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Inchiesta Clean Game su slot truccate, 162 indagati e accusa di associazione mafiosa per i De Lorenzis

by Angelo Centonze
23 Agosto 2017 12:50
in Cronaca
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Arriva la chiusura delle indagini del secondo troncone d'inchiesta "Clean Game". Il sostituto procuratore Carmen Ruggiero ha notificato l'avviso e adesso sono 162 le persone indagate. Tra questi, anche Salvatore De Lorenzis, 49enne di Racale ed i fratelli Saverio 41enne; Pietro, 51 anni e Pasquale 44enne.

Invece, nell'ottobre scorso, il pm Carmen Ruggiero ha notificato a 38 persone, la chiusura delle indagini relative ad una prima tranche dell'inchiesta. Tredici indagati rispondono del reato di associazione a delinquere e farebbero parte del gruppo criminale capeggiato da Silvano De Leone. Il sodalizio si occupava della compravendita di schede di gioco  contraffate.
 
Gli indagati rispondono, a vario titolo ed in diversa misura dei reati di: associazione di tipo mafioso, truffa ai danni dello Stato, frode informatica, esercizio di giochi d'azzardo ed esercizio abusivo di giochi e scommesse aggravati dal metodo mafioso, illecita concorrenza con minaccia o violenza, trasferimento fraudolento di valori, corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio e associazione per delinquere.
 
Ricordiamo che il 24 febbraio scorso il gip Antonia Martalò, su richiesta dei sostituti procuratori Carmen Ruggiero e Giuseppe Capoccia, ha emesso 27 ordinanze di custodia cautelare (19 in carcere e 8 ai domiciliari). Il giudice ha disposto anche il sequestro preventivo del patrimonio riconducibile all’associazione, per un valore complessivo di circa 12 milioni di euro. I sigilli sono stati apposti a 69 fabbricati, 25 terreni, tre autovetture, dieci società di capitali e due ditte individuali. L'operazione  ha riguardato anche i conti correnti accesi presso 15 istituti di credito. I finanzieri hanno posto sotto sequestro 270 slot machines.
 
Le indagini sono cominciate nel 2010, a seguito di alcune segnalazioni anonime. Al vertice dell'organizzazione, due gruppi criminali riconducibili a Salvatore De Lorenzis, considerato "il re delle slot machines"e Silvano De Leone. Il sodalizio  “si avvaleva di metodi mafiosi posti in essere da alcuni affiliati storicamente vicini ai noti clan Troisi di Casarano e Padovano di Gallipoli”. L'organizzazione imponeva agli esercenti di bar, caffetterie e tabaccherie del Basso Salento, tra Racale, Melissano, Casarano il noleggio di slot machines manomesse riconducibili alle società Somec e Sio srl dei fratelli De Lorenzis. Gli esercizi commerciali erano stati in precedenza rilevati dal gruppo criminale. I proprietari, trovandosi in gravi difficoltà economiche accettavano la proposta dell'organizzazione. L'alterazione dei dispositivi di gioco, sarebbe avvenuta anche grazie all'intervento del funzionario dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato, Dario Panico, 45enne di Lecce.
 
Ricordiamo che nel marzo 2015, il Tribunale del Riesame ha accolto il ricorso dei legali dei fratelli De Lorenzis in merito all'accusa di associazione mafiosa. Salvatore De Lorenzis, considerato "il re delle slot" Pietro, Pasquale e Saverio ottennero i domiciliari. La Procura impugno la sentenza, ma anche la Corte di Cassazione ritenne insussistente il reato contestato.
 
Gli indagati sono assistiti, tra gli altri, dagli avvocati Francesco Fasano, Biagio Palamà, Luigi Piccinni, Gabriella Mastrolia,Vincenzo Venneri, Ladislao Massari, Stefano Pati, Roberto Bray, Fabio Pellegrino.
 
 
 

Tags: slot-machine
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