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Lecce, si risveglia l’attacco, ma ai playoff servirà ben altro. Le pagelle della sfida contro la Lupa Castelli

by Giulio Serafino
23 Agosto 2017 14:03
in Calcio
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Il Lecce saluta la regular season con un successo a tratti sofferto: contro la Lupa Castelli finisce 3 a1, firmato l’intero pacchetto offensivo titolare di giornata. Apre Caturano, chiude Doumbia, nel mezzo il bel gol dalla distanza di Moscardelli. La difesa regge, ma la prossima settimana per la prima sfida dei playoff (presumibilmente in trasferta) servirà ben altra verve.
 
Bleve, 6: dopo la non esaltante uscita di Benevento conduce una partita più che tranquilla. L’attacco della Lupa Castelli, il peggiore di tutto il campionato, non lo impensierisce particolarmente. Sono i suoi compagni a renderlo partecipe della gara, a volte anche con qualche rischio di troppo.
 
Legittimo, 6: complice la squalifica di Alcibiade, ‘scala’ sulla linea dei tre difensori. La sua partita è all’insegna dell’ordinaria amministrazione. Si fa vedere spesso in avanti e nelle chiusure è tutto sommato puntuale.
 
Cosenza, 6+ : torna dopo il turno di squalifica e si rende subito pericoloso al 2’ minuto quando, su calcio piazzato scodellato da Liviero, alza sulla traversa a pochi passi dalla linea di porta difesa da Tassi. È sempre presente come torre sui calci piazzati, ma soprattutto regge il suo muro difensivo contro una formazione quasi del tutto evanescente. Nei playoff la musica sarà ben diversa.
 
Abruzzese, 6: sufficiente la sua prestazione con Morbidelli che non lo preoccupa più di tanto. Rischia di combinarla grossa al secondo della ripresa, con un retropassaggio da brividi indirizzato a Bleve. Però è vivace in fase offesiva Tassi gli dice di no al 18’ della ripresa.
 
Liviero, 6: corre certamente meno del suo dirimpettaio Lepore, ma ci mette comunque il suo impegno. La giovane età permette lui si tenere una certa costanza per tutto il match, facendo vedere qualche giocata interessante. Corona la sua partita fornendo l’assist di destro (non il suo piede) per 3 a 0 di Doumbia.
 
Lepore, 6- : altra buona prestazione per il leccese doc che, anche oggi, macina chilometri lungo la sua corsia di competenza. È suo l’assist vincente per Caturano, servito col piattone al centro dell’area di rigore avversaria. Macchia però la sua gara con una disattenzione in fase di copertura, lasciando Rossetti libero di battere Bleve e con i soliti cross telefonati per l’estremo difensore avversario.
 
Papini, 6.5: non è sicuramente la sua migliore partita della stagione, ma ha il merito di dare il via all’azione del vantaggio giallorosso, vedendo bene lo scatto di Lepore, lesto poi a servire Caturano per l’1-0. A circa mezzora dall’inizio della seconda frazione Isetto lo richiama in panca, lasciando la fascia di capitano a Moscardelli.
 
dal 23’ s.t. Lo Sicco, 6: entra a prende il posto del capitano, provando a fare quello che può. Non incide, ma non dispiace.
 
Salvi, 6: riecco in campo il mastino romano dopo alcune settimane seduto in poltrona tra squalifiche e acciacchi fisici. Quando è in forma la sua presenza nel cuore del campo si sente eccome: non è al top, ma in ottica playoff lui e Papini possono rappresentare la chiave di volta.
 
Doumbia, 6: la prima frazione è caratterizzata da una scarsa capacità di saltare l’uomo e da cross fuori misura. Poi nella ripresa ci mette più pepe fino a trovare il gol, di testa, al 25’ quando raccoglie al meglio un passaggio aereo di Liviero.
 
Caturano, 7: sta molto meglio e la prestazione di oggi ne è la conferma. Al 10’ prova a approfittare di un disimpegno sbagliato della retroguardia laziale, ma il suo tiro, a colpo sicuro, viene respinto sulla linea da un difensore perfettamente appostato. Trova il gol al 31’ quando, servito da Lepore, non può sbagliare ancora a pochi passi dalla porta. Corre e i muove molto bene: buon segnale in vista degli spareggi.
 
dal 28’ s.t. Sowe, 6- : entra, corre e prova a mettersi in mostra agli occhi di Braglia.
 
Moscardelli, 7: insieme al suo compagno di reparto Caturano merita la palma di migliore in campo, fosse solo per la voglia che ci mette in campo. Al 28esimo, lanciato a rete da Doumbia, supera in velocità Di Bella, ma sul più bello si fa ipnotizzare da Tassi, bravo a restare in piedi fino all’ultimo. Cerca la marcatura con insistenza, fino a tirare dal cilindro l’eurogol dalla distanza al 20’. Esce a poco più di un quarto d’ora dal termine: meglio evitare guai in vista dei prossimi impegni.
 
dal 33’ s.t. Carrozza, senza voto: ciabatta clamorosamente tutto solo al centro dell’aria al 44’. Poteva essere il gol della resurrezione definitiva.
 
Isetto (Braglia squal.), 6: il duo alla guida tecnica dei salentini non può inventarsi niente di che e schiera una formazione quasi del tutto annunciata. Le assenze di Alcibiade, Camisa e quella a sorpresa di Surraco obbligano Braglia a confermare il 3-4-3. Nella prima frazione il Lecce gioca con superficialità, forse convinto di avere vita facile contro una rosa già in vacanza e già in D. I giallorossi, invece, fanno fatica ma nel secondo tempo i valori in campo vengono fuori. Poi la radiolina mette apprensione con la Casertana capace di agguantare il terzo posto, e così i Mosca e Dudù completano il tabellino. Ultimi 3 punti messi in saccoccia e terzo posto ben saldo Adesso reset: inizia un’altra storia.

Tags: lecce-calcio
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