Leccenews24
  • POLITICA
  • CRONACA
  • ATTUALITÀ
  • TURISMO
  • SPORT
  • CULTURA & SPETTACOLI
  • LOCALITÀ
No Result
View All Result
  • POLITICA
  • CRONACA
  • ATTUALITÀ
  • TURISMO
  • SPORT
  • CULTURA & SPETTACOLI
  • LOCALITÀ
No Result
View All Result
Leccenews24
No Result
View All Result

L’appello della Chiesa di Lecce ai cattolici: “Discernimento per il cammino democratico del nostro Paese”

by Redazione
25 Febbraio 2018 15:00
in Attualità
0
piazza-duomo-lecce

La facciata del Duomo di Lecce

Tra sette giorni, l’importante appuntamento elettorale del 4 marzo 2018. Manca poco, dunque, al voto. A tal proposito, l’Ufficio diocesano di pastorale sociale e del lavoro, diretto da mons. Nicola Macculi, arciprete di Squinzano, ha voluto diramare una lettera aperta.

Perché una lettera aperta a pochi giorni dal voto del 4 marzo? Le motivazioni vengono illustrate proprio all’interno. “Innanzitutto – si legge nella prima parte della missiva – perché è un modo di parlare a se stessi. Un modo di mettere alla prova le proprie certezze e di consentire un percorso di ricerca di nuove e più valide ragioni. Poi perché ci si riconosce parte di una comunità all’interno della quale vi sono sensibilità diverse, diverse intensità di impegno e nella quale, per chi crede, ci si riconosce come parteci di un medesimo cammino di fede”.

Ai cattolici, quando quest’ultimi “riconoscono la politica come la più esigente forma di carità, è richiesto di mettere in campo quel “supplemento d’anima” (come capacità di coltivare la speranza nonostante tutti i fallimenti della storia) e quel senso di distacco (che non vuol dire indifferenza ma al contrario capacità di discernimento) che, di fonte al grande circo delle promesse elettorali fantasmagoriche, aiutano a smascherare le demagogie, i populismi, gli istinti egoistici che sono alla base di quelle promesse”.

La comunità

“Conosciamo bene i problemi delle nostre comunità“, prosegue il messaggio. “Il lavoro che manca, le diseguaglianze e le povertà che aumentano, l’immigrazione vista come minaccia piuttosto che come opportunità, il divario crescente con le zone più ricche del Paese, le imprese che faticano a crescere, lo sfilacciamento delle relazioni, etc.etc. Illusorio pensare che i bisogni di chi cerca il lavoro, di chi lo ha perso, delle imprese che arrancano, delle famiglie che faticano a sostenere la crescita dei propri figli, possano essere soddisfatti in maniera efficace, dentro i confini nazionali e con una classe dirigente miope. Sulle scelte importanti ancora da compiere per accompagnare e consolidare la crescita, per rimettere in moto quella scala sociale che nei decenni passati ha consentito al figlio dell’operaio di acquisire maggiori livelli di benessere rispetto a quelli della famiglia di provenienza, non è indifferente la serietà e la credibilità di chi è chiamato a compiere quelle scelte”.

“Non solo”, prosegue. “Non è neppure indifferente il contesto europeo che può ostacolare o facilitare le politiche di sviluppo. Oggi ci troviamo infatti ad un bivio: da una parte i Paesi che intendono riprendere e portare a compimento il progetto di una integrazione europea sempre più forte; dall’altra i Paesi che vogliono frenare se non addirittura interrompere il processo verso la creazione degli Stati Uniti d’Europa. Solo Istituzioni europee più forti e solidali potranno assicurare maggiore crescita e quindi maggiore occupazione. C’è bisogno, allora, di una classe dirigente che rifiuti ogni velleità sovranista e torni a respirare il sogno europeo che fu di De Gasperi e di tanti altri politici di ispirazione cristiana”.

Chiesa in uscita

“Di fronte al rischio di un Paese chiuso, ripiegato su se stesso, prigioniero delle proprie paure, che è incapace di trattenere le intelligenze dei propri giovani, è grande la responsabilità che ci attende. Le disillusioni, la stanchezza, l’indifferenza, il “tanto sono tutti uguali” sono un lusso e per noi che ci diciamo cristiani anche un peccato. Papa Francesco ci sollecita ad abbandonare un cristianesimo benpensante e chiuso nelle sagrestie. Una Chiesa in uscita è una Chiesa non solo fisicamente vicina a tutte le periferie ma è anche una Chiesa spiritualmente libera nell’esercizio del discernimento“.

Ecco, allora, la responsabilità da assumersi: esercitare il necessario discernimento perché il cammino democratico del nostro Paese non abbia arresti o cadute. “Non aiuta il discernimento non solo chi é incline al facile ottimismo ma anche chi si distingue per la critica distruttiva. Non aiuta il discernimento chi strumentalizza alcune questioni complesse come per esempio l’immigrazione: è davvero paradossale come alla drastica riduzione del numero di immigrati corrisponda un aumento della percezione di insicurezza e di minaccia da parte dei cittadini.Non aiuta il discernimento chi sotterrando la serietà e la verità, con i soliti colpi da teatro ammalia l’elettore con proposte irrealizzabili”.

E poi ancora: “Non aiuta il discernimento chi fa dell’impegno politico un motivo di occupazione di spazi di potere e per questo è disposto ad indossare nuovi abiti senza porsi alcuna questione di coerenza. Chi preferisce attardarsi nella costruzione di piccoli accampamenti per preservare meglio la propria carriera piuttosto che le proprie idee. Chi si limita ad occupare una poltrona, senza mettere in moto da quella poltrona processi di cambiamento. È il principio del “tempo superiore allo spazio” che Papa Francesco propone nella Evangelii gaudium. Non aiuta il discernimento chi promette sostegni che condannano i giovani a continuare ad “essere sdraiati” anzicchè essere generativi di desideri”.

L’odio per il diverso che mistifica la realtà

Solo un desiderio forte può infatti spingere a mettere a frutto il proprio talento, a facilitare la ripresa dello spirito auto imprenditoriale, a promuovere percorsi di liberazione da ogni sudditanza e assistenzialismo. Mai, forse, come oggi sono in gioco i valori fondamentali della nostra Costituzione. “La democrazia rischia di essere ridotta ad un semplice click. L’ideologia dell’odio per il diverso conduce ad una deliberata mistificazione della realtà. I partiti, con poche eccezioni, rischiano di trasformarsi in veri e propri “rami d’azienda”. Questo è un tempo in cui sembrano affiorare con sempre maggiore evidenza tracce di un passato che speravamo definitivamente abbandonato”. E tuttavia, questo è il tempo che ci è dato. E questi – conclude la lettera – sono gli ostacoli con i quali fare i conti. Ostacoli che possono e devono essere superati ‘imparando di nuovo il coraggio di saltare'”.

Tags: diocesi-lecce
Previous Post

Arriva il gelo: ecco i consigli di Acquedotto Pugliese per proteggere i contatori

Next Post

Il Lecce gestisce, costruisce, ma non segna: alla fine la Juve Stabia costa il primo KO di Liverani. Le pagelle

Ultime Notizie

Cronaca

Accoltellato e bruciato nel bergamasco, mistero sulla morte di un professore leccese. Si indaga per omicidio

by adminuser

Pochi i dubbi: Cosimo Errico, professore originario di Lecce, è stato ucciso. Il medico legale, infatti, avrebbe trovato sul corpo...

Lecce domani di scena a Verona. Liverani, “Gara tra squadre che giocano. Più spazi per segnare”

Omicidio Noemi Durini, 18 anni e 8 mesi a Lucio Marzo per aver ucciso l’ex fidanzata

Fontanelle pubbliche, un patrimonio da salvaguardare: l’iniziativa parte da Torre Chianca

Pullman stracolmi che ‘tirano dritto’ alla fermata, disagi per gli studenti salentini

Abusi sessuali e droga ceduta alla figlia: condannato il padre ad oltre 4 anni

LECCENEWS24.it
Direttore responsabile: Marianna Merola
Korema Editore – P. IVA 04465860759
Registrazione al Tribunale di Lecce N. 1059 del 28/04/2010
E-mail: [email protected]
Tel. 328.7918277

IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • POLITICA
  • CRONACA
  • ATTUALITÀ
  • TURISMO
  • SPORT
  • CULTURA & SPETTACOLI
  • LOCALITÀ

Copyright © 2026