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Il silenzio e la vergogna. Cosa c’è dietro al black out di informazioni ufficiali sul coronavirus

by Redazione
25 Marzo 2020 10:19
in Attualità
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In questi giorni riceviamo centinaia di mail che ci chiedono di confermare o di smentire le voci che circolano, sui social e non solo, riguardo ai casi di coronavirus in questo o in quel comune della nostra provincia e soprattutto in questa o in quella struttura sanitaria salentina. Si oscilla tra le rassicurazioni di chi dice che tutto è perfettamente sotto controllo e chi invece racconta situazioni al limite del Lazzaretto manzoniano.

Ecco, a tutte queste persone che ci seguono e che hanno diritto a conoscere la verità e non le bufale o le fake – che pure circolano in maniera altrettanto pericolosa – abbiamo il dovere deontologico di dire che mai, mai e poi mai ci era capitato di lavorare in situazioni così gravi senza l’ausilio delle istituzioni che dovrebbero fare chiarezza e aiutarci con comunicazioni ufficiali da divulgare in maniera chiara. L’impressione che abbiamo è di avervi fatto intravedere la punta dell’iceberg. E tutto quello che c’è sotto?

Spiace dirlo ma va detto, senza paura e senza falsi infingimenti. In questi giorni non abbiamo mai ricevuto una mail dall’Asl di Lecce. L’Azienda Sanitaria Locale ha scelto la via del silenzio assoluto, probabilmente obbedendo a dictat superiori.

Ciò che è di inaudita gravità è che noi operatori della comunicazione ad oggi non siamo messi nelle condizioni di sapere quale sia la reale situazione all’interno di tutti gli ospedali della nostra provincia. Le informazioni che vi diamo vengono da fonti riservate: da medici, infermieri, oss, personale sanitario a tutti livelli che non ce la fa più e si sfoga chiedendo l’anonimato per non creare allarmismi ma per far trapelare ciò che succede. Quello che vi raccontiamo lo sappiamo dai sindacati che un giorno sì e l’altro pure mandano comunicati stampa sul mancato rispetto dei protocolli di sicurezza e sull’assenza di dispositivi di protezione individuale.

Purtroppo chi dovrebbe parlare non parla e non perché non conosca i nostri indirizzi mail. Quando tutto andava bene eccome fioccavano le convocazioni di conferenza stampa per le più svariare iniziative dell’Asl, da quelle importanti a quelle sulle quali è meglio sorvolare. Solo qualche giorno fa ci è stato comunicato il nome di un responsabile alla comunicazione nuovo di zecca, una professionista dalla riconosciuta competenza. Inutile dirvi che non c’è stato modo di interagire al di là della squisita disponibilità  personale.

Silenzio! Tutti zitti. Nessuna notizia sullo stato di salute delle nostre strutture sanitarie.

Nella settimana che molti considerano decisiva noi possiamo darvi soltanto spaccati parziali; importanti ma parziali.

Si dice che la motivazione alla base del silenzio sia quella di evitare la caccia agli untori. Stupidaggini…La caccia agli untori la si sta alimentando lasciando correre a piede libero il sospetto nelle praterie incontrollate dei social.

Di certo questi atteggiamenti non solo non ci scoraggiano, ma paradossalmente ci danno ancora più energia per provare a raccontarvi ciò che accade verificando notizia dopo notizia. E garantendovi la nostra onestà intellettuale che passa dallo scrivere di chi essendo in prima linea non ha guanti e mascherine alla vicenda personale di chi è sulla via della guarigione e ce l’ha fatta.

Ma è inutile mettere la polvere sotto al tappeto e fare finta che vada tutto bene. Non poter attingere a dati ufficiali locali ci rende più poveri e alimenta il chiacchiericcio. Non possiamo farci niente, possiamo solo mettere a disposizione la nostra professionalità e la passione per il nostro mestiere. E possiamo augurarci buona fortuna!

Tags: coronavirus
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