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Indagato finanziere per aver rivelato segreti d’ufficio, la ricostruzione dei fatti degli inquirenti

by Angelo Centonze
23 Agosto 2017 13:13
in Cronaca
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Avrebbe rivelato il numero di targa di alcune autovetture utilizzate dalla Guardia di Finanza per lo svolgimento dei servizi di pedinamento ed osservazione. È quanto ipotizza il pubblico ministero della Direzione Distrettuale Antimafia Guglielmo Cataldi, nei confronti di un appuntato della GdF. Il 41enne di Cavallino Christian Luigi Giannone risulta essere nell'elenco dei 19 indagati, nell'ambito della vasta operazione antidroga sull'asse Italia-Albania  illustrata questa mattina dal Procuratore Capo Cataldo Motta.
 
Il finanziere risulta indagato per "rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio" ma a piede libero, poiché il gip Michele Toriello nell'ordinanza,  ha ritenuto che non ci fossero le condizioni per l'applicazione di una misura cautelare, poiché "l'unico reato in relazione al quale sono stati raccolti a suo carico gravi indizi di colpevolezza non consente l'applicazione di misure cautelari coercitive".
 
Il giudice ha dunque rigettato la richiesta della Dda, ritenendo sufficiente la misura interdittiva, della durata di sue anni, della sospensione dal pubblico ufficio ricoperto. Spiega il gip Toriello: "Per la propensione mostrata dal Giannone a violare i doveri inerenti la nobile e delicata funzione ricoperta, ora gestendo in nero un centro di raccolta scommesse privo delle prescritte autorizzazioni, ora mantenendo rapporti di frequentazioni e confidenza con un pregiudicato, giungendo addirittura a rivelargli modelli e targhe delle auto civetta in uso alla Guardia di Finanza al fine di aiutarlo ad eludere eventuali controlli"
 
Gli inquirenti sarebbero risaliti, anzitutto, a una foto che ritraeva alcune indicazioni scritte a mano su di un foglio di carta. Si sarebbe trattato di un "modulare", utilizzato dagli esercizi commerciali in cui si somministrano cibi e bevande, per annotare le ordinazioni. Questo prezioso "appunto" sarebbe stato inviato da Ervin Gerbaj a Gianluca Lorè (entrambi arrestati) . Esso conterrebbe alcune informazioni relative alle targhe ed al loro modello, in uso alle Fiamme Gialle. Difatti, Gerbaj e Lorè avrebbero commentato così, il contenuto della "foto".
 
G. "Li puoi vedere- queste macchine frà"
 
Dopo un iniziale fraintendimento tra i due,
 
L. : "E che devo sapere"
 
G.: "le targhe e le macchine che devi fissare in mente"
 
In un'altra intercettazione telefonica tra Dhori Tole e Dario Profka
 
T: "Quel Pino (MERO ndr) sa tutto, vaffanculo… con le targhe, tutto"
 
P: “Chi? Pino? La lettera glie l'ha data quello, il finanziere, l'amico suo"
 
Non solo, il Mero (un altro indagato)  avrebbe appreso preziose informazioni  in merito ad una attività investigativa nei confronti dei suoi sodali. Cosicché, quest'ultimi tenevano in debito conto le indicazioni ricevute e si dimostravano particolarmente accorti a non essere pedinati.  Dunque , secondo quanto affermato nell'ordinanza del gip sarebbe "Indiscutibile, l'identificazione di quel finanziere nell'odierno indagato Cristian Giannone" per via del suo conclamato rapporto di amicizia con il Mero, per via del chiaro riferimento ("quel finanziere ha questo locale qui") effettuato dal Profka al Tole in un'altra intercettazione ambientale; per via del coinvolgimento del Giannone nella gestione di un bar e, da ultimo, per via dell'assoluta coincidenza tra il foglio sul quale sono state annotate targhe e modelli della auto della Gdf ed i fogli dei blocchetti per la ordinazione rinvenuti presso il suddetto esercizio commerciale (di cui Giannone sarebbe compartecipe).

Gli interrogatori di garanzia sono fissati per venerdì prossimo. Il collegio difensivo è composto, tra gli altri, dagli avvocati: Umberto Leo, Alessandro Costantini Dal Sant, Alexia pinto, Giuseppe De Luca ed Elvia Belmonte.

Tags: operazione-oceanospaccio-di-droga
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