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Operazione ‘Cinemastore’, la Cassazione conferma le condanne per oltre un secolo di carcere

by Angelo Centonze
23 Agosto 2017 13:33
in Cronaca
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Arriva dai giudici della Cassazione, la conferma della sentenza di condanna, inflitta nel processo d’appello scaturito dall’operazione “Cinemastore”, per quasi tutti gli imputati. Gli "ermellini" nelle scorse ore, hanno ritenuto inammissibili o rigettato la maggior parte dei ricorsi presentati dai difensori. Per Giuseppe Nisi, è stato disposto l'annullamento con rinvio per una questione inerente la recidiva, così come per Cosimo Perrone. Entrambi gli imputati sono assistiti dall'avvocato Ladislao Massari, Invece, per Stefano Ciurlia, (condannato in Appello a 9 anni e 8 mesi), la Cassazione ha riformato la sentenza, con una "correzione" della pena per un errore di calcolo, a 9 anni e 4 mesi. Riguardo Teodoro De Nuccio, il Pg ha chiesto l'annullamento con rinvio sulla questione "della lieve entità " del reato di spaccio di stupefacenti. Entrambi gli imputati sono difesi dall'avvocato David Alemanno. Il Pg nel corso della discussione in aula, ha chiesto l'inammissibilità di tutti i ricorsi, eccetto che per le posizioni di Ciurlia e De Nuccio.
 
Nel secondo grado di giudizio, invece, vi erano state diverse riduzioni di pena ed assoluzioni, rispetto al processo in abbreviato, innanzi al gup Carlo Cazzella. I giudici della Corte di Appello ridussero, tra le altre,  le condanne a: 12 anni e 5 mesi la pena per Giuseppe Nisi, 63 anni di Lecce;  9 anni e 4 mesi per Stefano Ciurlia, 45enne di Carmiano;  a 5 anni e 4 mesi per Giuseppe Antonio Bleve, di Ugento; 5 anni e 8 mesi per Sergio Caroppo, 49enne di Lecce; Michele Amato di Taurisano a 2 anni e 10 mesi; Domenico D'Agnano, 47enne di San Pietro Vernotico a 5 anni e 4 mesi; Gianluca De Blasi di Novoli, 8 mesi di reclusione;  5 anni e 2 mesi per Danilo De Tommasi, 26enne di Lecce; 4 anni e 10 per Stefano Elia, 40enne di Torchiarolo; 4 anni e 9 mesi per Mauro Personè, 34enne di Lecce; ; 5 anni e 11 mesi per Raffaele Renna, 36enne di San Pietro Vernotico; 4 anni e 8 mesi per Omar Sanapo di Lecce; 9 anni per Gianni Solombrino, 53enne di Lecce; 1 anno e 4 mesi per Simona Sallustio; Daniele Antonio Urso di Taurisano ed Emanuele Spalluto , di Novoli 8 mesi. Vennero invece assolti Steven Miverva di Gallipoli, difeso da Angelo Ninni, a fronte di una condanna a 4 anni e 4 mesi, in primo grado; Marcello Solazzo, Sandro Poso. Confermate le pene per, tra gli altri: Maurizio Briganti, 2 anni; 5 anni per Marco Calò e Sebastiano De Angelis; Emanuele Milinanni, condannato a 9 anni e 7 mesi; Gianni Dolce, 36enne di Surbo, 8 anni; Sandro Fuso,39 anni di Lecce, 6 anni e due mesi; 5 anni e 10 mesi per Alessandro Manni; Carmela Merlo, 4 anni e 5 mesi; 7 anni a Fernando Elia, 40 anni di Lecce.
 
L'inchiesta condotta dal procuratore capo Cataldo Motta e dal sostituto Guglielmo Cataldi ha documentato il processo di espansione dei clan della Scu, operante a Lecce e in alcune zone del brindisino e legati alla figura di Pasquale Briganti e dei fratelli Roberto e Giuseppe Nisi. L’operazione "Cinemastore" è giunta a conclusione dopo tre anni d’indagini. Vennero eseguite ben 41 ordinanze di custodie cautelare in carcere, a firma del gip Alcide Maritati. Le accusa, a vario titolo, erano di: associazione per delinquere di stampo mafioso, finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, gioco d’azzardo, tentata rapina, tentata estorsione, riciclaggio e detenzione di arma comune da sparo. Tra le attività illecite della Scu venute alla luce, la riscossione del “punto”, (la tangente sul commercio della droga) operato da soggetti non inseriti nell’organizzazione, ma di fatto assoggettati al pagamento della tassa nei confronti di chi aveva il controllo del territorio.
 
L’attività investigativa (62 le persone indagate complessivamente) è iniziata dopo l’omicidio di Antonio Giannone avvenuto la sera del 6 aprile del 2009 e il successivo attentato compiuto ai danni della videoteca Cinemastore pochi giorni dopo. Infatti, il 19 aprile, venne piazzata una bomba contro l'esercizio commerciale di via Mincio, nell'ambito di una ritorsione ai danni dell'ex sicario della Scu e collaboratore di giustizia Giampaolo Monaco.  Fondamentali, al fine del buon esito delle indagini, le intercettazioni telefoniche e ambientali, anche di alcuni colloqui avvenuti all’interno del carcere e le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. Un ruolo importante lo avevano anche le donne, capaci di fungere da referenti esterni durante la reclusione dei mariti, come nel caso di Carmela Merlo (moglie di Roberto Nisi) e di Simona Sallustio.
 
Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Vincenzo Magi, Donata Perrone, Giancarlo Dei Lazzaretti, Antonio Savoia, Giovanni e Gabriele Valentini, Mario Ciardo, Tobia Caputo, Luigi e Roberto Rella, Ladislao Massari, Francesco Maggiore, Paolo Cantelmo, Federico Mazzarella, Vincenzo Del Prete, Silvio Caroli, Giuseppe De Luca, 

Tags: corte-di-cassazione
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