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Il docufilm ‘Santi Caporali’ in Senato. Stefàno: ‘le Istituzioni non possono far finta di non vedere’

by Redazione
1 Agosto 2017 13:58
in Politica
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«Ho voluto offrire ai miei colleghi senatori la possibilità di vedere cosa significa realmente la piaga del caporalato, perché credo che osservare con i propri occhi le immagini crude e reali e ascoltare la testimonianza diretta di chi vive il dramma sulla propria pelle vada ben oltre una semplice audizione in commissione e serva come stimolo a fare in fretta, ma bene». Usa queste parole, il senatore Dario Stefàno – componente della Commissione Agricoltura di Palazzo Madama – poco dopo i titoli di coda del documentario del giovane regista salentino, Giuseppe Pezzula che ha voluto proiettare in Senato per ‘supportare’ iniziative per contrastar il dramma, tra cui la proposta di legge per la istituzione di una apposita Commissione parlamentare d’inchiesta ed un disegno di legge il cui esame è già stato avviato da diverse settimane in Commissione Agricoltura, insieme al testo a firma del governo.
  
"Santi Caporali", presentato in anteprima al Festival del cinema europeo di Lecce, è una fotografia del fenomeno del caporalato attraverso il racconto delle condizioni disumane dei braccianti nelle campagne di Puglia, tra San Giovanni Rotondo e Rignano Garganico. In poco più di 35 minuti, sono impressi i percorsi, le vite, i volti le sofferenze celate dai sorrisi di chi, attualmente, non ha un'alternativa per poter continuare a vivere. «Non voglio che il mio lavoro si interpreti come un atto di denuncia – aveva dichiarato il regista Pezzulla, presentando il documentario –  forse perché la colpa di quanto accade ancora oggi a Rignano e altri posti simili in Italia è anche mia».
  
Insomma, come sottolinea lo stesso senatore le Istituzioni non possono più far finta di non vedere, non possono chiudere gli occhi davanti ad un fenomeno che non può essere né sottovalutato né chiuso in ristretti confini territoriali. Il Caporalato non è solo un dramma pugliese, ma dell’Italia intera. Pesino dell’Europa. Sminuendolo si corre il rischio che si diffonda pericolosamente a macchia d’olio, che si infiltri subdolamente anche in settori diversi trovando forza nelle «maglie larghe di un sistema normativo non idoneo a contrastarlo».
  
Per questo, secondo Stefàno bisogna «inasprire le pene per i soggetti che alimentano questo sistema di schiavismo del terzo millennio e poi intervenire sulle aziende individuando la strada della corresponsabilità». Come? Attraverso gli "indici di congruità" che «possono essere uno strumento attraverso il quale verificare il rapporto tra la quantità di prodotto e la quantità di ore lavorative necessarie per ottenerlo, anche allo scopo di indicare chi ha le carte in regola per beneficiare di risorse pubbliche, nazionali o comunitarie che siano».
  
«La proiezione di oggi, con le relative testimonianze dirette, nel cuore delle Istituzioni, – conclude Stefàno – spero sia di buon auspicio affinché l'esame dei disegni di legge in Commissione in Agricoltura registri una accelerazione ma, sopratutto, una direzione di marcia coraggiosa e non di facciata».
  
Al termine della proiezione, alla quale erano presenti senatori e deputati, dirigenti dei ministeri, organizzazioni sindacali e rappresentanti delle associazioni di categoria, sono intervenuti il regista Giuseppe Pezzulla e il giovane bracciante Gora Seck per raccontare attraverso la loro testimonianza diretta il disagio di centinaia di uomini e donne.

Tags: caporalato
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