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Tribunale del Riesame su operazione “Fuori Gioco”. Cade l’accusa di aver agevolato l’associazione mafiosa per imprenditore

by Redazione
26 Novembre 2024 10:07
in Cronaca
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In sede di Riesame, è caduta l’accusa di aver agevolato l’associazione mafiosa, per l’imprenditore Damiano Miglietta, coinvolto nell’operazione “Fuori Gioco”, e rimesso in libertà già l’11 ottobre. Le motivazioni della decisione sono state depositate dal Tribunale della Libertà di Lecce, nelle scorse ore.

Il 40enne, originario di Galatina e residente a Trepuzzi, era stato arrestato il 27 settembre, durante un blitz condotto dalla Guardia di Finanza e coordinato dalla Dda, nell’ambito di un’indagine che ha portato alla luce le presunte attività illegali del clan Soleti, anche nel settore delle scommesse illegali.

Secondo l’ipotesi dell’accusa, pur non essendo membro attivo del clan Soleti, affiliato alla Sacra Corona Unita, l’imprenditore avrebbe offerto le proprie competenze professionali e aziendali al servizio del gruppo, in particolare per affari legati alle scommesse illecite. Tuttavia, durante l’interrogatorio di garanzia, Miglietta, assistito dagli avvocati Antonio Savoia e Fabrizio Tommasi, aveva respinto le accuse, presentando la sua versione dei fatti.

I giudici del Riesame hanno deciso di annullare l’ordinanza di custodia cautelare, poiché: “Non vi sarebbero elementi da cui desumere l’impegno, la promessa, l’adoperarsi del Miglietta per il clan Soleti. Le indagini non restituirebbero la figura del Miglietta quale soggetto in grado di fornire un concreto, specifico, consapevole e volontario contributo, che esplichi un’effettiva rilevanza causale per la conservazione o il rafforzamento delle capacità operative dell’associazione e sia diretto alla realizzazione, anche parziale, del programma criminoso della medesima”.

Inoltre – sottolineano i giudici – dalle indagini “non emerge che Miglietta sapesse che dietro alla figura di Diviggiano vi fosse Soleti, né, tantomeno, che Diviggiano fosse emanazione del clan al medesimo riconducibile. In tal senso, deve ricordarsi che Diviggiano è un soggetto incensurato e che il clan Soleti, cui è accusato di appartenere, opera sul territorio di San Donaci, in provincia di Brindisi, mentre la società di Miglietta operava prevalentemente nella provincia di Lecce”.

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