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Il magistrato sapeva che si praticava sesso a pagamento in casa sua? Potrebbero essere ascoltate altre prostitute

by Angelo Centonze
23 Agosto 2017 13:34
in Cronaca
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Dopo l'ascolto di due presunte prostitute, il pm potrebbe chiedere di sentire altre ragazze, per far luce sul giro di prestazioni sessuali a pagamento nella casa in affitto di un magistrato, così come ipotizzano gli inquirenti.
 
Dunque, il sostituto procuratore Maria Vallefuoco potrebbe avanzare tale istanza al gip Vincenzo Brancato, che potrebbe così fissare un nuovo incidente probatorio. Ci sarebbero, difatti, altre "lucciole", alcune delle quali di nazionalità colombiana che potrebbero presto comparire innanzi al giudice, per fornire la loro ricostruzione dei fatti sulla torbida vicenda.
 
Ieri, si è svolto un primo e lungo incidente probatorio, iniziato a metà mattinata e terminato nel tardo pomeriggio. Alla presenza di un interprete, sono state sentite due ragazze rumene, una di 30 e l'altra di 18 anni (dovevano essere complessivamente tre, ma sono state rintracciate soltanto due).
 
In mattinata, le ragazze sono state ascoltate separatamente. Il giudice, però, nutrendo presumibilmente dei dubbi sull'attendibilità di alcune dichiarazioni, ha disposto un confronto "all'americana" tra le due. In particolare, sulla loro reciproca conoscenza e sui tempi di permanenza nella presunta "casa a luci rosse" .
  
Nel pomeriggio, il gip Brancato ha riascoltato le presunte "lucciole" dell'appartamento nel cuore di Lecce "in contemporanea".
  
Da questo "chiarimento" sarebbe risultato che le ragazze non si conoscevano (come inizialmente avrebbero dichiarato agli inquirenti) e che si sarebbero ritrovate insieme nell'appartamento,  per non più di 36 ore. Sarebbe però emerso che Giuseppe Caracciolo, magistrato 59enne, veniva informato direttamente del loro arrivo; metteva a disposizione dei prodotti specifici per l'esercizio dell'attività di prostituzione; chiedeva un pagamento "extra" per le pulizie che venivano fatte dalla moglie, una ex poliziotta, anche lei indagata.
  
Inoltre, l'appartamento con un soggiorno comune era diviso in due camere, dove "separatamente" le ragazze si sarebbero prostituite.
 
Dunque, il punto fondamentale da chiarire, attraverso nuovi ascolti, è se il magistrato indagato fosse a conoscenza che in quell'appartamento si svolgesse attività di "prostituzione".   Dalle indagini emergerebbe che il magistrato si sarebbe prodigato nel prendere le "lucciole" dall’aeroporto di Brindisi o dalla stazione ferroviaria di Lecce; oppure si sarebbe occupato di accompagnarle (erano giovani ma non minorenni ) nell’appartamento, portando loro le valigie. Non solo, sarebbe risultato che il ‘prezzo’ richiesto alle ragazze per esercitare l"attività di prostituzione", era salatissimo, circa 300/350 euro per una sola notte.
 
Ricordiamo che in seguito al sequestro preventivo dell'appartamento, risultano indagati a piede libero per favoreggiamento della prostituzione:

  • Giuseppe Caracciolo, un magistrato 59enne, esperto in Diritto Tributario ed in servizio presso la Corte di Cassazione di Roma
  • la sua sua compagna, una ex poliziotta originaria di Brindisi in pensione.

 
I due indagati sono assistiti dagli avvocati Ladislao Massari, Simona Attolini e dal Professore David Brunelli del Foro di Perugia.
 
Ricordiamo che quando gli agenti della squadra mobile hanno fatto irruzione nell'appartamento, si sono trovati di fronte una ragazza vestita soltanto con reggiseno e slip che li ha invitati ad entrare. E poi, in camera da letto sono stati trovati gli ‘attrezzi del mestiere’: profilattici in quantità, confezioni di lubrificanti, salviette e rotoli di carta assorbente. 
  
I militari hanno potuto appurare la veridicità dei sospetti, grazie alle segnalazioni dei condomini e ad una serie di ‘appostamenti’. 
  
Il fatto che i due indagati fossero al corrente del giro di prostituzione, sarebbe, secondo gli inquirenti, dimostrato da alcuni aspetti: innanzitutto il modo in cui era stato diviso l’appartamento. Le stanze del sesso erano separate da quelle in cui viveva la coppia soltanto da una porta interna.  E ancora, all’esterno dell’appartamento o dello stabile non c’era nessuna insegna della ‘casa vacanze’, ma in compenso, una telecamera che vigilava l’ingresso dell’appartamento, installata senza l’autorizzazione degli altri condomini.

Tags: prostituzione
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