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‘Il Cammino tra i papaveri’. Un corteo a Lecce per ricordare la Grande Guerra

by Redazione
31 Luglio 2017 12:12
in Attualità
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Un secolo. Cento anni. Tanti ne sono passati da quel 24 maggio 1915, quando l’Italia decise di entrare in guerra contro l’Impero Austro-Ungarico. 27 i paesi coinvolti, oltre 15 milioni di morti in quella che passò alla storia come la ‘Grande Guerra’, la prima che fu combattuta a livello mondiale. Solitamente si tende a ricordare quando il conflitto finì, quell’11 novembre 1918 ricordato non solo per la conclusione, grazie all’armistizio firmato, delle battaglie, ma anche perché era diventata un’occasione, un momento da dedicare alla memoria delle vittime.  E come ogni giorno era necessario un simbolo che lo rappresentasse al meglio. Così è stato scelto il papavero, un papavero rosso dal cuore nero. Sul perché sia stato scelto proprio questo fiore ci sono due versioni diverse: una, più realistica, sostiene che i papaveri rossi fossero l’unico fiore in grado di sbocciare in un terreno impregnato con grandi quantità di calce viva, gettata nelle fosse comuni e sui cadaveri per disinfettare ed evitare così il rischio che si diffondessero epidemie; l’altra, più romantica, sostiene che in realtà i fiori delle Fiandre fossero bianchi e di altri colori, ma si colorarono tutti di rosso a causa dei fiumi di sangue che i soldati lasciarono sul campo di battaglia. Ma anche per una poesia “In Flanders Fields” (Nei campi delle Fiandre) scritta dal medico militare e tenente colonnello dell’esercito canadese John McCrae che aveva scritto quei versi  ispirato dal tragico panorama delle tombe militari scavate per i caduti della seconda battaglia di Ypres, nelle Fiandre belghe. 
 
Ecco perché la manifestazione prevista oggi a Lecce e presentata ieri in una gremitissima conferenza stampa a Palazzo Carafa, non poteva che intitolarsi “Il cammino tra i papaveri. Ricordo del 24 maggio di un secolo fa”.
Si tratta del momento finale dell’anno zero del progetto triennale relativo alla Prima Guerra Mondiale, elaborato dal Cesram, da Afs Intercultura e dall’Università del Salento a cui hanno aderito numerosi comuni, tra cui quello di Lecce che ha organizzato e ospitato l’evento, Enti locali e nazionali, le scuole della Provincia e l’Ufficio Scolastico Provinciale di Lecce.
 
Il corteo, – aperto dagli atleti paralimpici e dai rappresentanti del Coni, della Cri, della Nordic Walking e della Fiab Lecce Cicloamici e composto da tutti gli Istituti scolastici che hanno aderito – dalla Villa Comunale si è snodato seguendo via XXV Luglio e viale Lo Re, fino a Piazza Italia, lì dove c’è il monumento dei caduti dove la cerimonia ha avuto inizio.
 
 L’iniziativa, che fa parte del progetto Cento anni fa… la Grande Guerra, intende ricostruire la memoria storica della Prima Guerra Mondiale attraverso un “cammino” non soltanto fisico, ma anche culturale e interiore, rendendo visibile la rete territoriale che ha collaborato al progetto (studenti, scuole, università, enti locali, associazioni culturali, sportive, combattentistiche e d’arma, archivi, Forze armate e della difesa). Sarà l’occasione per concludere i lavori dei laboratori attivati nelle scuole della Provincia nell’anno scolastico 2014-2015, seguiti dal Cesram attraverso i suoi tutors  resi visibili mediante la rete dei partners.
 
“Questa manifestazione – ha spiegato il vicesindaco di Lecce e assessore alla Pubblica Istruzione, Carmen Tessitore – vuol essere un riconoscimento per gli atti eroici compiuti in nome della Patria e per sensibilizzare le nuove generazioni ai valori fondamentali del nostro Paese. Significativo  in questo senso è il ruolo della Suola di Cavalleria. L’Alzabandiera che verrà effettuato durante l’iniziativa non è affatto una scelta casuale perché rappresenta l’identità di una nazione“.
 
“E’ il caso di sottolineare con forza – ha osservato la presidente del Cesram e docente di Storia delle Relazioni Internazionali dell’Università del Salento, Giuliana Jurlano – la capacità collaborativa della società civile, una società viva, che respira, che vuole ricordare. Certo, ai nostri ragazzi è mancato un pezzo di storia, la consapevolezza di essere italiani: è giunto il momento  di comprendere non di censurare”.
 
Soddisfazione è stata espressa anche dal tenente colonnello Emanuele Lasalandra, presidente dell’Associazione nazionale Arma di Cavalleria: “Questa manifestazione mi riempie di gioia e mi fa essere ottimista per il futuro. Siamo titolari di valori che non possono essere trascurati perché fanno parte della nostra storia”. 

Tags: commemorazioni
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