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‘Non fu lui a lanciare l’ordigno contro i carabinieri’, assolto anche in appello tifoso del Lecce

by Redazione
30 Luglio 2017 20:43
in Cronaca
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Una sentenza di assoluzione confermata anche in Appello, dopo la decisione maturata in primo grado, sul tifoso leccese accusato di aver lanciato una bomba carta contro una camionetta dei carabinieri. La corte presieduta da Vincenzo Scardia, ha rigettato la richiesta del Pubblico Ministero Ennio Cillo, che aveva impugnato la sentenza per tutti i capi d'imputazione, chiedendo nove anni di reclusione per Juri Palazzo, con l'accusa di associazione a delinquere e tentato omicidio.

E’ stata dichiarata anche la prescrizione relativa alla "partecipazione non autorizzata al corteo"; con questo capo di accusa, Palazzo era stato condannato in primo grado ad un anno. I fatti a lui contestati dal PM fanno riferimento, infatti, alla data del 16 marzo del 2008, giorno in cui erano in corso i festeggiamenti per il centenario dell'Unione Sportiva Lecce. L'imputato, dopo le indagini condotte dalla Digos, fu accusato di aver lanciato una bomba carta contro una camionetta dei carabinieri che provocò seri danni al mezzo, senza però che alcun militare rimanesse seriamente ferito.

Nel corso dell'udienza odierna, i difensori di Palazzo hanno confutato la tesi accusatoria del PM. Anzitutto l'avvocato Giuseppe Milli ha sostenuto come: “quella degli Ultras Lecce non sia un'associazione a delinquere e se per assurdo lo sia, il suo assistito non ne faccia parte, poiché non ci sono prove che egli partecipi a riunioni, incontri ecc. Subito dopo, l'altro suo difensore, l'avv. Renata Minafra, analizzando un video, ha dimostrato come Palazzo non si trovasse dietro la siepe da dove partì l'ordigno, e che il carabiniere il quale lo accusò, non può avere riconosciuto soltanto perché indossava un giubbotto nero e, inoltre, nelle immagini si vede il carabiniere che guarda verso una direzione differente rispetto a quella da cui viene lanciato l'ordigno.

Nell'udienza precedente, invece, il Sostituto Procuratore Cillo aveva mostrato a sostegno della propria tesi accusatoria, alcune immagini tratte dalla documentazione fotografica della Questura e alcuni fotogrammi ingranditi di un dvd, già prodotto dalla difesa nel primo grado del processo, sostenendo come, invece, la testimonianza del carabiniere fosse da ritenere attendibile. Palazzo era stato processato con rito abbreviato ed assolto dal Gup Annalisa De Benedictis, nell'ambito del processo di primo grado, facente capo ad uno più ampio, a carico di una trentina di presunti ultras giallorossi.

Sempre i giudici d’Appello hanno ridotto da un anno ad otto mesi la condanna nei confronti di Nicola Luciano Rizzo, 34enne di Carpignano Salentino, accusato di violenza privata e lesioni contro un tifoso dell’Inter costretto a non assistere alla gara. L’imputato era assistito dall’avvocato Francesco Maria De Giorgi. 

Tags: sentenze
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