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Pietrangelo Buttafuoco a Novoli con il suo ‘Il Diavolo di Sant’Antonio’

by Redazione
1 Agosto 2017 17:55
in Cultura & Spettacoli
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C'est un vrai cauchemar, ces visions, ces tentations étourdissantes passant et repassantsans cesse devant le saint qui donna tant de fil à retordre au démon.
 
Così Gustave Flaubert scrive ne “Le tentazioni di Sant’Antonio”, un testo teatrale complesso e immaginifico che l’autore francese scrisse all’indomani di una visita a Palazzo Balbi a Genova dove ammirò il capolavoro di Brueghel dedicato al Santo eremita. E Paul Valéry spiegò la sua ammirazione dichiarando: "Di che si tratta? Nientemeno che figurarsi ciò che si potrebbe definire la fisiologia della tentazione… Il Diavolo! è la natura stessa, e la tentazione è la condizione più evidente, più costante, più inattuabile di tutta la vita. Vivere è ad ogni istante mancare di qualche cosa…” Diablo, separare dall’armonia, tentare ed il suo contrario nella condizione eremitica in Tebaide.

"Sant'Antonio, sant'Antonio lu nemico de lu dimonio…", recita la filastrocca di un vecchio canto popolare dedicato a Sant'Antonio Abate. E’ ancestrale, profonda, inespugnabile la duplice attrazione e repulsione per la tentazione, così come per il fuoco distruttore e riparatore, lavacro e annientatore. In questa antinomia che è nata con l’uomo e con il suo bisogno di affondare e resuscitare dal e nel maligno, si snoda il pendolarismo dualistico dell’uomo.

Esorcismi, corni, cornetti, diavoli, fuochi, acque purificanti, altari, incensi, bande e cembali hanno da sempre scandito il ritmo tra la parola e il suono vorticoso in un turbinio di tradizioni popolari, credenze, esorcismi e preghiere. A questo mondo brulicante, scoppiettante di fascine appiccate, è dedicato lo spettacolo teatrale  "Il Diavolo di Sant'Antonio" di e con Pietrangelo Buttafuoco, con musiche originali di Mario Incudine. In Salento si intonava la litania “Sant’Antonio a lu desertu si mangiava li spaghetti, Satanasso ppe dispietto ci futtìu la forchetta, sant’Antonio nun si lagna e ccu li manu si li magna. Sant’Antoniu, Sant’Antoniu, lu nemicu di lu demoniu”, e il santo eremita che trovava una soluzione a qualsiasi tentazione d’o diavulu, era un titanico Prometeo che non si arrendeva, anzi arrivò a provocare lui stesso il demonio. E così quel “povero diavolo” ispira la scrittura teatrale di Pierangelo Buttafuoco in un ritmo serrato, un dialogo tra il diavolo “zuppiddu” e il burbero eremita. La “singolar tenzone” è condotta sul doppio binario sincopato della tentazione e del miracolo, in un botta e risposta senza tregua, al ritmo della musica velenosa per eccellenza: la taranta. Antidoto e veneficium, ritmo e stasi. Ossimori ancipiti tra il bene (?) e il male(?).

Lo spettacolo è giovedì 12 gennaio al teatro di Novoli.
 
Maria Agostinacchio

Tags: spettacoli
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