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La raccolta dello zafferano a Trepuzzi. La spezia d’oro fa brillare il Salento

by Tiziana Protopapa
2 Novembre 2017 13:01
in Attualità
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fiori-raccolta-zafferano

I fiori dello zafferano raccolti dai foodisti

Raccogliere lo zafferano nel Salento è indubbiamente un evento fuori dal comune, un’esperienza che possiamo definire unica. Nelle campagne tra Lecce e Trepuzzi, in una gradevole domenica di fine ottobre,  l’Azienda Agricola Biologica Pezzuto insieme a Foodismo, hanno dato vita ad una bella quanto singolare iniziativa: diventare agricoltori per un giorno. Tra i maestosi alberi di ulivo, i foodisti hanno respirato l’energia della terra raccogliendo lo zafferano, il famoso “oro” delle spezie. In uno scenario che sembrava un dipinto, lo studioso Giovanni Greco ha raccontato la storia che lega lo zafferano al Salento mentre sottofondo alla raccolta è stata la musica popolare, eseguita dal vivo da giovanissimi musicisti.

Lo zafferano del Salento

Lo zafferano è ricomparso nel Salento ma per tanto tempo ce ne eravamo dimenticati dell’antica usanza di coltivare questa spezia, utilizzata soprattutto in uno dei piatti emblematici della cucina salentina, la “scapece”. Lo zafferano si ricava da una piantina delicata che necessita di cura, impegno e fatica; tutto ciò, unito ad un aumento delle importazioni di spezie a basso costo dai paesi mediorientali, ne aveva decretato la scomparsa dalle nostre campagne.

C’è voluto l’entusiasmo di Francesco Pezzuto, Emanuele Spedicato e Raffaele Savoia per invertire la rotta e riportare – attraverso dei veri e propri tour esperienziali nel Salento – i profumi di un’agricoltura dimenticata.

E così, questi giovani agricoltori hipster, hanno piantano tra i loro olivi filari di zafferano e creato l’azienda Zafferano del Salento.

Tra fine ottobre e inizi di novembre, si compie, dunque, sui terreni dell’Azienda Pezzuto, una magia straordinaria: “timidi” fiori viola si schiudono e sprigionano, attraverso gli stimmi di colore rosso rubino, i loro profumi e aromi.

fiore-zafferanno
Fiore di zafferano – Foto Antonio Dell’Anna

Foodismo, cos’è?

Foodismo nasce da un’idea di Gianfranco Ruggeri, esperto in comunicazione e marketing territoriale. Il progetto Foodismo, che coniuga il food al turismo, consente di vivere e condividere nuove esperienze fatte di cibo e cultura, per esplorare ed imparare ad apprezzare il territorio del Salento a 360 gradi. In sintesi, Gianfranco Ruggeri ha ideato una piattaforma su cui tour operator, agenzie turistiche e semplici turisti possono scegliere proposte di tour culturali ed esperenziali.

I tour sono studiati per accompagnare il turista in un percorso fatto di percezioni, di sensazioni e di emozioni che consentono di apprezzare una località soprattutto per le peculiarità nascoste, che spesso sfuggono al turismo mordi e fuggi.

Foodismo promuove l’economia locale, le piccole e giovani realtà imprenditoriali, dando la possibilità ad albergatori, ristoratori, agricoltori e allevatori di interfacciarsi con chi ama la terra del Salento, la tutela e la vuole gustare.

Noi di Leccenews24 abbiamo incontrato Emanuele Spedicato dell’azienda Zafferano del Salento

Emanuele, come mai la scelta di dedicarvi alla coltivazione dello zafferano?

Tutto nasce dalla nostra voglia di rivolgere l’attenzione alle coltivazioni autoctone. Avevamo osservato che  nella macchia mediterranea lo zafferano nasceva e cresceva spontaneamente. Da lì sono partiti i nostri studi, abbiamo fatto delle ricerche e successivamente avviato una filiera certificata biologica con un marchio registrato e con le analisi del prodotto effettuate all’Università dell’Aquila. La  scelta di produrre Zafferano si inserisce in un programma più ampio di recupero dei prodotti della nostra terra, oggi dimenticati. Un lavoro che collima e confluisce nell’attività dell’Associazione MalaChianta, con la quale collaboriamo. Un’attività  che punta alla promozione di prodotti bio di aziende locali che coltivano senza pesticidi. Un lavoro enorme anche nel caso della coltivazione dello zafferano che richiede un diserbo continuo fatto completamente a mano. I bulbi vanno messi a dimora agli inizi di settembre, con la luna crescente. La raccolta, invece, inizia a fine ottobre, possibilmente in prossimità della luna piena.

 

 

 

Tags: eccellenze-salentine
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