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Il restauro svela una nuova bellezza. Nella Chiesa dell’Addolorata a Galatina, i capolavori del ‘700

by Redazione
21 Marzo 2019 9:45
in Attualità
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Una statua lignea della Madonna Addolorata e le Tele della via Crucis, restaurati e presentati alla comunità. Ad illustrare i lavori, alle 18.00 di questo pomeriggio nella Chiesa di Maria SS.ma Addolorata a Galatina, saranno il Priore Michele Forte e il Rettore Mons. Aldo Santoro della Arciconfraternita dei Sette Dolori della B.V. Maria a Galatina, committenti della campagna di restauri realizzati con maestria da Alessandra Muci.

Interverranno, durante la serata, S.E. Mons. Donato Negro, Arcivescovo di Otranto, Marcello Amante, Sindaco di Galatina, Mons. Aldo Santoro, Rettore della Chiesa e sig. Michele Forte, Priore dell’Arciconfraternita, Giovanni Vincenti della Società di Storia Patria per la Puglia, Alessandra Muci, restauratrice dei manufatti e Caterina Ragusa della Soprintendenza delle Belle Arti di Lecce, Brindisi e Taranto.

La statua dell’Addolorata prima del restauro

La Madonna Addolorata

La “Madonna Addolorata” è una statua lignea di pioppo, policroma, alta un metro e ottantacinque centimetri, di ignoto scultore di scuola napoletana, databile al 1716 circa, anno di completamento dell’altare maggiore presbiteriale nella Chiesa di Maria SS. Addolorata, allocazione probabilmente originaria del manufatto.

La Madonna è a figura intera, eretta, con lo sguardo rivolto verso l’alto ed il capo e il busto ruotati di tre quarti a sinistra, le mani giunte al petto con le dita intrecciate, la veste rossa (simbolo della natura divina), il mantello blu (che rappresenta la volta celeste), ed una piccola spada in argento nel petto.

La spada nel petto si rifà alla profezia di Simeone che, nel Vangelo secondo Luca, profetizzò a Maria la sua partecipazione alle vicende dolorose della vita del figlio Gesù. Sul capo vi è una aureola metallica, dorata, riccamente lavorata a sbalzo e a bulino.

La statua dell’Addolorata post restauro

Il mantello blu, dopo il restauro, si è presentato decorato con numerose stelle in oro zecchino confermando l’antica descrizione riportata da Giovanni Vincenti in «La Chiesa dell’Addolorata in Galatina», 2014, Editrice Salentina.

L’intervento di restauro è consistito in una diagnostica stratigrafica, trattamento antitarlo e una  prima pulitura con rimozione, attraverso il bisturi, delle superfetazioni più grossolane, tranne per la ridipintura più antica a contatto diretto con l’originale.

Sono state eseguite prove di saggiatura per ciascun colore per recuperare quello originale, recupero superficie pittorica originale, disinfestazione, rimozione delle ricostruzioni inidonee, consolidamento, ricostruzione piccoli frammenti mancanti, stuccatura, reintegrazione pittorica e verniciature intermedie e finali.

Le Tele della Via Crucis

Le tele della “Via Crucis” è un corpus unitario di 14 dipinti ad olio su tela, di cm 50 x  42, con cornici recenti, non originali, collocati come di consueto sulle pareti laterali, all’interno della Chiesa di Maria SS.ma Addolorata.

I dipinti sono di autore ignoto probabilmente di ambito locale. Le quattordici tele sembrano essere mano di uno stesso autore, nonché tutte risalenti alla stessa epoca di esecuzione, ed altrettanto uguali si presentano i materiali utilizzati per la loro realizzazione: tele di supporto, telai lignei, gamma cromatica dei pigmenti.

Prima del restauro era presente sul retro di tutte le tele, un cartellino attestante un vecchio restauro del 1957. Da una descrizione del 1793 degli «Stati degli oratori», la Via Crucis risultava in chiesa dal 1756.

Una tela della Via Crucis prima del restauro
la tela dopo il restauro

I quattordici dipinti rappresentano la “Via della Croce” con cui si ricostruisce il percorso doloroso di Cristo che si avvia alla crocifissione sul Golgota. Nello specifico raffigurano le quattordici stazioni del rito religioso.

L’intervento di restauro è consistito nel rimuovere le tele dai vecchi telai, pulitura selettiva chimica e meccanica fronte/retro, velinatura, consolidamento su tavolo a bassa pressione dal retro tela e strati preparatori. Verniciature intermedie e finali. Tele non rifoderate ma intervento di striplining, ovvero foderatura dei bordi e rimontaggio su nuovi telai lignei ad espansione.

Un intermezzo musicale, curato dalla violinista Valentina Marra, allieterà la presentazione dei restauri.

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