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Gasdotto a San Foca: ore decisive in Parlamento

by Redazione
24 Agosto 2017 14:04
in Politica
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Animi accesi ieri in Parlamento e per di più su un tema che già di suo risulta abbastanza infuocato, ovvero il progetto TAP. In aula si sono avuti momenti di tensione, con i deputati del MoVimento 5 Stelle che in segno di protesta hanno raggiunto i banchi del governo. La goccia che ha fatto traboccare il vaso va ricondotta alle mancate valutazioni di impatto ambientale presenti in Puglia paventate dai "grillini" e un rischio, abbastanza serio, di cadere in sanzioni economiche per via del mancato rispetto dei tempi tecnici. A sostegno della tesi in questione anche il ministro dei Rapporti col Parlamento, Dario Franceschini. Così sono sorti i successivi contrasti e dopo alcuni momenti di tensione il voto è stato sospeso, rinviando l'aggiornamento definitivo a questa mattina intorno alle 10.00.

"Il Ministro non ci ha dato ulteriori ragguagli" ha detto il parlamentare salentino M5S Diego De Lorenzis. Il culmine, però, è stato raggiunto in merito ad un espisodio particolare. Pare che un collega del Pd  – stando alle prime indiscrezioni – abbia iniziato a riprendere la scena col telefonino, e questo, per regolamento, sarebbe vietato tra i banchi di Montecitorio. Una provocazione che ha scatenato urla e spintoni, facendo penetrare il caos. Ciò unito alla decisione invertire l'ordine dei lavori e passare subito all'esame del ddl di ratifica. Il MoVimento Cinque Stelle chiede con forza un ordine del giorno nel quale verrà proposto un punto di approdo del gasdotto alternativo al sito di San Foca (sulla questione il sindaco di Melendugno, Marco Potì, espresse alcune considerazioni in tempi non sospetti) e, non appena individuato, coinvolgere tanto la Regione Puglia quanto gli altri enti locali del territorio. I risultati, ovviamente, si attendono alla fine della seduta di questa mattina.

"Le dichiarazioni del country manager di Tap in merito alla scelta di San Foca come approdo del gasdotto sono uno scivolone che rivela la faciloneria e l’improvvisazione con la quale l’azienda sta gestendo il rapporto con il territorio". Ci va giù duro Sergio Blasi, Consigliere regionale PD in Puglia.  "Citare scambi telefonici – prosegue Blasi – con persone rispettabili che non ci sono più, come fatto il 3 dicembre scorso davanti alla stampa, o tentare di dividere il fronte del no “riflessivo” che la Regione Puglia rappresenta, sono azioni da respingere, anche con sdegno". Il territorio salentino si è dimostrato contrario all’approdo a San Foca in maniera compatta e inequivocabile, qualificando questa posizione con osservazioni pertinenti, in ultima occasione nell’Ost promosso dalla Regione Puglia. "Il fatto che Tap lasci intravedere in maniera surrettizia – dice ancora Blasi – che dietro la scelta di San Foca ci sia stata in realtà una azione di lobbyng istituzionale piuttosto che, come ha sempre sostenuto, una serie di studi scientifici, a mio parere squalifica la credibilità della stessa azienda. Ed è un motivo in più per continuare a lottare contro questa scelta irrazionale".

Nel progetto Tap è previsto un approdo che la popolazione rifiuta. Tap ha invitato la Regione a fare una proposta. In Puglia, in particolare a Brindisi e in molti comuni del nord Salento, abbiamo un serissimo problema di inquinamento atmosferico che deriva, in parte, dalla centrale Federico II di Cerano. Nel trattato di Lisbona gli stati europei si sono impegnati a decarbonizzare le proprie economie. La Regione Puglia nel Pear del 2006 si è impegnata a risolvere il problema di Cerano. "L’approdo di Tap in prossimità della centrarle di Cerano potrebbe, grazie a uno sforzo di riconversione – conclude Blasi – costoso ma non impossibile se si pensa ai profitti che questo gasdotto produrrà, risolvere due problemi in uno. E visto che Tap ha chiesto alla Regione e al Governo di farsi carico di proposte alternative, chiedo che venga realizzato un progetto congiunto di approdo nei pressi di Cerano e di riconversione della centrale a carbone". 

Tags: gasdottoparlamento
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