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Inferno a Bologna, è di Copertino il poliziotto eroe “che ha evitato la strage”. Feriti anche altri salentini in divisa

by Redazione
8 Agosto 2018 15:41
in Cronaca
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Tra i feriti nell’inferno alla periferia di Bologna, dove l’esplosione di una cisterna piena di liquido infiammabile avrebbe potuto provocare una strage, spuntano i nomi di due agenti di polizia salentini. Un caso che siano entrambi originari di Copertino. Il più grave, il 31enne Riccardo Muci ha riportato ustioni gravi su tutto il corpo, soprattutto alla spalla e alla nuca. Non è in pericolo di vita, ma si trova ricoverato all’Ospedale “Bufalini” di Cesena, dove questa mattina ha ricevuto la visita del premier Giuseppe Conte. Il referto parla di 40/50 giorni di prognosi.

Muci è stato uno dei primi ad intervenire sul luogo del disastro, doveva bloccare il traffico, ma ha capito subito quello che sarebbe successo. Allora è sceso dalla volante per aiutare i feriti, mentre urlava ai passanti di scappare perché stava per saltare tutto in aria. Poi il botto e l’onda d’urto: è stato sbalzato lontano, un volo di quasi venti metri.

Il secondo agente ferito, Giacomo Chiriatti, invece, ne avrà per 20. I medici hanno medicato le bruciature riportate alle braccia e lo hanno dimesso. Insieme a loro, altri uomini delle forze dell’ordine hanno evitato il peggio. Come gli undici carabinieri che si trovavano in una caserma non lontana dall’incidente, corsi in strada, per allontanare i passanti e invitare tutti a chiudersi in casa. È anche grazie a loro se la tragedia non ha avuto altre vittime.

Più passano le ore, più si conoscono i nomi dei coraggiosi uomini in divisa che hanno aiutato a gestire “l’apocalisse”. C’era anche Antonio Vincenti, carabiniere originario di Cutrofiano, anche lui in servizio a Bologna. Ha riportato ustioni di 1 e 2 grado, su arti superiori e collo e ustioni di terzo grado alle orecchie. È ricoverato all’ospedale “San Giovanni In Persiceto”.

Impossibile descrivere lo scenario cui hanno assistito i soccorritori dopo l’incidente, avvenuto all’altezza di Borgo Panigale, vicino al raccordo autostradale dell’A14, che è costato la vita a una persona, Andrea Anzolin alla guida del tir che ha tamponato il camion, poi esploso. La conta dei feriti si è fermata a 100 feriti. Un bilancio drammatico e ancora provvisorio che ha fatto tornate indietro le lancette dell’orologio agli anni delle stragi terroristiche.

#bologna #BorgoPanigale Le immagini della dinamica del grave incidente che ha coinvolto anche un mezzo che trasportava sostanze infiammabili. Indagini in corso #PoliziaStradale pic.twitter.com/aS8NKxTaoA

— Polizia di Stato (@poliziadistato) 6 agosto 2018

Il racconto

È stata una tragedia, ma poteva essere una strage. In pochi minuti è accaduto di tutto. L’esplosione della cisterna che ha tamponato il tir, senza abbozzare nemmeno una frenata. Le fiamme e la colonna di fuoco e di fumo, visibile a chilometri di distanza. E il ponte della tangenziale che crolla a metà per la potenza della deflagrazione. Ma i danni hanno riguardato anche le case vicine, e i negozi, provocando altri scoppi a catena.

Tags: eroi
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