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Jet lag da Mondiali. Una domenica da zombie dopo aver perso l”™Italia ed aver visto tutto il Giappone

by Redazione
24 Agosto 2017 11:41
in Calcio
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Lo chiamano jet lag o banalmente e più comprensibilmente mal di fuso. Sulle enciclopedie, anche quelle gratis di internet, è descritto come disritmia, discronia o, meglio ancora, disincronosi circadiana: trattasi di una condizione clinica che si verifica quando si attraversano vari fusi orari (di solito più di due fusi orari), come avviene nel caso di un lungo viaggio in aereo. Ci si sente assonnati, stanchi o confusi.
Ecco, deve essere la stessa sensazione di chi ritorna da un viaggio in Polinesia quella che stiamo provando, quella che prova il tifoso che ieri ha vissuto tutta la sua giornata in funzione della “partita di mezzanotte” di Super Mario e compagni e si è ritrovato poi, ignobilmente e fantozzianamente, ad addormentarsi sul divano come per tutte le altre partite che a Brasile 2014 giocano a quell’ora maledetta, l’ora in cui tutte le stanchezze della giornata ti piombano addosso, ti assaltano, ti sbeffeggiano, si concentrano su di te e ti costringono a chiudere gli occhi.
Insomma, prima o poi ti deve prendere una forma acuta di nostalgia per le “notti magiche” di Italia ‘90, quelle in cui se non ti sedevi a tavola a cenare e non stappavi una birra, i 22 in campo non ne volevano sapere di iniziare a giocare. Ti guardavano dallo schermo gli occhi spiritati di Totò Schillaci o quelli dolci di Roberto Baggio e ti chiedevano: “Quando cominci a cenare e ti rilassi che ti vogliamo regalare uno spettacolo mundial?”

Ma in Brasile è diverso, in Brasile 2014 sei tu che rincorri lo spettacolo e ti organizzi per restare sveglio e vederti almeno l’inizio della partita che stai aspettando. Almeno l’inizio: tanto si sa, il “forte” è quello, farsi trovare preparati e svegli all’inizio, al momento del calcio di inizio, poi il resto lo fa l’adrenalina…E invece niente, invece neanche l’inizio.
Eppure ieri ci si era preparati bene all’esordio azzurro a Manaus. Avevamo fatto anche i romantici all’uscita dallo studio all’ora di pranzo, mandando un messaggio romantico a Lei: “Stasera io e te, tu ed io. Come ai vecchi tempi. Le bimbe a letto e poi sul divano a tifare azzurri. Nel silenzio irreale di casa. Fino al nostro gol, per esplodere con il silenziatore in canna, per evitare di svegliare chi, sudando sette camicie, si è messo a letto.” E un viavai di stickers sull’App!

In attesa dell’Italia, per quel giusto equilibrio domestico al quale si prova ad ambire, si era messo in preventivo di perdersi anche Colombia – Grecia (“Facciamo una passeggiata? Non usciamo mai!” – “Certo, assolutamente” (inutile spiegare che Cuadrado, Muriel , Rodriguez, Gutierrez, Armero e Ibarbo meritavano di essere visti….Vabbè) e Uruguay – CostaRica (“Metti ordine tu a casa? Non è che ti interesse pure il CostaRica?” – “No, ma quando mai? Il CostaRica? Te l’ho detto, aspetto solo l’Italia con te? Mica sono un malato di calcio io, no?….” Inutile spiegare la composizione a gironi e l’importanza di sapere cosa fanno le altre squadre del tuo girone, differenza gol compresa…)
Finalmente le 23.30. Ci siamo. Le bimbe dormono. Spazio sul divano. “Dai, riposiamoci dopo una giornata. Ecco, stendiamoci un po’…No, no, no che non mi addormento, tranquilla. Che dici… E poi se mi addormento mi svegli tu…”

Svegliarsi, invece, sul 2 a 1 per l’Italia, nel recupero della partita, intorpiditi dal sonno e non soffrire nemmeno per i cinque minuti di cervellotico recupero…

Poi adrenalina a palla…
Tutte le interviste e il dopo partita…Ma il sonno ormai non viene più. Quindi? Quindi ci vediamo Giappone – Costa d’Avorio. Tutto il primo tempo di una partita interessante quanto Chievo – Cagliari. Sono appena le 3.00 del resto!

E andiamo a letto all’inizio del secondo tempo, all’alba, convinti che il Giappone abbia vinto dopo il gol del milanista Honda.
Ma è quando vai tu a letto e prendi sonno che le tue bimbe pensano che stia per avere inizio una gioiosa domenica di giugno salentino con te che sorridi e ridi, come uno che al jet lag da Polinesia, ma non solo non sei stato in Polinesia, non sai nemmeno che è nel momento stesso in cui sei andato a letto alle 4.00 che Bony e Gervinho hanno alterato le sorti di quel Giappone – Costa d’Avorio, di quella partita inutile che avevi appena paragonato ad un anonimo  Chievo – Cagliari.

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