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Falso avvocato spilla 11mila euro alla sua ”˜cliente”™ e la raggira con abilità, agli arresti

by Redazione
23 Agosto 2017 21:26
in Cronaca
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Nemmeno il più abile Di Caprio nel film con Tom Hanks “Prova a prendermi” sarebbe riuscito per anni a raggirare una cliente, fingendosi avvocato, redigendo addirittura sentenze come se fossero state emesse dal Tribunale.

Eppure, forse facendosi scudo di un nome “altisonante”, è riuscito a raggirare una signora di Trepuzzi. Ma, nella serata di ieri, i carabinieri hanno messo fine all’ardito piano e proceduto all'arresto, in esecuzione dell'Ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari disposta dal G.I.P. di Lecce, dott.ssa Martalò e richiesta dal PM dott.ssa Mininni, di Angelo Pellegrino, 35enne di Campi, residente a Trepuzzi.

L'uomo dovrà rispondere dei reati aggravati di truffa, falso materiale commesso da privato continuato, esercizio abusivo di professione.

La vicenda ha avuto inizio nel 2007. Pellegrino, spacciandosi per avvocato pur non essendo neanche laureato, raccolse la volontà di una signora di Trepuzzi di richiedere giudizialmente al Ministero della Sanità un risarcimento del danno causatole da una emotrasfusione infetta nel 1979. Tale infezione aveva determinato alla donna una malattia cronica. Pellegrino dal 2007 alla fine del 2013 ha mostrato continuamente a questa sua "cliente" una notevole attenzione verso il problema e la relativa causa civile, ovviamente inesistente.

Per raggirarla è arrivato a produrre una serie di atti giudiziari, del tutto falsi, a partire  ad esempio dall' atto di citazione in giudizio. Nell'agosto del 2012 ha addirittura prodotto una Sentenza di condanna al risarcimento del danno, emessa dal Tribunale di Lecce – I Sezione Civile.
Gli atti giudiziari prodotti da Pellegrino sono così abilmente realizzati da essere astrattamente riferibili a giuristi. Come scrive il G.I.P.: "con astuzia e competenza tecnica egli redigeva tanto un atto di citazione che appariva effettivamente plausibile, quanto una sentenza astrattamente ascrivibile ad un giudice".

Dopo la condanna, poi, Pellegrino ha fabbricato otto assegni circolari emessi dalla Banca d'Italia dell'ammontare complessivo di euro 285.000, somma dovuta secondo il dispositivo di condanna dal Ministero della Salute. Per rendere credibile il tutto si è anche inventato un' attestazione di deposito cauzionale in favore dell'assistita, prodromico al ritiro delle somme relative al risarcimento del danno, firmata dal "Comandante della Stazione di Roma".
Per concordare l'incasso degli assegni si è anche spacciato al telefono per funzionario della Banca d'Italia.
Tutta questa abile pantomima è costata alla malcapitata circa 11.000 euro di "parcelle".

Visto l’impianto che l’uomo è riuscito a mettere in piedi, gli inquirenti hanno considerato la propensione a delinquere dimostrata dal reo, che denoterebbe già di per sè il pericolo di reiterazione del reato, anche non considerando gli altri numerosi procedimenti penali aperti a suo carico per altre truffe: in altre indagini effettuate dai carabinieri della Stazione di Trepuzzi, Pellegrino si è spacciato per funzionario di Equitalia con delega alla risoluzione di un contenzioso.

Il PM ha così inteso chiedere e il G.I.P. ha concesso una misura coercitiva personale. Dopo le formalità di rito Pellegrino è stato accompagnato presso il proprio domicilio in regime di arresti.
Ora, la vittima della truffa è difesa da un vero legale, ovvero l'avv. Angelo Miglietta per aver ragione di quanto subito in questi anni.

Tags: esercizio-abusivo-della-professione
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