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“Il coinquilino era un po’ matto”: Eleonora aveva parlato di Antonio De Marco con un’amica

by Redazione
12 Ottobre 2020 14:03
in Cronaca
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Emergono nuovi dettagli sul duplice omicidio di Daniele De Santis ed Eleonora Manta, uccisi con oltre 70 coltellate il 21 settembre da Antonio De Marco, lo studente di scienze infermieristiche che ha confessato il delitto.

Nelle carte dell’inchiesta vengono riportati alcuni stralci relativi all’ascolto dei conoscenti della coppia. Un’amica di Eleonora, ascoltata a sommarie informazioni dagli inquirenti, ha raccontato che, nel mese di giugno, quest’ultima si era detta felice di potere iniziare la convivenza con Daniele in via Montello. L’appartamento sarebbe stato liberato a luglio dall’ultima persona rimasta (Antonio De Marco, n.d.r.). E riferendosi a lui, la ragazza aveva affermato che “il coinquilino era un po’ matto”, ma senza specificare altro.

Ed un’altra amica di Eleonora ha riferito agli inquirenti del disagio vissuto dalla ragazza per la presenza di altri inquilini nell’appartamento. Ha aggiunto anche che Daniele stava aspettando che l’ultimo terminasse il percorso di studi, per non affittare più l’appartamento.

Nelle carte dell’inchiesta, inoltre, viene fatto riferimento all’estrapolazione, da parte dei Ros di Roma, dei dati informatici sul cellulare di Daniele De Santis. L’arbitro aveva memorizzato De Marco come “Ragazzoinfermiere” e vi era una sua foto. L’immagine sarebbe poi scomparsa dal profilo del 21enne di Casarano, presumibilmente per non essere identificato dopo il duplice omicidio. Sono stati rinvenuti, inoltre, 55 messaggi, intercorsi tra i due tra ottobre del 2019 fino ad agosto del 2020. Come quello del 6 luglio, in cui De Marco chiede a De Santis se fosse ancora disponibile la stanza nella quale aveva alloggiato fino ad allora. E Daniele informa Eleonora lo stesso giorno. A tal proposito, la ragazza risponde: “torna tutto come prima” con la faccina che ride.

Sulla scorta di questi elementi investigativi, gli inquirenti cercheranno di ricostruire i rapporti intercorsi tra la coppia ed Antonio De Marco. Si era creata una situazione di disagio, durante la permanenza del 21enne, in quella casa? Vi era stato nel comportamento di De Marco, qualcosa che aveva preoccupato Eleonora, portandola ad esternare questa condizione alle amiche? E cosa aveva portato De Marco a comportarsi in maniera strana, tanto da essere definito “un po’ matto”.

Una risposta ai troppi perché di questa vicenda, potrebbe venire dagli sforzi dello studente 21enne, nel colmare quei ‘non ricordo’ relativi soprattuto alla fase preparatoria del duplice omicidio.

Nella giornata di sabato, il 21enne ha avuto un nuovo colloquio in carcere con i propri avvocati, i legali Andrea Starace e Giovanni Bellisario. Il ragazzo, rispetto al primo incontro sostenuto con i difensori, è riuscito a far affiorare dei ricordi più nitidi, in particolare, su quanto accaduto nei momenti precedenti all’assassinio di Eleonora e Daniele. Anche se sul movente il quadro appare ancora confuso.

De Marco ha incontrato per la prima volta i genitori, seppur separatamente, nel rispetto delle norme anti-covid. Nel corso del colloquio ha avuto la possibilità di confidarsi con il padre e la madre, nello sforzo di ricordare altri particolari e di far chiarezza sulle cause che lo hanno spinto ad uccidere la coppia. Antonio De Marco ha incontrato anche la sorella maggiore in carcere. È accaduto nella giornata di sabato. Nel corso di un colloquio durato circa un’ora, ha chiesto al fratello, anche a nome del papà e della mamma, di raccontare tutta la verità su quanto accaduto.

Dopo l’interrogatorio in carcere delle scorse ore, davanti al gip Michele Toriello, l’omicida reo confesso della coppia, non ha chiarito il movente del gesto. Si è limitato a dire: “Ero più arrabbiato del solito….. E ha aggiunto: “Non so neanche io che cosa mi ha spinto a fare quello che ho fatto”.

I legali di De Marco, forse nel corso della prossima settimana, dovrebbero chiedere una perizia psichiatrica.

Antonio De Marco risponde, come riportato nel decreto di fermo a firma della Procura, dei reati di duplice omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dall’aver agito con crudeltà e porto abusivo d’arma bianca.

Tags: omicidio-lecce
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