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Pipì sulla basilica di Santa Croce. Maleducazione o normalità?

by Redazione
24 Agosto 2017 14:16
in Cronaca
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Unanime è la solidarietà, dal primo cittadino, Paolo Perrone al Presidente della Provincia, Antonio Gabellone passando per Simona Manca che ha proposto un riconoscimento ai due leccesi aggrediti.

Maleducazione dilagante o solo un gesto goliardico di ragazzi probabilmente troppo giovani per capire la gravità del proprio comportamento? Forse entrambe. Senza voler additare responsabilità particolari che toccherebbero ambiti troppo vasti per essere affrontati sinteticamente, sembra ormai assodato che nella vita di tutti i giorni non manchino episodi in cui uomini, donne e ragazzi mettano in scena “il peggio” di se stessi. Oggi, tutto sembra permesso, quasi lecito persino sbottonarsi i pantaloni e fare pipì su un monumento storico, noncuranti della presenta di altre persone a cui potrebbe, legittimamente, dar fastidio. E invece è accaduto sabato notte, nel cuore della città barocca, quando un gruppetto di ragazzi brindisini ha ben pensato di liberarsi dell’impellenza di fare pipì su un muro della Basilica di Santa Croce. Forse il fatto, deprecabile di per sé, sarebbe morto lì se non fosse che due leccesi di passaggio hanno  sentito il dovere di rimproverarli. Un richiamo che non è andato giù ai tre che hanno reagito malmenandoli. Per giunta! Ed è qui che un comportamento, non isolato purtroppo, diventa un caso su cui discutere, riflettere. Perché se maleducazione significa perdita di valori portanti allora il non rispetto degli altri significa inciviltà e la cafonaggine da fastidio a tutti.

Unanime infatti è lo sdegno. Dal mondo politico alla gente comune. Il primo cittadino, Paolo Perrone ha così commentato l’accaduto: «si è trattato di un atteggiamento vile e inaudito che non trova alcuna giustificazione e che merita, al contrario, di essere stigmatizzato e censurato con forza: non si può trasformare la nostra splendida città in un orinatoio  a cielo aperto. Per questa ragione – ha aggiunto il Sindaco – esprimo la mia personale solidarietà e quella di tutti i leccesi a Gabriele e Diego per la brutta disavventura in cui sono incappati. Il mio augurio è che possano riprendersi al più presto. Ma il loro gesto non deve restare isolato. Invito, dunque, i miei concittadini a denunciare i balordi e gli incivili che si rendono autori di atteggiamenti sconsiderati».

Stesso tono anche nella nota del Presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone «Il gesto, che in sé denota già un bassissimo o nullo livello culturale e di buona convivenza civile (e che del resto è perseguito dalla legge), rappresenta un vero oltraggio e uno schiaffo al significato, al valore, a ciò che rappresenta per tutti noi la Basilica di Santa Croce. Uno sfregio culturale e non soltanto materiale. Per questa ragione la Provincia di Lecce esprime tutta la sua solidarietà umana e culturale a Gabriele e Diego, che si sono scagliati, giustamente e con gli stessi nostri sentimenti odierni, contro chi si è reso colpevole di questa bestialità. L’augurio dell’Amministrazione Provinciale è che possano tornare presto a vigilare, assieme a tanta altra gente comune e appassionata innamorata della nostra città capoluogo, sulle bellezze storiche e architettoniche della nostra Lecce».

Analogo è lo sdegno della vicepresidente Simona Manca che in più propone di consegnare, ai due leccesi, un premio «vivessimo nel migliore dei mondi possibili – ha dichiarato -, il comportamento dei due leccesi sarebbe la normalità del senso civico, ma se esistesse un mondo così, per la verità, tre incivili che espletano in strada i propri bisogni certamente non esisterebbero nemmeno. Per quello che hanno fatto  – ha proseguito la Manca – per l’esempio che hanno fornito e per aver permesso la denuncia di tre giovanissimi violenti e immaturi, senza alcun rispetto per le cose e per le persone, meriterebbero un premio e proporrò una iniziativa in tal senso al sindaco Perrone e al prefetto Perrotta». 
Anche Saverio Congego, vice presidente vicario del gruppo Pdl alla Regione Puglia esprime la sua solidarietà ai trentenni picchiati. «Questa è una storia di vigliaccheria e maleducazione – commenta – dalla quale possiamo trarre un insegnamento positivo, il gesto di profonda coscienza civica dei due malcapitati, che provando a “difendere” la propria città, hanno dimostrato tutto il loro attaccamento a essa. Spero che possa fungere da esempio per tanti altri, anzi mi auguro che diventi un comportamento contagioso. Lecce è un contesto meraviglioso da tutti i punti di vista e per tale contesto è conosciuta e apprezzata ormai in tutto il mondo, ma ha bisogno di prove di maturità come queste e, più in generale, di senso del rispetto civile, per fare il vero e proprio salto di qualità e completare la propria crescita». 

Tags: aggressioni-ad-anziani
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