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‘Queste ragazzine istigano allo stupro’. L’orrore viaggia sul web

by Redazione
15 Settembre 2017 12:50
in Attualità
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“Lolite che non fanno altro che istigare l’uomo a non ragionare”, “E poi dicono che quando le violentano è colpa degli uomini”, “Se la donna decide di andare in giro semi nuda deve poi accettare ogni tipo di commento e non solo i commenti.”, “Sono queste ragazzine nude che fanno venire voglia di stuprarle”.
 
Sono solo alcuni dei commenti shock che, nelle ultime 72 ore, sono comparsi sul web a corredo di una serie di immagini di giovani donne, presumibilmente turiste, che passeggiano sulla litoranea o che fanno la spesa in costume da bagno.
Commenti triviali che non solo legittimano lo stupro ma sembrano addirittura invocarlo come fosse una naturale punizione da infliggere a donne troppo “libertine” e la cosa più sconcertante è che la maggior parte di questi commenti sono stati digitati da donne.
 
Altro intervento inopportuno è stato quello di una ragazza autoctona che, commentando la smentita dello stupro ai danni di una  bergamasca da parte di un gruppo di giovani torinesi ha così sentenziato: “Sono donna e non difendo la ragazza perché se vai volontariamente in casa con ragazzi che non conosci di sicuro non vuoi farci una partita a monopoli.”.
 
La turista protagonista della vicenda aveva in origine denunciato uno stupro di gruppo per poi ritrattare ridimensionando l’accusa a molestie meno aggressive che, comunque, sono al vaglio degli inquirenti per via delle numerose ecchimosi riportate.
Parliamo sempre di presunte molestie ma, ça va sans dire, in una società maschilista è lei che doveva essere meno licenziosa, è lei che “doveva dare meno confidenza”.
 
Fidarsi degli estranei è certamente un comportamento poco prudente così come fare la spesa in tanga può essere sintomo di poco buon gusto ma da qui al Medioevo di cui sono intrisi i tanti commenti di stizzoso giudizio riservati alle ragazzine in questione ci sono secoli di femminismo e di progresso dimenticati.
 
Un quadro di esternazioni che altro non sono che terribili tasselli di quella che è la “cultura dello stupro”, un disgustoso modo di pensare retrogrado e, a tratti, quasi criminale perché chi attribuisce colpe e responsabilità alla vittima o alla presunta vittima di uno stupro tollera il reato, di più, lo avalla.
 
Dire che una ragazza vestita in maniera succinta deve accettare l’eventualità di essere stuprata è veramente meschino e diseducativo se si pensa che probabilmente dei ragazzini leggeranno quei commenti e, forse, matureranno la convinzione che stuprare una donna sia, in fin dei conti, una cosa poco grave se la violenza è stata istigata da una mini gonna troppo corta.
 
Nessun atteggiamento-per quanto poco elegante o lascivo- consegna all’uomo una licenza di stupro
ma, purtroppo, fino a quando le donne saranno le prime nemiche delle donne, ligie pedine della fallocrazia, la perversione del “se l’è cercata” testimonierà quanto siamo ancora una terra tristemente machista pronta a sbranare la leggerezza di alcune ragazzine in vacanza.
 
Ragazzine in vacanza che, per quanto possano essere giudicate frivole, non meritano comunque di essere abusate in nessun modo: non dalle mani di un uomo che non riesce a controllare i suoi istinti e nemmeno da sentenze popolari fuori luogo ed imbarazzanti.
 
A cura di Armenia Cotardo

Tags: stupri
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