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Polveri sottili nel Salento: centraline indicative, ma serve ridurre l’inquinamento

by Redazione
23 Agosto 2017 15:09
in Salute & Benessere
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Sforamento dei dati sulle polvere sottili nei comuni di Campi Salentina e Arnesano, in provincia di Lecce, nei quali si sono registrate le più alte concentrazioni di particolato (Pm 10) di tutta la regione. A certificarlo, i dati provenienti dalle rispettive stazioni di rilevamento raccolti dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale, poi passati al setaccio dall’associazione Salute Salento. I primi tre mesi dell’anno sono quelli in cui avviene il maggior numero di sforamenti. Fino al 23 dicembre scorso sono stati 34 sforamenti a Campi Salentina e 33 sforamenti ad Arnesano, i giorni in cui è stata registrata una concentrazione superiore ai 50 microgrammi per metro cubo. Secondo il direttore dell’Arpa ed epidemiologo barese Giorgio Assennato, unitamente all’oncologo di Casarano responsabile scientifico della Lilt, Giuseppe Serravezza, le centraline forniscono soltanto indicazioni quantitative e non limitano certo le emissioni. Ma risultano comunque uno strumento di controllo previsto dalle norme. Nessun conflitto e nessun dibattito quindi. C’è solo da tirarsi su le maniche e fare qualcosa di concreto per ridurre l’inquinamento dell’aria che respiriamo nella nostra provincia. Non soltanto a Lecce.

Da un lato, dunque, il consigliere regionale salentino M5S Antonio Trevisi, commentando la notizia, invita le autorità competenti affinché “avviino delle indagini serie e risolutive per comprendere le cause dello sforamento massimo delle polveri sottili rilevate oltre la soglia tollerata di 50 microgrammi per metro cubo al giorno sui territori di Arnesano e Campi Salentina”. Del resto, Campi Salentina e Arnesano si trovano in asse verticale con la centrale Federico II di Cerano e nella vicina Guagnano. I superamenti sono stati 13, due in meno nei pressi dell’abbazia di Santa Maria a Cerrate e 17 a Surbo, in contrada Croce. Le polveri sottili vengono definite da Trevisi alla stregua di “un killer lento e silenzioso, in quanto sono così piccole da poter penetrare nei nostri polmoni fino ad accumularsi nel sangue e danneggiare il nostro organismo e la salute".

Sempre “Salute Salento”, inoltre, ci informa del Progetto Jonico-salentino che sarà presentato dal governatore Emiliano nei prossimi giorni. Voluto e ideato dal professore Assennato, fa parte del Centro salute ambiente e serve proprio ad identificare da dove originano le varie sorgenti che poi determinano l’impatto ambientale. Nel caso delle polveri sottili, ad esempio, lo studio tenterà di individuare se sono un prodotto delle industrie, del traffico, del riscaldamento e quant’altro. Il Progetto Jonico-salentino cercherà di individuare e rimuovere i rischi dovuti alle esposizioni attuali. "Un progetto – spiega il professore Assennato – ambizioso, nel quale abbiamo coinvolto diverse università, come quella di Milano, l’Istituto superiore di Sanità e le strutture di ricerca locali".

La protezione e il monitoraggio dell’ambiente salentino riguardano anche l’incidenza dei tumori polmonari:"In preoccupante aumento nelle donne e in diminuzione nei maschi – anticipa il prof Assennato, che nei giorni scorsi ha tenuto una riunione di approfondimento nella quale era presente anche il referente per la Asl di Lecce, Giovanni De Filippis – Arricchiremo lo studio sui tumori del polmone con il coinvolgimento del dottor Fabrizio Bianchi, dell’Istituto di Fisiologia clinica del Cnr, uno dei massimi esperti delle conseguenze dell’inquinamento atmosferico sulla salute umana".

Tornando alle centraline di Lecce il direttore dell’Arpa, sentito proprio dall’Associazione, ha spiegato i motivi per i quali la stazione di rilevamento di piazzetta De Santis è stata spostata a meno di 200 metri. "La centralina – ha detto Assennato – venne spostata perché era addossata al muro di una scuola (il commerciale Costa – ndr.) e non rispettava i criteri previsti dalla norma".

Tags: inquinamento-atmosferico
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