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‘Lecce e il suo patrimonio culturale in un sistema integrato’, la ricetta dei consiglieri PD

by Redazione
31 Luglio 2017 18:18
in Politica
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Ammontano a più di 50 milioni di euro, le risorse che la Regione Puglia ha impegnato negli ultimi anni per valorizzare alcuni tra principali poli culturali della città di Lecce. Dal teatro Apollo al Parco Archeologico Rudiae, passando per le Mura urbiche, il Castello Carlo V, il Monastero dei Teatini, il Museo storico della città (Must), il Parco di Belloluogo, l’anfiteatro romano. Insomma, far risplendere il patrimonio culturale attraverso la gestione integrata dei beni, con una strategia attenta a progettarne il recupero anche in funzione della loro fruizione e della vocazione del territorio. È questa la sfida che Loredana Capone e i consiglieri comunali del Partito Democratico lanciano alla maggioranza di Palazzo Carafa.
 
“Perché cultura, sviluppo, economia – riferisce Loredana Capone, consigliere comunale e assessore all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia – sono tre pilastri della nostra crescita che rischiano, però, di non riuscire a parlarsi se a tenerle unite non c’è una strategia capace di integrare i bisogni del territorio con l’urgenza di politiche pronte a rispondere con il presente alla domanda di futuro. Dobbiamo costruire uno spazio urbano che affronti la sfida della globalizzazione e della crisi economica a colpi di conoscenza, creatività, coinvolgendo maggiormente le associazioni e le imprese del territorio, i cittadini, i giovani, investendo sulla qualità dell’ambiente naturale e culturale, prendendoci cura di quei ‘gioielli di famiglia’ che, secolo dopo secolo, hanno tracciato la storia delle nostre origini”.  
 
Un ‘sistema culturale’ integrato è dunque la proposta dei consiglieri comunali. Capace, si spera, di innescare processi di sviluppo economico locale, rafforzando la sinergia tra pubblico e privato, ma soprattutto migliorando la capacità imprenditoriale di coloro che operano nel mondo della cultura e dell’arte. “La presenza di un’offerta culturale capillare e articolata – aggiunge l’assessore regionale – rappresenta un fattore determinante per la crescita del territorio. Purtroppo le strategie messe in atto sinora dall’amministrazione comunale non sembrano aver dato i risultati sperati, non sono riuscite ad assicurare un’adeguata valorizzazione dei beni culturali sebbene a dispetto di un’elevata attrattività turistica e di una grande capacità di concorrere al rafforzamento dei fattori più identitari della comunità. Questo patrimonio può e deve diventare volano per lo sviluppo economico locale.
 
“Per il nuovo ciclo di programmazione 2014-2020 – puntualizza Capone – l’Unione Europea ha deciso di puntare sull’industria culturale e creativa per stimolare la ripresa della crescita economica e dell’occupazione. Numerosi i programmi di finanziamento per sostenere il settore: da Europa Creativa a Erasmus +, Horizon 2020, COSME, ai Fondi strutturali. Anche Lecce deve attrezzarsi per non perdere queste importanti occasioni”.
 
“A Lecce – ha concluso il consigliere Paolo Foresio – ci sono, per fortuna nostra, moltissimi beni culturali. Recuperarli con fondi regionali ed europei è stata, quindi, una scelta politica saggia fatta trasversalmente da tutti gli enti coinvolti. Renderli fruibili e gestirli in modo virtuoso, invece, è compito che attiene all’amministrazione del Comune di competenza. In questo senso, i nostri più importanti contenitori culturali sono spesso vuoti, senza una strategia di utilizzo che porti non solo i turisti ma anche i leccesi stessi a conoscerli e a frequentarli. Di più, ci vuole una visione complessiva turistico-culturale”.  
 
Infine, Foresio conclude con un appello alle associazioni:“Non vi accontentate dei contributi a pioggia elemosinati dal Comune, pensate più in grande, altrimenti il rischio è che beni culturali e professionalità e talenti, che a Lecce per fortuna non mancano, non producano economia per chi ci vive”.

Tags: cultura
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