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Inchiesta bis su presunti illeciti ai danni di Mauro Minelli: indagato il Presidente dell’Ordine, Luigi Pepe

by Angelo Centonze
28 Settembre 2017 15:17
in Cronaca
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Tribunale penale Lecce

Il tribunale penale di Lecce

Una nuova bufera giudiziaria rischia di abbattersi sul Presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Lecce. Il pubblico ministero Paola Guglielmi ha chiuso un secondo filone dell’inchiesta sui presunti soprusi esercitati da Luigi Pepe nei riguardi di Mauro Minelli, 60 anni, ex responsabile dal Centro Imid di Campi Salentina.

Il Pm ha inviato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti del 71enne di Surano. Non solo, anche per Amedeo Bianco, 69 anni originario di Napoli ma residente a Torino e Roberta Chiersevani, 70 anni nata a Trieste, con residenza a Gorizia, in qualità di Presidenti, succedutisi all’epoca dei fatti, della Federazione Nazionale Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCO).

Le accuse fanno riferimento ad un arco temporale che va da giugno fino a luglio del 2015. Nello specifico Pepe, secondo la Procura, avrebbe ostacolato la rinuncia di Minelli all’iscrizione dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Lecce e la successiva iscrizione presso quello di Potenza. Difatti, ritiene il pm Guglielmi, che Pepe avrebbe “falsamente rappresentato alla (FNOMCO) che non vi erano i presupposti legittimanti di legge”. Nei confronti di Minelli, in base a quanto sostenuto da Pepe, era in corso un procedimento disciplinare, avviato attraverso “convocazione dell’iscritto presso l’ordine per essere audito”, precedente la richiesta di rinuncia all’iscrizione all’Albo di Lecce.

In base agli accertamenti condotti dagli uomini di polizia giudiziaria con distaccamento in Procura, tale documento si rivelava inesistente e sarebbe servito a Pepe, afferma il pm, soltanto “al fine di assicurarsi l’impunità sul piano disciplinare, in relazione a tutte le condotte vessatorie sulle quali la Federazione si sarebbe dovuta pronunciare, su istanza del Minelli, che aveva altresì trasmesso l’avviso di conclusione delle indagini a carico del detto Pepe”.

Infatti, il Presidente dell’Ordine dei Medici è successivamente finito sotto processo per le presunte pressioni sul Centro Imid di Campi Salentina e il suo dirigente Mauro Minelli, al fine di “costringerlo” a dimettersi.

Invece, gli altri due indagati di questa seconda inchiesta, ovvero i Presidenti del (FNOMCO) Amedeo Bianco e Roberta Chiersevani, avrebbero secondo il pm Guglielmi “omesso di attivare il proprio potere disciplinare nei confronti di Luigi Pepe”. In che modo? Secondo la Procura leccese, “avallando la falsa prospettazione di quest’ultimo, presso il Ministero della Salute e l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Potenza, “ingerendosi così nella materia della tenuta degli Albi riservata ai singoli Ordini, pur in presenza di copiosa documentazione, tra cui una sentenza del Tar della Basilicata, sezione Potenza, secondo cui “E’ stata acquisita in giudizio la prova che l’Ordine dei Medici di Lecce ha attivato il procedimento disciplinare nei confronti del dr. Minelli, soltanto il 04/08/2014, e cioè dopo la rinuncia all’iscrizione all’Albo”.

Questo aspetto, secondo la Procura, comproverebbe “la regolarità dell’operato dell’Ordine di Potenza, in ordine all’iscrizione del dr. Minelli nel proprio Albo e la falsità di quanto prospettato da Pepe”. Dunque, ritiene il pm, i due presidenti nazionali avrebbero in qualche maniera favorito Pepe “al fine di consolidare la posizione apicale di quest’ultimo all’interno dell’ordine di Lecce ed i relativi poteri”.

In particolare, ritiene la Procura leccese, Bianco avrebbe inoltrato al Ministero della Salute una richiesta di scioglimento dell’Ordine dei Medici di Potenza per le presunte irregolarità tenute dal detto Ordine nell’iscrizione di Minelli, non adeguatamente supportata da documenti. Invece, il Presidente Chiersevani (tutt’ora in carica) avrebbe inviato una certificazione all’Ordine di Potenza, intimando di prendere atto che il dr. Minelli è iscritto presso l’Ordine di Lecce “e di assumere gli adempimenti di sua competenza, per ripristinare una corretta situazione giuridica, in relazione all’illegittima iscrizione del medico presso l’Ordine di Potenza.”

I tre indagati rispondono dell’ipotesi di reato di abuso d’ufficio e sono assistiti dall’avvocato di ufficio Rita Regoli.

Ora hanno adesso a disposizione 20 giorni di tempo per chiedere di essere ascoltati in Procura o produrre memorie difensive.

Tags: abuso d'ufficio
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