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Scuole chiuse e didattica a distanza, ma solo per le ultime 3 classi. Emiliano firma l’ordinanza

by Redazione
23 Ottobre 2020 10:46
in Cronaca
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Sospese le attività didattiche “in presenza” in tutte le scuole secondarie di secondo grado, ma resteranno a casa solo gli studenti delle ultime tre classi. È solo una delle decisioni, scritte nero su bianco, nell’ordinanza numero 397 firmata dal Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano in cui sono contenute le misure urgenti per cercare di frenare il numero dei contagi che cresce e sta mettendo in difficoltà i Dipartimenti di Promozione della Salute che non riescono più a rintracciare tutti i contatti stretti dei positivi e il sistema sanitario preparato a gestire l’emergenza.

Sono i dati, riportati quotidianamente nel bollettino epidemiologico, a spingere verso questa scelta forse forte, ma necessaria. «Serve qualche provvedimento per tenere più bassi i numeri del contagio» ha dichiarato il Governatore che ha spiegato il perché siano stati coinvolti solo agli studenti del terzo, quarto e quinto superiore. «Il provvedimento è rivolto ai ragazzi più grandi, che conoscono i professori e sono tra di loro già in rapporto di amicizia – ha precisato – e sono quelli che impegnano di più il trasporto scolastico e che, contemporaneamente, vivono di più nella società. Tenere a casa 120mila pugliesi in questo momento significa anche abbassare e rallentare il numero dei contagi».

Torna la didattica a distanza

La data da segnare in rosso, anche per le famiglie, è quella di lunedì, 26 ottobre quando saranno sospese le attività didattiche “in presenza” in tutte le scuole secondarie di secondo grado, limitatamente – come detto – alle ultime tre classi del medesimo ciclo scolastico. Questo, in attesa anche di conoscere come gli istituti (ri)organizzeranno l’attività didattica in base alle misure dell’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che prevendono anche una rimodulazione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni.

Il nodo dei trasporti

Alle scuole Emiliano ha chiesto anche un “sacrificio” in più: quello di individuare quali sono le linee di trasporto che, secondo il giudizio dei ragazzi, delle famiglie e delle scuole stesse, sono sovraccariche e quindi hanno bisogno del disallineamento degli orari, in modo tale da utilizzare più volte lo stesso mezzo, o del rafforzamento della linea con nuovi mezzi e autisti. Una volta ripensato anche il sistema dei trasporti, la didattica  sarà riattivata in presenza.

«Dopo lunghe consultazioni con tutto il sistema della scuola e dei sindacati – ha dichiarato il presidente Emiliano –  abbiamo deciso di dare al Tavolo un termine sino al 13 novembre per disallineare gli orari di ingresso e uscita nelle scuole, passaggio necessario per riorganizzare il trasporto con i vettori e risolvere la questione delle linee sovraccariche».

Lavoro agile

Non ci sono solo gli studenti. Anche ai datori di lavoro pubblici e privati, con esclusione del personale sanitario e socio sanitario e del personale impegnato in attività connesse all’emergenza o in servizi pubblici essenziali, è stato chiesto di utilizzare o incrementare il lavoro agile e differenziare l’orario di servizio del personale in presenza, compatibilmente con le esigenze di servizio e con particolare attenzione ai lavoratori che utilizzano mezzi di trasporto pubblici per raggiungere la sede di lavoro, articolandolo in fasce orarie scaglionate.

Nell’ordinanza è rilevato che, sulla base di quanto accertato dal competente Dipartimento, al fine di evitare i continui picchi di utilizzo del trasporto pubblico collettivo e relativi affollamenti, sussistono condizioni oggettive per inasprire con decorrenza dal 26 ottobre 2020, le disposizioni emergenziali dirette a contenere la diffusione del virus, restando salve le ulteriori valutazioni che il competente Dipartimento della salute potrà effettuare alla luce dell’evolversi della situazione epidemiologica e all’esito dell’analisi dell’impatto delle misure attualmente vigenti per fronteggiare l’emergenza.

Tags: coronavirus
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