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Infangarono in televisione la memoria di Noemi? Indagati i genitori di Lucio

by Redazione
10 Novembre 2019 10:55
in Cronaca
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Infangarono la memoria di Noemi Durini, la studentessa di Specchia assassinata dal giovane fidanzato il 7 settembre del 2017 e ritrovata successivamente priva di vita in campagna?
Biagio Marzo, 63 anni, e Rocchetta Rizzelli, 54enne, residenti ad Alessano, genitori di Lucio, sono indagati per diffamazione aggravata a mezzo stampa. I loro nomi compaiono nell’avviso di conclusione a firma del sostituto procuratore Roberta Licci.

Sono assistiti dall’avvocato Luigi Piccinni ed entro il termine di venti giorni potranno chiedere di essere interrogati o produrre memorie difensive.

Le indagini

Le indagini hanno presso il via, dopo la denuncia della famiglia di Noemi. E in seguito gli inquirenti acquisirono tutte le registrazioni.
A finire nel mirino della Procura, le dichiarazioni, ritenute ingiuriose, dei genitori di Lucio Marzo (condannato a 18 anni per omicidio in via definitiva). Tali affermazioni vennero rilasciate, tra settembre del 2017 e maggio del 2018, nel corso delle trasmissioni televisive: “Chi l’ha visto”, “Quarto Grado” e “La vita in diretta”.

Il 20 settembre del 2017, a pochi giorni di distanza dal ritrovamento del cadavere di Noemi, Biagio Marzo e Rocchetta Rizzelli, durante “Chi l’ha visto”, dichiararono: “era una ragazza notturna, altro che solare, si è infilata in casa di notte…a me lo ha detto chiaramente ti devo far impazzire…aveva problemi…era gelosa…si è chiusa nell’armadio e poi è andata a letto con mio figlio…ma la ragazzina anche di un anno più piccola, aveva in bagaglio di esperienza molto più grande”.

Non solo, poiché i coniugi proseguivano, dicendo: ” di essere stati allertati dal professore della scuola perché Noemi aveva picchiato Lucio…era tutt’altro che una brava ragazza si accompagnava con delinquenti di trenta quarant’anni, una ragazzina di venti e non voglio andare oltre…addirittura aveva dato i soldi ad un certo tipo per compare una pistola e per spararci additittura incitava mia figlio affinché ci scannasse tutti” E infine Biagio Marzo affermava: Era una ragazza cresciuta allo stato brado”.

Invece, il 6 ottobre di due anni fa, durante “Quarto Grado”, Rocchetta Rizzelli attribuiva a Noemi la responsabilità dei tre TSO subìti dal figlio. E nella puntata della stessa trasmissione, andata in onda il il 21 aprile del 2018, Biagio Marzo definiva Noemi vittima delle sue amicizie e di chi non l’ha controllata.

Inoltre, il 30 maggio del 2018, Rocchetta Rizzelli affermò “siamo orgogliosi siamo vivi“. Dunque, sostiene il pm, “ribadendo l’infamante accusa che Noemi volesse ucciderli, nonostante il 30 maggio 2018, le indagini concluse avessero completamente smentito dette affermazioni”.

Infine, nell’avviso di conclusione, si fa riferimento al talk show “La vita in diretta”. Nel corso delle puntate del 27 aprile del 2018 e del 19 giugno del 2019, Biagio Marzo affermò che Noemi non aveva un padre.

Tags: diffamzionegenitori LucioindagatiNoemi
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