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Rave-party organizzati come grandi eventi: camion, attrezzature da concerto, droga e fiumi di birra. Il Questore “Pericolosi”

by Redazione
28 Giugno 2018 13:49
in Cronaca
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Rave letteralmente significa “andare in delirio”. Per chi li osserva da lontano, infatti, queste ‘feste non autorizzate’ non sono altro che raduni di giovani, drogati e ubriachi, che seguono il ritmo di una musica assordante, pompata di giorno e di notte, disturbando il sonno di chi abita vicino.

Non è così per chi lo vive, per chi ‘decifra’ i segnali lasciati sui social per scoprire il luogo dove ritrovarsi per condividere un’esperienza che corre sulla linea di confine tra il lecito e l’illecito. Nonostante la “segretezza” d’obbligo per la buona riuscita dell’evento è impossibile passare inosservati, nascondersi in quelle campagne piene di ulivi o casolari abbandonati perché qualcuno giocoforza ‘ascolta’ e segnala. È accaduto così per il party organizzato nelle campagne di Castrì.

Decine di telefonate solo giunte alle forze dell’ordine di cittadini che lamentavano la presenza di giovani in un terreno sulla provinciale 140 ed è stato allora che dalla Questura di Lecce è partito un dispositivo di ordine e sicurezza pubblica che ha consentito di interrompere il raduno musicale non autorizzato e di sequestrare tutte le attrezzature, musicali e non, trasportate sul posto e montate senza alcuna autorizzazione. Nella stessa circostanza, il proprietario del fondo nella mattinata di ieri ha formalizzato denuncia-querela contro ignoti per invasione di terreni.

Il pronto intervento, che ha previsto l’impiego di Poliziotti e Carabinieri oltre che della Squadra Amministrativa della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura e degli investigatori della Squadra Mobile e Digos, ha portato al sequestro di: tre colonne di impianti musicali con 50 diffusori ad alta potenza che raggiungevano un livello di decibel di circa 100.000 watt; un gruppo elettrogeno di proprietà di una ditta della provincia di Lecce e che, al riguardo, sarà sentita in merito dagli agenti di Polizia; due impianti di spillatura della birra, di cui uno di proprietà di una ditta della provincia leccese e che, anche in questo caso, verrà ascoltata; per un valore che oscilla tra i 70 e 80mila euro e all’identificazione dei 10 organizzatori (di Lecce, Bari, Taranto, Salerno, Teramo, Rimini, Cesena e Cosenza)  del rave party che sono stati denunciati per invasione di terreni privati; apertura abusiva di luoghi di intrattenimento e organizzazione di pubblici spettacoli, disturbo della quiete pubblica nonché manifestazione pubblica non preavvisata.

“Queste iniziative sono prive di qualsiasi sistema di sicurezza, quindi pericolose per chi vi partecipa e per i cittadini che abitano nelle zone circostanti”, ha affermato il Questore di Lecce, Leopoldo Laricchia.

questore-laricchia
Il Questore di Lecce, Leopoldo laricchia

“Sono altresì pericolose non solo per gli abitanti, ma anche per i quadrupedi e i volatili e su questo potete chiedere lumi a un ornitologo.  È una questione di estremo rischio anche per i partecipanti perché in queste manifestazioni girano alcool, droga, parecchia droga e in molte situazioni si è dovuto fare i conti con decessi e ricoveri in ospedale.

Il problema, però, è un altro. Bisogna cercare di cambiare tattica e strategia e prevenire questi fenomeni, perché quando il fatto si concretizza non si può più intervenire, in quanto, quando ci si trova di fronte a migliaia di persone con una capacità psico-motoria limitata, qualunque intervento rischia di mettere a repentaglio la loro e la nostra incolumità e la situazione diviene ingestibile.

Ieri siamo andanti lì e abbiamo svolto un intervento che mi risulta mai si sia fatto in Salento e abbiamo sequestrato tutte le attrezzature di diffusione sonora. Attrezzature importanti, quelle che vengono utilizzate nei concerti e che vengono noleggiate da ditte, quindi, le ditte sappiano che quando ci si troverà di fronte a tali manifestazioni il materiale verrà sequestrato e quando le imprese affitteranno queste strumentazioni si accertino per quali eventi saranno utilizzate.

Gli organizzatori del rave sono giunti sul territorio con quattro camion, poi ci sono le imprese che hanno fornito i distributori della birra che sono stati a loro volta sequestrati. In un oliveto si è approntato un locale di pubblico spettacolo senza alcuna agibilità o sistema di controllo, prevista dalla Legge a tutela dei partecipanti e a tutela dei cittadini.

I reati commessi nel corso di questa ‘festa’ sono diversi, aver organizzato una manifestazione senza le prescrizioni richieste dalla legislazione, disturbo delle quiete pubblica, invasione di terreni di proprietà privata, aver dato vita a manifestazione pubblica senza preavviso alle autorità, reati in materia ambientale. L’intervento si è concretizzato nel sequestro dei materiali e nella denuncia degli organizzatori.

Come ci vogliamo organizzare in futuro? Sto preparando una nota che indirizzerò a tutti i comuni, tutte le polizie locali, tutte le stazioni dei Carabinieri, uffici di Polizia e commissariati distaccati per fare sì che si dia vita a una particolare attenzione nel momento in cui la sala di pubblico spettacolo si realizza, perché, quando giungono quattro tir che trasportano tutto quel materiale è difficile che in un piccolo paese non si notino. Basta attivarsi subito, informare la Questura e ci metteremo in azione per compiere un intervento in modo tale che si intervenga prima e non nel momento in cui si sviluppa la concentrazione delle persone.

Questo tipo di eventi vengono pubblicizzati attraverso i social e sono molto difficili da intercettare, quindi, l’unico sistema per mettere in atto la prevenzione è quello di bloccare sul nascere l’allestimento del luogo. Sarà questa la strategia che adotteremo”.

Tags: rave-party
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