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Prima udienza del processo Bcc: la Procura presenta 23 nuove intercettazioni

by Angelo Centonze
5 Giugno 2019 23:17
in Cronaca
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Al via la prima udienza del processo sui presunti illeciti per il rinnovo del consiglio di amministrazione della Banca di Credito Cooperativo di Terra d’Otranto, del maggio 2014.

Dinanzi ai giudici della prima sezione collegiale (Presidente Francesca Mariano, a latere Maddalena Torelli e Domenico Greco), il pubblico ministero Carmen Ruggiero ha prodotto nuovi atti. In particolare, ulteriori 23 intercettazioni che riguarderebbero il sindaco di Carmiano Giancarlo Mazzotta, 48 anni, all’epoca socio ed amministratore di fatto della banca. Si tratterebbe, secondo la Procura, di conversazioni che attesterebbero il suo ruolo predominante all’interno dell’ex consiglio di amministrazione e la sua capacità di influenzare le decisioni dei soci. Le intercettazioni risalgono al 2017 e sono comunque relative ad un altro procedimento.

Il collegio ha rinviato al prossimo 1 luglio per consentire al collegio difensivo di acquisire e visionare la documentazione.

Ricordiamo che sul banco degli imputati, oltre al “primo cittadino” di Carmiano, compaiono altre cinque persone: Ennio Capozza, 62 anni di Lecce, nelle vesti di visurista a contratto per la banca, direttore di filiale; Luciano Gallo, 50 anni di Martano; Saulle Politi, 46 anni di Monteroni; Giovanni Mazzotta, 53 anni di Monteroni, detto Gianni Conad e Maria Grazia Taurino, 53 anni di Carmiano, addetta ai mutui.

Rispondono a vario titolo ed in diversa misura di: estorsione aggravata dal metodo mafioso, tentata e consumata, violenza privata, tentata concussione.

Occorre però sottolineare che, al termine dell’udienza preliminare, il gup Sergio Tosi ha emesso una sentenza di non luogo a procedere, nei confronti di Giancarlo Mazzotta, Dino Mazzotta, 42 anni di Carmiano; Italo Potì, 82 anni di Melendugno e Tommaso Congedo, 42 anni di Monteroni, per il reato di “illecita influenza sull’assemblea”.

La posizione di Giuseppe Caiaffa, 57enne di Carmiano, consigliere uscente, è già stata stralciata in precedenza.

Gli imputati sono assistiti dagli avvocati: Pantaleo Cannolletta, Andrea Sambati, Francesco Paolo Sisto, Massimo Bellini, Luigi e Roberto Rella, Carlo Sariconi, Laura Minosi, Ladislao Massari, Paolo Pepe, Antonio Savoia, Paolo Spalluto.

Inoltre, si sono già costituiti parte civile dinanzi al gup: l’ex deputato di Alleanza Nazionale Achille Villani Miglietta, assistito dall’avvocato Carlo Gervasi, (sarebbe stato accusato ingiustamente da alcuni imputati) e Giulio Ferrieri Caputi, il competitor di Dino Mazzotta per ottenere, all’epoca dei fatti, la Presidenza della banca.

Le dichiarazioni del pentito

Il pm, durante una delle prime udienze, ha presentato un verbale del neo-collaboratore di giustizia, Tommaso Montedoro. Il pentito, nei mesi scorsi, ha riferito agli inquirenti di un incontro avvenuto in passato a Casarano con il sindaco di Carmiano Giancarlo Mazzotta (imputato in questo procedimento). Il motivo del presunto appuntamento? Un prestito bancario per l’apertura di un centro commerciale nel Basso Salento, in cambio dell’appoggio in campagna elettorale.

In realtà, come riferito dallo stesso pentito, dell’affare non se ne fece più niente.

Giancarlo Mazzotta ha sempre smentito categoricamente di avere conosciuto e addirittura incontrato, Tommaso Montedoro.

L’inchiesta

Il pubblico ministero Carmen Ruggiero, nei mesi scorsi, ha chiuso l’inchiesta sul rinnovo del consiglio d’amministrazione della Banca di credito cooperativo Terra d’Otranto condizionato, secondo l’accusa, da presunte ingerenze della Sacra Corona Unita.

Al sindaco di Carmiano viene contestato di aver favorito il fratello Dino per ottenere la presidenza a scapito dell’altro concorrente Giulio Ferrieri Caputi. In che modo? Attraverso svariate false autenticazioni delle firme dei soci per votare per la lista capeggiata da Dino Mazzotta.

L’inchiesta è stata condotta dai carabinieri del Ros e della Compagnia di Campi Salentina. Gia il 14 maggio del 2014 vi furono una serie di perquisizioni ed i sequestri nella sede di viale Leopardi, a Lecce, dell’istituto di credito.

I fatti contestati (fino al 2014), occorre ricordare, si riferiscono al vecchio consiglio di amministrazione della banca.

Tags: bcc-terra-d-otranto
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