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Inchiesta per corruzione al Tribunale di Brindisi. Indagati nel leccese un avvocato e la moglie vigilessa

by Angelo Centonze
3 Dicembre 2022 9:56
in Cronaca
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Anche una coppia residente a Porto Cesareo risulta indagata nella maxi inchiesta che ha portato all’arresto di magistrati, liberi professionisti ed imprenditori del brindisino. L’avvocato M. C. e la vigilessa M. P., entrambi 43enni, residenti a Porto Cesareo, sono indagati a piede libero per associazione a delinquere, corruzione in atti giudiziari e riciclaggio.

In base a quanto ricostruito dagli inquirenti, l’avvocato  del Foro di Brindisi e l’agente di polizia locale risultano beneficiari di due assegni dell’importo di 2.500 euro ciascuno, tratti entrambi dal conto corrente di una associazione sportiva dilettantistica. E sarebbe emerso che, in entrambi i casi, come si legge nell’ordinanza a firma del gip Lucio Setola del Tribunale di Brindisi: “non sussisteva nessuna motivazione attendibile e riconducibile all’attività istituzionale della compagine sportiva che giustificasse le dazioni di denaro“.

La Procura ritiene che la somma di 5mila euro riconosciuta alla coppia rinveniva dalla provvista economica messa a disposizione dell’associazione sportiva facente capo al giudice Galiano dalla SOAVEGEL dell’imprenditore Massimo Bianco. La somma in questione rientrava, “in quella “partita di giro” che costituiva il fulcro del sistema di “sponsorizzazioni gonfiate” escogitato da Galiano, dal commercialista Pepe Milizia, da Massimo Bianco per sostenere a spese altrui i costi di gestione dell’imbarcazione del giudice”.

Secondo l’accusa, marito e moglie, privi di qualsiasi preparazione marinaresca, si sarebbero prestati ai sodali per trasformare in denaro liquido, le somme ricevute sotto forma di assegni a titolo di prestazioni rese come operatori sportivi.

E ritiene l’accusa, l’avvocato avrebbe avuto un tornaconto personale, poiché sarebbe stato nominato commissario giudiziale in merito a una procedura di concordato preventivo presso il tribunale di Brindisi e coordinata proprio dal giudice Galiano. A sostegno di tale tesi accusatoria, risultano anche una serie di intercettazioni.

Il gip firmatario dell’ordinanza ritiene però che non ci sia “il necessario quadro indiziario”, contestato dalla Procura. In particolare, ritiene il giudice, “non vi sono elementi in atti allo stato che consentano di ritenere con il necessario grado di gravità che gli stessi erano a conoscenza della provenienza illecita delle somme in questione”.

E infine, “l’occasionalità della loro collaborazione porta ad escludere un loro cosciente inserimento nel circuito illecito gestito da Galiano”.

Gli arresti e le accuse

L’inchiesta è coordinata dal procuratore capo di Potenza, Francesco Curcio.

Gli arrestati, per i quali è stato disposto il carcere, sono: il magistrato Gianmarco Galiano, in servizio a Brindisi; Massimo Bianco, imprenditore e Francesco Pepe Milizia, commercialista. Ai domiciliari invece sono stati ristretti l’avvocato Federica Spina, l’imprenditore Francesco Bianco e il presidente dell’ordine degli ingegneri di Brindisi, Annalisa Formosi. Altri due magistrati risultano indagati a piede libero: si tratta di Francesco Giliberti e Giuseppe Marseglia, di Bari. Sono 21 in tutto le persone indagate.

Il giudice Gianmarco Galiano avrebbe incassato parte dei risarcimenti concessi dalle assicurazioni in giudizi civili. Si parla di una causa del 2007 sulla morte di una ragazza di 23 anni e di un giudizio riguardante un bambino nato con traumi permanenti per colpa medica. Nel primo caso 300mila euro sarebbero stati messi a disponibilità del giudice attraverso il conto intestato alla suocera, indagata a piede libero. Nel secondo si tratta di 150mila euro.

Galiano avrebbe inoltre ricevuto sponsorizzazioni fittizie o gonfiate per la sua barca a vela (che era falsamente nella disponibilità di associazioni sportive) da parte dell’azienda Soavegel, dell’imprenditore Massimo Bianco, in cambio di tutela giudiziaria in alcuni procedimenti civili pendenti dinanzi al Tribunale di Brindisi

Il gip di Potenza ha disposto anche il sequestro preventivo di 1,2 milioni di euro.

Tags: associazione-per-delinquerecorruzionericiclaggio
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