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Operazione “Serpe” su rapine ed estorsioni ai parcheggiatori: otto patteggiamenti per oltre 20 anni di reclusione

by Angelo Centonze
7 Novembre 2017 15:06
in Cronaca
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operazione-serpe

Arrivano otto condanne al termine dell’udienza preliminare relativa all’Operazione «Serpe» su una serie di estorsioni ai danni dei parcheggiatori abusivi e rapine a mano armata.

Il gup Stefano Sernia ha accolto l’istanza di patteggiamento per Massimo Signore, 51enne di Lecce, detto “Zio Massimo” a 3 anni e 10 mesi; Pierpaolo Zilli, 24enne di San Cesario, a 3 anni e 2 mesi; Sabrina Malinconico, 26enne di Lecce, a 3 anni e 6 mesi; Francesco Nestola, 36enne di Copertino, meglio conosciuto come “Mpuddria”, a 3 anni; Giuliano Zilli, 21enne di San Cesario a 2 anni e 11 mesi; Pamela De Matteis, 26enne di Melendugno a 2 anni e 4 mesi. Invece, Ilene Bevilacqua 23enne di Lecce ed Emanuele Bucisca, 33enne di Calimera hanno patteggiato ad 1 anno e 10 mesi. Infine hanno chiesto ed ottenuto il processo con il rito abbreviato: Gianmarco Calcagnile, detto Musetto 31enne di Porto Cesareo; Fabrizio Basso, 30enne di Copertiino e Giovanni Savina, 21 anni di Copertino.

Le indagini

Le indagini sono state coordinate dal pm Roberta Licci e condotte dai Carabinieri della compagnia di Gallipoli, guidati da Francesco Battaglia che insieme ai colleghi della tenenza di Copertino, capitanati da Salvatore Giannuzzi hanno fatto luce su due gruppi criminali, legati tra loro da sottile un filo rosso. Il blitz nel novembre del 2016 portò all’arresto dei ‘capi’ di due gruppi (inizialmente veniva contestato il reato di associazione a delinquere, “caduto” già a seguito dell’ordinanza del gip) .

Erano le donne a fare da trait d’union tra le due associazioni, ‘comparendo’ in entrambi i gruppi. Il ruolo di Pamela De Matteis e Sabrina Malinconico non era certo un ruolo marginale, anzi.

L’indagine è iniziata il 5 gennaio 2015 quando, in meno di un’ora, una banda era riuscita a mettere a segno due colpi: uno all’interno del supermercato “Meta” di Copertino, l’altro al “Sisa” di Monteroni. Qualcosa era andato storto e uno dei componenti, oggi indagato, era stato arrestato in flagranza di reato. Ricostruendo l’accaduto, gli investigatori hanno fatto caso ad un particolare che si è rilevato determinante per chiudere il cerchio. La Fiat Stilo di colore grigio utilizzata nelle rapine era la stessa ‘notata’ in almeno altri due episodi: il primo del 27 novembre del 2014 in una ricevitoria del lotto a Porto Cesareo, il secondo del 21 dicembre dello stesso anno in un centro scommesse di Salice Salentino. I filmati delle telecamere di videosorveglianza, il modus operandi del gruppo che era solito ‘accompagnarsi’ sempre con armi e fucili a canne mozze, le intercettazioni ambientali in una delle auto degli indagati e i tabulati telefonici hanno permesso di svelare tutto il resto.

Il 18 aprile 2015 tre degli indagati sono stati fermati prima che dessero vita ad un nuovo disegno criminale. Avevano effettuato un sopralluogo all’interno di un ufficio Postale e probabilmente lo avrebbero ripulito se non fossero stati pizzicati a bordo di un’auto con una pistola clandestina e per questo arrestati.

Ma non è tutto dato che, mentre stavano facendo luce sulle rapine che avevano allarmato il Salento, i militari hanno scoperto il secondo giro d’affari facente capo a Signore: quello dedito alla commissione di un numero indeterminato di estorsioni, finalizzate alla gestione dei parcheggi liberi tra cui quelli dell’Ospedale “Vito Fazzi” e Piazza Libertini di Lecce, dell’Ipercoop e della Fiat Autostat di Surbo. Almeno cinque le ‘vittime’ accertate, ma potrebbero essere molto di più. Una, temendo per la sua incolumità, ha deciso di vuotare il sacco confermando i sospetti: i parcheggiatori abusivi a suon di minacce ed intimidazioni erano costretti a versare non meno di 100 euro a settimana, per accaparrarsi la gestione e controllo di un sempre maggiore numero di aree parcheggio.

L’operazione prende il nome dal “Vicolo Serpe” di Copertino, dove gli associati erano soliti incontrarsi per le direttive delittuose, sito nel centro storico tra un dedalo di viuzze e abitazioni in parte in stato di degrado ed abbandono.

Gli imputati sono assistiti, tra gli altri, dagli avvocati Daniele Scala, Giancarlo Dei Lazzaretti, Luigi Rella e Francesca Conte.

Tags: estorsionipatteggiamento-pena
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