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I Sei Regali di Natale che non vogliamo ricevere

by Redazione
23 Agosto 2017 12:34
in Attualità
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A Natale siamo tutti più buoni, tutti tranne la prozia tirchia che sotto l’albero di Natale ripone scarti nucleari e cimeli da discarica. Non le basta chiederci puntualmente se ci siamo laureati/ abbiamo trovato lavoro/ ci siamo fidanzati , no! La prozia tirchia, incarnazione del male, ha anche  l’ineludibile missione di farci regali orrendi. Non è ancora noto il girone infernale in cui riesca a reperire una quantità tanto vasta di paccottiglia scadente ma lei è un’eroina del regalo brutto e, statene certi, ogni anno riuscirà ad appiopparvi qualcosa osceno e potenzialmente letale.

I Calzini

Infeltriti ancor prima di essere cuciti, caratterizzati da fantasie improponibili e da colori che evocano un po’ la decomposizione ed un po’ il male di vivere. Composti al 50% da plastica e per il restante 50% da sostanze tossiche, forse mortali. Sono loro, i terribili calzini. “Te ne ho prese settantasette paia, c’era la svendita". Grazie, zietta.

I profumi tarocchi

‘Sbrilluccicano’ nelle loro confezioni da 500 ml, fosforescenti come la criptonite e cancerogeni come Černobyl'. Si mormora che basti una sola goccia di questi profumi per trasformarsi in uomo ragno e sono tanto illegali che anche chi li spaccia si sente in colpa quando ne vende una confezione.

La bigiotteria pacchiana

Collane pesanti quanto catene da circo, anelli ramati raffiguranti l’effige di una tigre cinese, fermagli per capelli a forma di caravelle: a tutto questo diciamo di no! No alle cianfrusaglie tanto fuori moda da aver fatto il giro completo del senso del pudore fino ad essere considerate decenti da qualche sciagurato (guardacaso dalla prozia tirchia).

Biancheria Intima

Se si chiama “Intima” c’è un motivo. Cara prozia tirchia, la mutanda di pizzo che hai comprato in un impeto di lussuria nel ’24 non la vogliamo sebbene il prezzo espresso ancora in lire sia una rarità da collezionisti.

Cravatte/ Sciarpe e Cinture dalle fantasie imbarazzanti

Regalare un qualcosa di tanto personale come un accessorio richiede una confidenza tale da conoscere perfettamente i gusti del ricevente, se state orientandovi sugli articoli sopra menzionati  mettetevi una mano sulla coscienza e fermatevi. Siete sicuri che la vostra nipotina apprezzerà un foulard decorato con mille farfalline glitterate? Sicuri che, nel suo armadio total black, troverà qualcosa da abbinarci? Ascoltate un consiglio: desistete.

I Giochi fuori tempo massimo

“Tieni Ermenegildo, ho pensato che questo puzzle dell’orso gigante e della mocciosa incappucciata fosse carinissimo”. Ermenegildo ha 40 anni, un contratto a progetto ed i primi evidenti segni di una ormai inarrestabile stempiatura.

Insomma, se è vero che i regali  non sono una misura di affetto è anche vero anche il contrario, ossia che un regalo fatto tanto per non presentarsi a mani vuote è indice di disaffezione. Non è il pensiero quello che conta quando l’unico pensiero è prendere la prima cosa che ci capita tra le mani che costi meno di cinque euro. Ricorda, cara prozia tirchia, che non è nel prezzo che risiede il valore di un regalo. Quando sarai tentata di arraffare le ultime confezioni di eau de mort a 2.99 euro rammenta che alla tua pronipotina piacciono le rose.
Quando sarai tentata di comprare ad Ermenegildo quei calzini con gli orsetti  ricorda che ha già problemi con le donne senza bisogno che tu infierisca. Cara prozia tirchia, regalaci un bacio ed astieniti dalle domande inopportune e ci farai felicissimi.

di: Armenia Cotardo

Tags: natale
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