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Marilyn Monroe, la notte ‘misteriosa’ in cui morì la Diva che aveva incantato generazioni

by Redazione
4 Agosto 2024 10:34
in Cronaca
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Il 4 agosto 1962 un’ombra si posò sulla scintillante Hollywood. Quella notte Marilyn Monroe, una delle attrici più famose e pagate al mondo, fu ritrovata senza vita nella camera da letto del suo appartamento al 12305 di Fifth Helena Drive di Los Angeles, dove viveva da sola con la governante Eunice Murray. La Diva dalla bellezza si era spenta per una overdose di barbiturici. Probabile suicidio, secondo la versione ufficiale.

Marilyn Monroe era molto più di un volto angelico e di una voce sensuale. Era un’icona di un’epoca, un simbolo di bellezza e di ribellione, una donna che aveva saputo conquistare il cuore di milioni di persone. Ma dietro la maschera della star, si celava una Norma Jeane Mortenson Baker profondamente insicura, tormentata da un passato difficile e da un presente fatto di relazioni complicate, di matrimoni ‘falliti’, di depressione e dipendenze. Esagerava con gli antidepressivi. Soffriva di ansia. Era terrorizzata all’idea di finire come sua madre, che aveva passato gran parte della sua vita in una clinica psichiatrica. E, dopo la fine del matrimonio con Arthur Miller, la sua vita sentimentale era a pezzi.

La morte di Marilyn Monroe è avvolta, ancora oggi, da un alone di mistero. Fu suicidio, un tragico incidente o un omicidio? E se fu uccisa, da chi? Le indagini ufficiali conclusero per un suicidio, ma le incongruenze su quanto è accaduto realmente quella notte di agosto, l’ultima, hanno solo alimentato dubbi e interrogativi.

L’ultima notte di Marilyn Monroe

Le lancette dell’orologio avevano appena segnato le 3.30 quando la governante, notando la luce che trapelava sotto la porta della camera, chiusa a chiave, aveva bussato alla porta senza ricevere risposta. Preoccupata, chiamò lo psichiatra dell’attrice di “Gli uomini preferiscono le bionde”, “Come sposare un milionario”, “Quando la moglie è in vacanza” e “A qualcuno piace caldo” e il medico. Marilyn fu ritrovata incosciente, ma ancora viva, coperta da un lenzuolo di seta color champagne e con la cornetta del telefono ancora in mano. Accanto un flacone vuoto di sonniferi.

Le ipotesi sulla morte di una delle dive più affascinanti di sempre sono state le più disparate: dal coinvolgimento di figure potenti della politica e dello spettacolo, a vendette personali, fino a complotti ai più alti livelli. Tutte voci mai confermate che hanno solo contribuito a creare il mito della star di Hollywood bella e dannata. Nel corso degli anni, sono state avanzate numerose teorie alternative, che vanno dall’omicidio per mano di personaggi influenti, fino a complotti politici e coperture di servizi segreti. La verità, probabilmente, rimarrà per sempre sepolta insieme a lei.

Il legame con i Kennedy

In più di un libro dei tanti scritti sulla morte di Marilyn Monroe si parla del legame tra la bellissima attrice e John Fitzgerald Kennedy. Una voce diventata un pettegolezzo sempre più insistente dopo quell’ “Happy Birthday, Mr. President” cantato al Madison Square Garden, il 19 maggio 1962, durante una raccolta fondi dei democratici.

Il suo vestito di tessuto elasticizzato color carne tempestato di 2500 perline luccicanti cucite a mano, creato dal costumista di Hollywood di origine francese Jean Louis, era così attillato che per un attimo il pubblico restò senza fiato.

Non è mai stato dimostrato nemmeno che il presidente abbia “passato” la sua amante, divenuta scomoda, al fratello Bob. Chi crede alla tesi dell’omicidio sostiene che lei, sentendosi usata e umiliata, abbia minacciato i Kennedy di rendere pubbliche le relazioni con l’uno e con l’altro, e di rovinare così la carriera politica di entrambi. Per questo fu ‘eliminata’, per proteggere il buon nome della famiglia più importante d’America. Ma, senza prove, si tratta solo di illazioni per vendere qualche copia in più.

Caso risolto? Non per la Storia

Al di là delle cause di quella morte che segnò la fine del sogno americano, ciò che è certo è che Marilyn Monroe ha lasciato un’impronta indelebile nella cultura popolare. Le sue interpretazioni cinematografiche, la sua voce inconfondibile, il suo stile iconico, l’hanno resa un mito eterno. Ancora oggi, a distanza di decenni, Marilyn Monroe continua a essere un’icona di bellezza, di sensualità e di femminilità. Il suo fascino è intramontabile e la sua figura continua a ispirare artisti, scrittori e registi.

Un Addio Doloroso

Il corpo di Marilyn non fu reclamato da nessuno per quasi 21 ore, fino a quando non fu riconosciuto dall’ex marito Joe DiMaggio, il leggendario giocatore di baseball dei New York Yankees che l’amò per tutta la vita. Fu Di Maggio a organizzare e pagare il funerale della diva, quando arrivò un mazzo di rose alla diva da un uomo misterioso. Nel biglietto c’era una poesia di Elizabeth Barrett Browning, quella che inizia con: “Quali sono i modi in cui ti amo? Fammeli contare”. Un mazzo di rose come quello che, per venti lunghissima anni, l’ex giocatore di baseball aveva fatto portare sulla tomba dell’attrice.

La morte di Marilyn Monroe è stata un lutto per milioni di persone. Un addio doloroso a una stella che aveva illuminato il mondo con la sua luce. Ma la sua eredità continua a vivere, ricordandoci che anche le persone più famose e ammirate possono nascondere fragilità e sofferenze.

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