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“Non l’ho fatto apposta, pensavo fosse una pietra”. Parla l’autista del suv che ha investito il cane “Biondo”

by Redazione
11 Giugno 2019 9:07
in Cronaca
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Nessuna volontarietà di uccidere il cagnolino “Biondo”, solo una improvvisa  inversione a U, che ha investito l’animaletto e l’aver ritenuto di impattare una pietra o un ingombro presenti sull’asfalto.

A pochi giorni dalla notizia secondo cui nella notte tra il 5 e il 6 giugno scorso, un’automobilista avrebbe volontariamente travolto un cane causandone la morte, il conducente dell’autovettura racconta come sono andate le cose e lo fa affidandosi alle parole del suo avvocato Alessandro Favale.

“Con riferimento agli articoli e alle notizie diffuse nei giorni scorsi sugli organi di stampa e sui social media relative all’incidente occorso il 06 giugno 2019, comunico che oggi (ieri ndr) il mio cliente ha reso spontanee dichiarazioni ai Carabinieri di Monteroni di Lecce per chiarire la dinamica del sinistro che ha – purtroppo – causato la morte del cagnetto ‘Biondo’”, scrive il legale.

La ricostruzione dell’accaduto

“Nessuna volontarietà – prosegue l’avvocato Favale – ma purtroppo solo la repentinità di una manovra a U che, invadendo l’area prospiciente la sede stradale, ha inavvertitamente impattato il povero animaletto.

Il mio assistito che guidava la sua vettura non ha avuto affatto consapevolezza di aver urtato il cagnetto, ma ha ritenuto di aver impattato una pietra o un ingombro sul piazzale. Di ciò ha avuto consapevolezza nella giornata di venerdì quando dalla visione di alcuni fotogrammi pubblicati come post sui social media locali ha riconosciuto la sua vettura”.

Informate prontamente le autorità e le dichiarazioni rilasciate ai Carabinieri

“Prontamente sentiti i Carabinieri di Monteroni dal sottoscritto che aveva ricevuto l’incarico di informare le autorità circa l’imprudente e repentina manovra a U del mio cliente, quest’ultimo ha riferito oggi ai militari, alle 12.00 circa, la dinamica del sinistro in cui è stato coinvolto il povero cagnetto”.

Amareggiato e addolorato per quanto accaduto

“Il mio assistito ha dichiarato di essere particolarmente amareggiato per l’accaduto e addolorato per la morte del cane di quartiere della cui presenza non si era affatto avveduto, soprattutto in considerazione dell’affetto che da sempre nutre per gli animali possedendo attualmente tre cani e otto gattini ed avendo sostenuto con volontarie donazioni, anche di recente, associazioni ambientaliste ed animaliste.

Giova ricordare che la sua famiglia ha in passato concesso per anni l’utilizzo dei terreni di proprietà per l’insediamento di un canile a Monteroni per il ricovero di cani randagi a pochi metri dalla sua abitazione.

L’imprudente manovra a U – conclude l’avvocato Favale – che per la repentinità dell’esecuzione ha inavvertitamente impattato il cagnetto e la conseguente morte lo hanno particolarmente amareggiato data la delicatezza d’animo da sempre manifestata e l’attenzione nei confronti degli animali che lui e la sua famiglia hanno sempre dimostrato”.

Tags: maltrattamenti-animali
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