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Doumbia illude i giallorossi. Il Catanzaro si impone 2-1 e adesso la vetta dista sei lunghezze

by Luigi Taurino
23 Agosto 2017 15:34
in Calcio
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Conquistare il quarto successo consecutivo, mettere in cassaforte altri tre punti che potrebbero fare ridurre la distanza dalla vetta a sole due lunghezze o, in caso di vittoria della Casertana, farla rimane immutata a tre e proseguire nella rincorsa a quella promozione diretta alla Serie B sfuggita nel corso degli ultimi tre campionati e che, a causa di un inizio di Torneo disastroso, sembrava compromessa. Le motivazioni non mancano certo ai giallorossi che questo pomeriggio, sono scesi in campo allo stadio “Ceravolo” nella sfida che li ha visti opposti al Catanzaro, fanalino di coda del Girone C a soli 5 punti.

Allo scopo di cercare di servile il poker, mister Piero Braglia, ancora una volta, non esita a sorprendere tutti. Rispetto a tutte le previsioni settimanali, infatti, l’allenatore di Grosseto schiera la difesa a quattro e posiziona in campo i suoi uomini con un classico 4-4-2 che prevede Perucchini tra i pali, Lepore e Legittimo esterni bassi, Cosenza e Gigli al centro del reparto arretrato; in mediana si posizionano nell’ordine Vecsei, Suciu, De Feudis e Doumbia con Moscardelli e Curiale a comporre il tandem d’attacco.
In assenza di Romeo Papini squalificato, la fascia di capitano viene affidata al bomber italo-belga.

Il primo tiro dei salentini arriva al quarto minuto, quando, sugli sviluppi di un corner, Cosenza, in rovesciata,  tenta il “colpo”, parato senza affanni da Grandi. Trascorrono solo 16 minuti, però e i giallorossi vanno in gol. Cross su punizione dal limite di Lepore, respinta con i pugni di Grandi e tiro al volo dal limite di Doumbia che insacca all’angolino alla destra dell’estremo difensore calabrese. Dopo lo svantaggio il Catanzaro si riversa a testa bassa in attacco, ma i giallorossi riescono a controllare con tranquillità. Al 24mo Razziti, disturbato da Cosenza, da buona posizione, manda alto alle spalle di Perucchini. Al 34mo una punizione dal limite di Legittimo viene respinta con i pugni da Grandi. Al 36mo Curiale, solo davanti al portiere, si lascia recuperare da un avversario. Al 38mo una punizione dal limite di Moscardelli viene deviata in angolo dal portiere. È questo l’ultimo episodio degno di nota della prima frazione, non certamente bellissima, che termina con un minuto di recupero e che ha visto i giallorossi, forse, meno brillanti rispetto alla scorsa gara, ma bravi a passare in vantaggio con una prodezza di Doumbia e in grado di non correre mai alcun rischio di subire la marcatura avversaria.

La ripresa si apre con gli stessi 22 visti nel primo tempo e inizia malissimo per i giallorossi che dopo 45 secondi subiscono il gol del pareggio. Cross dalla destra in area salentina, la palla giunge a Giampà, lasciato solo dalla difesa, che con un tiro di collo pieno trafigge Perucchini, non particolarmente incolpevole, un po’ troppo timido nell’uscita. È questa la prima marcatura che subisce dopo oltre 300 minuti la squadra di Braglia. La formazione salentina scesa in campo nella ripresa è tutt’altra compagine rispetto a quella vista nel primo tempo, al settimo, infatti, rischia il gol del vantaggio calabrese, fortunatamente il tiro di Mancuso solo davanti all’estremo difensore leccese termina a lato. La gara si innervosisce e il direttore di gara è costretto a tirare fuori il cartellino giallo due volte in un solo minuto all’indirizzo di Suciu prima e Cosenza e poi un altro 3 minuti dopo ai danni di Gigli.

C’è solo il Catanzaro in campo che si rende pericoloso con un colpo di testa di Taddei al 61mo. Al 64mo l’allenatore grossetano opera un doppio cambio, fuori Curiale e Vecsei, dentro Freddi e Surraco. Al 66mo giallorossi vicini alla marcatura del sorpasso. Cross di Lepore per Doumbia e tiro a botta sicura del francese sul quale Grandi compie un miracolo. Con il passare dei minuti il Lecce ricomincia a prendere campo e ad attaccare costantemente. Al 74mo nuova palla gol per il Lecce. Corner di Lepore e incornata di Cosenza di poco alta. Al 77mo, però, arriva la doccia fredda, proprio nel momento migliore. Tiro di Caruso in area giallorossa, parata di Perucchini con i pugni, ma la sfera sfortunatamente rimpalla sulla testa di Razziti terminando così in gol.

Al 79mo un tiro a giro di Surraco termina a lato. La squadra salentina si riversa in avanti e all’85mo Doumbia va nuovamente vicino alla marcatura del pareggio con un rasoterra dal limite di poco fuori.  Al secondo minuto di recupero Carrozza, si divora nettamente il gol del pareggio. Il calciatore di Gallipoli, infatti, con la porta totalmente spalancata a causa di un’uscita errata del portiere calabrese manda alto il tiro di destro. È questo l’ultimo episodio della partita che termina con cinque minuti di recupero.

In una gara che, come ha detto sabato Braglia, doveva essere dimostrazione di maturità, i calciatori salentini l’esame lo hanno fallito  (ecco le pagelle di leccenews24.it) e lo hanno fatto a causa dei primi dieci minuti del secondo tempo, dove hanno subito il pareggio dopo pochi secondi dal fischio di inizio subendo anche il ritorno degli avversari. Le occasioni per pareggiare il fortunoso gol calabrese non sono mancate, ma il cinismo non è proprio una dote della compagine di Braglia. Catanzaro, così, si conferma un campo stregato. Non si vince da oltre 20 anni e l’anno scorso la compagine giallorossa si fece prendere dagli isterismi. La vetta, adesso, dista sei punti e domenica arriva al “Via del Mare” il Cosenza.

Tags: lecce-calcio
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