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Uccisero il giovane Francesco Fasano sparandogli in testa. I due presunti killer condannati all’ergastolo

by Redazione
27 Novembre 2020 11:27
in Cronaca
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colpi-pistola-atto-intimidatorio

Si conclude con due ergastoli il processo sull’omicidio di Francesco Fasano, il 22enne di Melissano ammazzato il 24 luglio del 2018, con un solo colpo di pistola alla tempia. La Corte d’Assise (Presidente Pietro Baffa, a latere Pietro Errede e giudici popolari) ha ritenuto Daniele Manni, 39enne di Casarano e Angelo Rizzo, 23enne di Melissano, colpevoli di omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione e dai motivi abietti e futili. È stata così accolta la richiesta dei sostituti procuratori Stefania Mininni e Maria Vallefuoco.

Daniele Manni, inoltre, rispondeva del tentato omicidio di Francesco Fasano e Pietro Bevilacqua (tra il 18 ed il 19 luglio) che avrebbe innescato una reazione a catena, ma è stato assolto. Non solo, era accusato anche di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Come Angelo Rizzo e i concittadini Luciano Manni, 66 anni e Antonio Librando, 42 anni, condannati rispettivamente a 24 anni e 14 anni.

I giudici hanno inoltre disposto il risarcimento del danno in separata sede ed una provvisionale di 50 mila euro in favore di madre, padre e sorella di Francesco Fasano, che si erano costituiti parte civile, attraverso gli avvocati Luigi Corvaglia e Claudio Miggiano.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Francesca Conte, Mario Ciardo, Francesco Fasano, Stefano Pati, Ezio Garzia, che una volta depositate le motivazioni della sentenza, faranno ricorso in Appello.

In una precedente udienza, l’ex comandante del Ris di Parma, Luciano Garofano, è stato ascoltato come teste della difesa in qualità di consulente ed ha sostenuto che tracce di polvere da sparo rinvenute nelle due vetture e sulle mani dell’imputato Daniele Manni potrebbero risultare accidentalmente contaminate.

Intanto si è concluso il processo con rito abbreviato, dinanzi al gup Cinzia Vergine. Il giudice ha assolto: Maicol Manni, 27enne; Luca Piscopiello, 37 anni; Luca Rimo, 36 anni; Pietro Bevilacqua, 32 anni; Biagio Manni, 50enne, tutti di Melissano e Gianni Vantaggiato, 48enne, residente a Tonco (in provincia di Asti). I sei rispondevano sempre di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e per loro la Procura aveva invocato pesanti condanne.

Le indagini sull’omicidio del 22enne di Melissano, coordinate dal procuratore aggiunto Guglielmo Cataldi e dai sostituti procuratori Stefania Mininni e Maria Vallefuoco, hanno permesso di individuare uno scontro in atto tra due fazioni createsi all’interno di una originaria associazione dedita al traffico di stupefacenti che operava nelle “piazze” di Melissano e paesi limitrofi.

E proprio nei giorni scorsi è stato messo a segno il blitz “La svolta 2.0“, condotta dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del comando provinciale in collaborazione con la Compagnia di Casarano, iniziata nel marzo 2018, e che rappresenta l’epilogo dell’attività investigativa che, il 26 luglio 2018, portò i militari a eseguire dieci fermi, a seguito dell’omicidio Francesco Luigi Fasano, avvenuto nelle campagne di Melissano. Dopo i ricorsi dinanzi al Tribunale del Riesame, praticamente tutti gli indagati sono stati scarcerati.

Tags: omicidio
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