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Padalino va nel pallone e il centrocampo viene surclassato. Le pagelle della disfatta del Lecce a Foggia

by Giulio Serafino
23 Agosto 2017 12:08
in Calcio
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Doveva essere la partita della maturità, è stata quella della disfatta sotto ogni punto di vista. Il Lecce esce sconfitto e con le ossa rotte dal big match contro il Foggia che poteva significare tanto per il rush finale di stagione. Il 3-0 finale invece non concede appelli: la truppa di Padalino sbaglia l’approccio e l’impostazione della partita, lasciando perennemente ampi spazi al micidiale undici di Stroppa. “Vogliamo vincere a Foggia” passa dall’essere tormentone della settimana a coro di sfotto dei tifosi di casa che, così, volano a +4 in classifica mettendo nel mirino la promozione diretta in Serie B (leggi la cronaca del match).

Peruccchini, 5: che sarà una giornata impegnativa lo capisce fin da subito quando è costretto a volare al secondo minuto su una punizione insidiosa dei padroni di casa. Al 26esimo ci arriva con una parata centrale, ma non semplice, sulla punizione di Vacca. Poi il blackout giallorosso: si fa saltare da Mazzeo lanciato a rete al 29’, e dopo un paio di minuti si fa sorprendere dal tiro di Coletti da ben 40 metri:

Ciancio, 5+ : croce e delizia su Di Piazza. Inizialmente sembra che sia riuscito a prendere le dovute misure, lanciandosi anche in un paio di azioni offensive interessanti. Poi però inizia a soffrire dietro e a tratti è un birillo facile da saltare. Ammonito al 53esimo per proteste.

Cosenza, 5.5: nel riscaldamento viene stuzzicato da qualche giocatore di casa e lui di certo non si tiene la risposta per sè. Indossa la fascia del capitano e prova a trasmettere la carica ai suoi: il risultato è un eccessivo nervosismo che non sempre paga in campo. Di testa è insuperabile come al solito, ma sulle verticalizzazioni basse va in sofferenza.

Giosa, 5- : al pari del suo compagno di reparto va sotto i passaggi bassi e veloci dei foggiani che, quando vogliono, entrano da dove più garba loro. È lui a prendersi in consegna Mazzeo che, puntualmente, si perde al 29’ e ne nasce il gol del vantaggio rossonero. Non sempre veloce e puntuale.

Agostinone, 5+ : una partita sentimentalmente difficile per lui, foggiano ed ex di turno rimasto nei cuori dei suoi vecchi tifosi. Chiricò non è di certo un cliente facile che lui cerca di tamponare come può. Ci mette tanta corsa, ma dietro non va mai in anticipo.

Fiordillino, 5: ancora una maglia da titolare per il giovane siciliano. Un paio di recuperi interessanti nei primi dieci minuti fanno sembrare che possa giocarsela ad armi pari con il centrocampo di casa. Alla distanza, però, le qualità in mediana vengono fuori e il Lecce lascia le chiavi del gioco ai padroni di casa. Lui non sempre riesce bene a fare da schermo davanti alla difesa, tutt’altro.

dal 68’ Marconi, 5.5: pochi palloni toccati perché il Foggia domina in lungo e in largo. Cerca di dare ampiezza a una manovra ormai compromessa da un risultato pesante che rende solo agonizzante il resto del match.

Tsonev, 5+: ancora al posto di Mancosu, il bulgaro sfiora soltanto la sufficienza per la verve agonistica che ci mette. Solo questo però, perché per il resto ci sono solo tempi sbagliati dettati alla squadra. Il centrocampo rossonero oggi non ha avuto rivali. Lascia il campo a venti minuti dal termine.

dal 68’ Arrigoni, 5: non fa in tempo a toccare un pallone che viene messo KO da uno scontro di gioco. Resta per alcuni minuti dolorante a bordo campo: stringe i denti e arriva al 90esimo come può.

Costa Ferreira, 5.5 : che sia l’uomo con più qualità nel centrocampo giallorosso non è di certo una novità, ma oggi la sua gara è tutta in una serie di appoggi fuori misura. Sfortunato anche nei rimpalli: non ne vince uno.

Pacilli, 5.5: è suo il primo spunto della gara che arriva al 6’ quando, servito da Caturano per vie centrali, si fa respingere in angolo una conclusione bassa. Poi il nulla: arrivano poche palle giocabile dalle sue parti, lui ci prova con un paio di inserimenti, ma nel corso dell’intervallo resta negli spogliatoi.

dal 45’ Lepore, 5.5: entra ad inizio secondo tempo e ci prova subito con un destro che si spegne sull’esterno della rete foggiana. Non molla fino al 90’ cercando di tirare il massimo fino alla fine dai suoi compagni. Solo la voglia, però, non basta. Rimedia anche un cartellino giallo.

Doumbia, 5.5: gli esterni sono in una giornata-no, come tutto il resto della squadra. Riceve pochi, pochissimi, palloni utili soprattutto nel primo tempo. Nella seconda frazione prova a mettere pepe nella manovra, ma la retroguardia di Stroppa è brava a chiudersi e a mettere lui la museruola.

Caturano, 5: mette i brividi al gremito ‘Zaccheria’ al 7’ con un tiro nato da uno schema su calcio d’angolo che però è troppo debole per impensierire Guarna. Questa l’unica azione degna di nota per il capocannoniere del torneo che, per il resto, non viene messo nelle condizioni di fare del male a Guarna. Nell’ultima parte di gara Padalino prova ad affiancarli Marconi, senza sortire effetto.

Padalino, 4: conferma in toto la formazione che appena una settimana fa ha battuto il Catania, ma la trama appare chiara fin da subito. Il Lecce cerca di chiudersi bene e di ripartire: la tattica regge mezzora, poi la qualità del Foggia prende il sopravvento ed è buio pesto. Due gol incassati in rapida successione mandano in tilt i giallorossi che, nel tentativo di riaprire le sorti del match, offrono solo grandi spazi ai Satanelli. Nel secondo tempo il registro non cambia: mette la seconda punta di peso a risultato ormai compromesso finendo la gara con le mani conserte, ad ammirare la disfatta.

Tags: lecce-calcio
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