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Michele Emiliano, il puntualizzatore. Ma su Tap si aspettano azioni conseguenti alle parole

by Redazione
23 Agosto 2017 17:52
in Politica
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Giorni fitti di impegni, appuntamenti e …litigi quelli di Michele Emiliano. Se, infatti, in molti, anche e soprattutto alla luce dei tanti inciampi della coalizione di centrodestra (di oggi la notizia che Berlusconi avrebbe chiesto ad Adriana Poli un impegno in chiave anti fittiana, con buona pace della candidatura Schittulli), lo vedono già seduto sulla poltrona di Governatore di Puglia sul Lungomare Nazario Sauro, l’ex sindaco di Bari, memore del detto ‘non dire gatto se non ce l’hai nel sacco’ ed alla luce di qualche sondaggio che lo dà in testa sì ma non ancora a distanza di sicurezza dai competitors, non perde giorno per beccarsi con qualcuno. Meglio: non perde occasione per precisare, puntualizzare, mettere i puntini sulle ‘i’. Atteggiamenti legittimi, per carità, che però a volte sembrano tradire un nervosismo non proprio prevedibile, proprio mentre si organizza la Sagra del Programma che nel Salento si terrà l'11 di Aprile.

Oggi a tenere banco è il caso di Cosimo Mele, ex deputato centrista, al centro di alcuni episodi sulle notti romane post-lavori d’Aula che si candida come sindaco della sua città, Carovigno, con il sostegno dell’Udc e del Pd. Tuttavia, proprio alla luce di quegli episodi romani, Michele Emiliano vuole negargli il simbolo del Partito Democratico accanto al nome. Il suo post su facebook è stato chiaro e diretto. “Il PD di cui sono segretario regionale non concederà il simbolo per appoggiare la candidatura di Cosimo Mele a sindaco di Carovigno. Deve essere chiaro a tutti i dirigenti locali del Pd che non si possono chiudere accordi politici a livello cittadino senza tenere conto delle evidenti implicazioni politiche negative su tutto il PD regionale e nazionale”.

Insomma, Dio perdona ma Emiliano no. E così la situazione brindisina si va ad ingarbugliare, mettendo a repentaglio una vittoria che sembrava scontata anche lì.

Ieri, invece, a subire gli strali dell’ex magistrato è stato l’addetto alla comunicazione di Tap, Luigi Quaranta, iscritto al Partito Democratico tra l’altro, al quale sono state addirittura richieste le dimissioni per una presunta incompatibilità con la sua attività professionale.

Ora, a noi non interessa nemmeno sapere se Quaranta sia iscritto a qualche partito. Buon per lui che lo sia e che pubblicamente lo abbia dichiarato. Ciò non toglie che il professionista abbia posto una questione seria sulla quale lo stesso Michele Emiliano dovrà fare chiarezza e forse l’intero suo partito dovrà prendere posizione per evitare di apparire poco credibili quando parlano del Tubo che dovrebbe approdare nella bella San Foca. La questione è chiara: si può non solo militare ma addirittura essere candidati a presidente della Regione nello stesso partito del presidente del Consiglio e di vari ministri della Repubblica che hanno dichiarato proprio il gasdotto – passante per il Salento – strategico per l’Italia? Le posizioni contro il gasdotto vanno prese solo sui social network o devono essere assunte nelle sedi competenti provando a trovare una sede alternativa alla marina salentina, se per davvero si vuole che il gasdotto non passi per il Salento?

Come ci si può sedere allo stesso tavolo proprio con quello stesso premier quasi che la questione Tap sia soltanto un punto flebile di frizione? Se non si vuole il gasdotto, allora bisogna litigare con Renzi e bisogna dirlo a chiare lettere. Se non si vuole il gasdotto bisogna arrivare a mettere in atto tutte le azioni consequenziali che derivano da valutazioni diverse poste in essere dal Governo Italiano. Se, invece, si è dalla stessa parte dell’Esecutivo, allora non ci si può ergere a paladini delle battaglie no-tap. Questa è coerenza. Di questo si deve discutere con serietà e verità, non della tessera di partito del Signor Quaranta, del Sig. Rossi o del Signor X.
 

Tags: elezioni-regionali-2015
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