche  provvedimento cautelare odierno.

Nel corso dell’indagine, servizi e controlli effettuati dai Carabinieri dei comandi territoriali, hanno permesso di riscontrare le attività di traffico e spaccio di stupefacenti da parte degli indagati. Tra gli altri: il 6 aprile 2018, i Carabinieri della Compagnia di Campi Salentina, hanno arrestato in flagranza di reato a Novoli Leandro Nico Martena, trovato in possesso di 9,71 gr. cocaina, 25 gr. di marijuana, 2 piante di marijuana e una piccola serra allestita per la coltivazione delle piante; il 12 maggio 2018 i Carabinieri della stazione di Carmiano hanno rinvenuto 15 grammi di cocaina, suddivisi in dosi, un bilancino di precisione, materiale vario per il confezionamento ed un’ingente somma di denaro ritenuta provento dell’attività di spaccio nella disponibilità di Stefano Garofalo, che è stato pertanto tratto in arresto e il 9 giugno 2018, sempre a Carmiano, i Carabinieri della Compagnia di Campi Salentina hanno arrestato Fabio Spagnolo, trovato nella disponibilità di 430 grammi di hashish, oltre a materiale per il confezionamento dello stupefacente.

Tags: operazione-armonica
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