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A rischio il piano di rilancio di Alba Service, oggi nuovo sit-in in Prefettura

by Redazione
3 Maggio 2018 14:47
in Politica
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Prosegue la difficile, difficilissima situazione in cui vivono i dipendenti al Alba Service la partecipata della Provincia di Lecce. Per questi motivi, nella giornata di oggi, le sigle sindacali Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil hanno una manifestazione di mobilitazione e protesta davanti all’ingresso della Prefettura. La decisione a seguito del parere negativo da parte del Ministero del Lavoro per la concessione della cassa integrazione in deroga.

“Da tre anni a questa parte Alba Service è l’azienda che vive le peggiore situazione rispetto a tutte le altre imprese italiane”, afferma Carmine Bolognese operaio della società partecipata.

“La nostra è una partecipata pubblica che svolgeva la propria attività nelle scuole, si occupava della manutenzione delle strade e dava vita anche ad altri servizi. da tempo noi dipendenti non percepiamo lo stipendio, non abbiamo un lavoro ma, paradossalmente, non siamo neanche disoccupati.

Chiediamo alle istituzione di trovare una soluzione, perché a tutti provvedono a dare sussidi. Noi invochiamo soltanto lavoro come lo avevamo prima e il denaro maturato per il nostro servizio visto che sono mesi che non riceviamo stipendio”.

La situazione di Alba Service

Ricordiamo che Alba Service negli anni ha accumulato un deficit complessivo di circa 6 milioni di euro e debiti complessivi per 7,2 milioni di euro, al punto che numerosi creditori (dipendenti, fornitori, erario e altri) hanno avviato procedute esecutive tuttora pendenti. La società oggi non è in grado di far fronte alle obbligazioni né di riprendere l’attività lavorativa: l’unica via al momento è la procedura del concordato preventivo in bianco (attualmente in corso) che renderebbe possibili alcuni obiettivi: riduzione della massa passiva, blocco delle procedure esecutive, stralcio di crediti e debiti, prospettiva di continuità aziendale. La percorribilità del concordato preventivo è vincolata a tre pilastri: concorso della Regione alle spese sostenute da Alba Service per le assistenti sociali (30 lavoratrici), rinuncia preventiva del personale di Alba Service a una parte delle pretese creditorie (rinuncia a circa il 75% degli importi); impegno per la prosecuzione della Cassa integrazione in deroga per tutti i lavoratori di Alba Service. Il venir meno di uno dei tre pilastri (quello sulla cassa in deroga) mette a rischio l’intera operazione di salvataggio.

Le segreterie provinciali delle tre organizzazioni sindacali che hanno organizzato l’iniziativa hanno inviato una lettera al presidente della Provincia, Antonio Gabellone e governatore di Puglia, Michele Emiliano, per chiedere la loro presenza oggi, «affinché emerga la presa di posizione forte» delle due istituzioni sul diniego della proroga dell’ammortizzatore sociale e affinché si trovino soluzioni in vista del concordato preventivo presentato dalla società partecipata della Provincia.

Tags: proteste-in-prefettura
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