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Presunto impatto ambientale del gasdotto Tap, al gip la pronuncia sull’opposizione all’archiviazione

by Angelo Centonze
23 Agosto 2017 12:43
in Cronaca
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La costruzione del Gasdotto Tap avrebbe un forte impatto ambientale ed i lavori non sarebbero cominciati nei termini previsti.
 
Sono soltanto alcuni dei punti su cui hanno insistito il Comitato No Tap ed il Comune di Melendugno, nell'udienza odierna innanzi al gip Cinzia Vergine. In mattinata, si è tenuta la discussione relativa all'opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dagli avvocati Savino Vantaggiato e Mauro Tagliaferro.
 
I legali hanno evidenziato, anzitutto, l'applicabilità della normativa Seveso, richiesta per i progetti a rischio incidenti per la popolazione e l'ambiente. Anzitutto, poiché lo sversamento di gasolio supererebbe la soglia massima prevista dalla suddetta normativa. Difatti, a quelli dichiarati da Tap attraverso una corposa documentazione, andrebbero aggiunti i litri di gasolio necessari per fare funzionare Il gasdotto.
 
Il Comitato No Tap ed il Comune di Melendugno hanno poi rimarcato la mancanza di autorizzazione unica, poiché i lavori non sarebbero cominciati entro i termini previsti dalla legge. Non solo, anche una serie di reati ambientali ed edilizi (lavori di scavo, spostamento di pietre ed espianto di ulivi ) per la realizzazione dell'impianto.
 
La difesa della Trans Adriatic Pipeline, rappresentata dal' Avvocatura dello Stato e dai legali Andrea Sambati, Michele Laforgia e Carlo Bortolotti del Foro di Milano si è invece "allineata" alla richiesta di archiviazione presentata dal procuratore Cataldo Motta e dal sostituto procuratore Angela Rotondano.
 
Anzitutto, la Procura al termine dell'inchiesta sarebbe giunta alla conclusione che «La costruzione del Gasdotto Tap non ha impatti sull'ambiente».Secondo le conclusioni a cui è giuntoil pool di consulenti ambientali compostodal chimico Mauro Sanna, l'ingegnere chimico Nazzareno Santilli e Rino Felici, non deve essere applicata la cosiddetta “Direttiva Seveso”. Questa era stata invocata a gran voce in primis dal sindaco, Marco Potì. Nell'esposto presentato il 13 maggio scorso, il primo cittadino  manifestava forti perplessità sul progetto, sotto il profilo della sicurezza e citava il caso del gasdotto di Pineto, in provincia di Teramo, dove si verificò un'esplosione che provocò otto feriti.
 
Già in passato, invece, sia i Vigili Del Fuoco che il Ministero dell'Ambiente e dell'Interno si erano espressi sulla non applicabilità della Direttiva. Così come la Regione Puglia, attraverso il rilascio della "Valutazione d'impatto ambientale". Inoltre, emergerebbe, dopo i dovuti accertamenti, la regolarità delle procedure di "Autorizzazione Unica".
 
 Nella  seconda richiesta di archiviazione, il procuratore capo Motta sostiene che i lavori per la Tap sono iniziati entro il termine previsto. L’apertura del cantiere entro il 16 maggio scorso, pena la decadenza dell’Autorizzazione Unica, secondo la Procura sarebbe avvenuta regolarmente. In questa seconda richiesta di archiviazione, datata 18 agosto, Motta sostiene che le indagini archeologiche e la bonifica da eventuali ordigni bellici sono da considerarsi "lavori" a tutti gli effetti.
 
Confermato, attraverso la tesi della Procura, quanto già affermato dal Ministero dello Sviluppo Economico. Per il Comune di Melendugno, invece, perché il cantiere potesse considerarsi aperto, doveva quanto meno essere effettuato lo scavo del pozzo di spinta del microtunnel. Il Ministero dell’Ambiente, successivamente, ha ribadito che si è nella cosiddetta Fase 0, che precede la cantierizzazione del microtunnel, con espianto degli ulivi e costruzione della strada di accesso.
 
L'ultima parola spetterà comunque al gip che potrebbe archiviare le due inchieste (confluite in un procedimento) attraverso apposito decreto o richiedere al pm, di istruire nuove indagini. La decisione è prevista nelle prossime settimane.

Tags: gasdotto-tap
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