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Omicidio Fasano: la Cassazione conferma il carcere per Manni e Rizzo. Anche gli altri indagati resteranno dietro le sbarre

by Angelo Centonze
24 Gennaio 2019 10:27
in Cronaca
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Confermato il carcere per otto indagati nell’inchiesta sull’agguato mortale a Francesco Fasano e sul fiorente traffico di droga nelle “piazze” di Melissano e paesi limitrofi.

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della difesa per Daniele Manni, 39enne di Casarano e Angelo Rizzo, 23enne, di Melissano. Entrambi rispondono di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai motivi abietti e futili. Anche Maicol Andrea Manni, 27enne; Luca Piscopiello, 37 anni; Luca Rimo, 36 anni (tutti di Melissano) ; Pietro Bevilacqua, 32 anni, Luciano Manni, 66 anni e Biagio Manni, 50enne, tutti di Melissano, rimarranno dietro le sbarre. Tutti e otto sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.

I difensori avevano impugnato l’ordinanza del Tribunale del Riesame che a sua volta aveva ribadito quanto sostenuto nel provvedimento di convalida del fermo emesso dal gip Carlo Cazzella.

Gli avvocati Francesco Fasano, Mario Ciardo, Francesca Conte, Ladislao Massari,  Mario Coppola hanno sottolineato, la nullità dell’ordinanza del Riesame, a firma del giudice estensore Stefano Sernia, soprattutto per mancanza dei gravi indizi di colpevolezza.

I legali di Daniele Manni e Angelo Rizzo hanno sostenuto la tesi che Fasano fosse stato ucciso da un’altra persona con cui aveva un appuntamento per la consegna di una partita di droga. A riprova di ciò, il sedile del lato guida risulterebbe sollevato, poiché l’acquirente per evitare di pagare, avrebbe prelevato il pacco sotto il sedile per poi uccidere Fasano. Il dr. Sernia riteneva però che, sulla base dei rilievi tecnici sull’auto, il sedile fosse sollevato perché malfunzionante.

L’ordinanza del Riesame

Il Riesame si sofferma soprattutto sull’omicidio Fasano, ammazzato il 24 luglio scorso con un solo colpo di pistola alla tempia.

Le indagini (non ancora concluse) sull’omicidio del 22enne, hanno permesso di individuare uno scontro in atto tra due fazioni createsi all’interno di una originaria associazione dedita al traffico di stupefacenti che operava nelle “piazze” di Melissano e paesi limitrofi.

Il giudice relatore, inoltre, non esclude un’ulteriore ipotesi investigativa. “Non è irragionevole ritenere che sia stato ucciso per essersi rifiutato di rivelare a Daniele Manni, che lo aveva incontrato, dove si erano nascosti Pietro Bevilacqua e Biagio Manni”. Infatti, non risulterebbe da parte di Fasano “alcun comportamento aggressivo e prevaricatore nei confronti del clan”.

Riguardo Daniele Manni e Angelo Rizzo il Riesame ritiene che erano consapevoli che il precedente tentato omicidio di Francesco Fasano e Pietro Bevilacqua (tra il 18 ed il 19 luglio e del quale risponde solo Daniele Manni, n.d.r.) avrebbe innescato una reazione a catena ed intendevano prevenirla, andando a caccia dei loro avversari che li avevano a loro volta minacciati.

L’omicidio Cesari

L’omicidio di Manuel Cesari, 37enne, avvenuto il 21 marzo scorso, andrebbe inquadrato in un contesto temporale e territoriale più ampio. Il Riesame ricostruisce l’agguato mortale, inserendolo in tale ambito. Cesari, infatti, è da ritenere “erede” di Augustino Potenza, dopo il vuoto territoriale creatosi con l’agguato mortale ai suoi danni e il tentato omicidio di Luigi Spennato.

Le indagini sono state coordinate dal procuratore aggiunto Guglielmo Cataldi e dai sostituti procuratori Stefania Mininni e Maria Vallefuoco e condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo di Lecce, del Nucleo operativo e radiomobile di Casarano e della stazione di Melissano.

Tra gli arrestati, per associazione finalizzata al traffico di droga, vi sono anche Antonio Librando, 42 anni e e Gianni Vantaggiato, 48enne, residente a Tonco (in provincia di Asti). Sono assistiti dagli avvocati: Silvio Caroli, Stefano Pati.

Tags: omicidio-fasano
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